Ospedale Santa Maria / 04 marzo 2021

Chirurgia ginecologica in laparoscopia: cos’è e i vantaggi

Chirurgia ginecologica in laparoscopia: cos’è e i vantaggi
La chirurgia ginecologica, grazie alla tecnica mininvasiva della laparoscopia, ha oggi ridotto notevolmente il ricorso alle grandi incisioni caratteristiche della chirurgia open: abbiamo chiesto al Dott. Bruno Martulli, responsabile dell’Unità di Ginecologia dell’Ospedale Santa Maria di Bari, cos’è la laparoscopia e quali sono i vantaggi per le pazienti.
 

Dottor Martulli, che cos’è la laparoscopia?

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva, grazie alla quale il chirurgo accede alla cavità addominale senza ricorrere alle grandi incisioni richieste dalla chirurgia tradizionale. L’intervento differisce da quello open essenzialmente per la diversa via di accesso tramite piccole incisioni della parete, ma non nella sostanza e negli scopi.
 

Come si svolge l’intervento chirurgico ginecologico in laparoscopia?

Si esegue una prima incisione nell’ombelico, attraverso la quale, con un ago, si introduce anidride carbonica per distendere la cavità addominale, in modo da avere una adeguata visione e un sufficiente spazio per eseguire gli atti chirurgici nell’addome.

Raggiunta la corretta pressione intra addominale, attraverso la stessa incisione si introduce il laparoscopio, uno strumento telescopico cui è collegato un cavo ottico, per illuminare la cavità addominale e una telecamera per trasferire le immagini endo addominali a un monitor, per una visione diretta di tutti gli organi pelvici e addominali.

Successivamente si eseguono altre due o tre piccole incisioni di 3/5 mm nel basso addome, attraverso le quali si introducono gli strumenti chirurgici idonei all’esecuzione dell’intervento.
 

In quali casi è indicato l’utilizzo di questa tecnica mininvasiva?

La laparoscopia è indicata per il trattamento chirurgico di tutte le patologie ginecologiche:
  • miomectomie (rimozione di fibromi uterini intramurali e sottosierosi);
  • eradicazione di endometriosi;
  • isterectomie;
  • correzione di prolasso genitale;
  • interventi su tube e ovaie;
  • interventi per neoplasie ginecologiche.
Presso Ospedale Santa Maria viene eseguito in laparoscopia il 90% degli interventi chirurgici ginecologici. Fanno eccezione i trattamenti di miomi sopra i 10 centimetri, fibromi e masse tumorali di grande volume, che occupano due terzi dell’addome e per cui si preferisce la laparotomia.
 

Quali sono i vantaggi per la paziente

Rispetto alla chirurgia tradizionale, un intervento ginecologico in laparoscopia presenta diversi vantaggi per la paziente:
  • minor trauma della parete addominale, con ferite chirurgiche notevolmente ridotte e indubbio vantaggio anche sul piano estetico;
  • minor trauma degli organi pelvici e minore disidratazione, con una rapida ripresa funzionale della peristalsi intestinale;
  • riduzione della perdita ematica;
  • tempi di intervento spesso inferiori a quelli della chirurgia tradizionale;
  • riduzione del rischio di infezioni dovuto alla contaminazione con l’ambiente esterno e di conseguenza di possibili aderenze inter-viscerali, con una migliore preservazione della fertilità;
  • decorso post-operatorio più rapido e meno doloroso;
  • degenza breve;
  • ripresa veloce delle attività lavorative e quotidiane.

I tempi di ricovero, decorso post-operatorio e follow-up

Salvo complicanze o casi particolari, le dimissioni avvengono entro le 24-48 ore dall’intervento, e la visita successiva è fissata a distanza di un mese. In generale, è sufficiente un periodo di 1-3 settimane di astensione dal lavoro, durante il quale è consigliata una attività fisica leggera, come cucinare, fare brevi passeggiate, andare in bicicletta. L’attività fisica più intensa può riprendere a 2-3 settimane dall’intervento circa, a seconda del tipo di trattamento.
 

Per ulteriori informazioni, è possibile telefonare allo 080.5040111
o compilare il form di richiesta

Revisione medica a cura di: Martulli Bruno
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