Maria Cecilia Hospital / 08 luglio 2020

Come si forma e come si può curare la cisti pilonidale: la tecnica mini-invasiva EPsiT

Come si forma e come si può curare la cisti pilonidale: la tecnica mini-invasiva EPsiT
La seconda parte del suo nome deriva da una particolare locuzione latina, che fa riferimento a un vero e proprio “nido di peli”. È la cisti pilonidale, una patologia benigna che in genere interessa la piega fra i due glutei e per questo è anche nota come cisti sacro-coccigea. Ancora oggi l’origine di questa lesione cistica risulta controversa. Secondo alcuni studi è congenita e dovuta a un’anomalia dello sviluppo embrionale, secondo altri è cronica e legata per l’appunto a un’inclusione pilifera: i peli crescerebbero dunque nei piani sottocutanei  invece che verso l’esterno,  producendo un granuloma da copro estraneo con conseguente cormazione di cisti semplice o fistolizzante.  È proprio quest’ultima l’ipotesi più accreditata.
 
Le cause della formazione di una cisti pilonidale
La cisti pilonidale si manifesta in un’area molto vulnerabile del corpo. La zona compresa fra i glutei è infatti caratterizzata da una cute particolarmente sottile, priva di uno strato di tessuto sottocutaneo resistente. La diffusione di questa patologia è maggiore di quanto non si creda, soprattutto fra i pazienti di sesso maschile in giovane età (indicativamente dai 15 ai 30 anni) e con una ricca copertura di peli superflui. Anche i soggetti di sesso femminile possono soffrirne, ma l’incidenza della patologia fra le donne è certamente minore. Fra le cause scatenanti possono esservi:
  • microtraumatismi frequenti  della zona sacrococcigea spesso relati con alcune attività sportive e lavorative
  • sovrappeso
  • scarsa igiene
  • sudorazione abbondante
 
Sintomi e caratteristiche della cisti pilonidale
La cisti pilonidale si presenta come una piccola sacca simile a un nodulo, al cui interno è possibile intravedere alcuni peli. Essa può restare silente e asintomatica perfino per tutta la vita, o quantomeno per lunghi periodi di tempo. Ma può anche infiammarsi  dando luogo ai seguenti sintomi :
  • sensazione di fastidio in posizione seduta
  • rossore e tumefazione della zona interessata
  • dolore al tatto
  • aumento della temperatura e della consistenza
A questi segni di infiammazione può seguire un’evoluzione della cisti in ascesso. Se l’infezione non viene trattata, possono inoltre formarsi una o più fistole anali in concomitanza, con le relative piccole cavità che producono secrezioni purulente.
 
Come si arriva alla diagnosi
Nella maggior parte dei casi, è sufficiente una diagnosi clinica, basata quindi su un’osservazione attenta della cute e sui dati forniti dal paziente. L’ispezione consente infatti di identificare il rigonfiamento della cisti ed eventualmente i tragitti di forma tubulare tipici delle fistole.  Nei casi piu complessi è anche possibile che venga eseguita e richiesto:
  • Esplorazione rettale ed anoscopia per escludere eventuale presenza di fistole in comunicazione con il canale anale
  • Risonanza magnetica nucleare della pelvi
Trattamento e possibili conseguenze
La terapia medica si rende necessaria solo  in fase acuta. Si deve quindi procedere tempestivamente con una terapia antibiotica e antiinfiammatoria, in modo da limitare l’infiammazione e limitare l’eventuale formazione e perpetuarsi di un acesso.  L’unica terapia  definitiva consiste nell’intervento chirurgico. Se un tempo la cisti veniva asportata  mediante ampie resezioni chirurgiche, oggi il miglior trattamento disponibile è  quello mini-invasivo.La tecnica mini-invasiva, quando praticabile prevede un piu rapido e meno doloroso decorso post operatorio. La tecnica EPsiT (Endoscopic Pilonidal Sinus Treatment) si esegue effettuando tramite telecamera una piccola ferita chirurgica, inferiore a 5 mm, per permettere il passaggio di un laser o di un elettrobisturi all’interno della cavità. Con questo procedimento, si riduce la quantità di tessuto asportato ed è quindi possibile eseguirlo in anestesia locale/ spinale e con una minima degenza del paziente. La ripresa è immediata, tanto che il soggetto può riprendere le proprie attività sin dal giorno seguente. La cisti pilonidale è una patologia del tutto benigna, ma in casi molto rari può anche degenerare in una forma tumorale, il carcinoma della pelle a cellule squamose.
 
Cisti pilonidale e prevenzione
Trattandosi di una patologia di origine non ancora certa, non è possibile attivare pratiche di prevenzione, in quanto non sono stati identificati comportamenti responsabili della formazione di una cisti pilonidale. Si può invece agire dal momento in cui questa patologia si presenta, con l’obiettivo di evitarne le infiammazioni croniche. Naturalmente, dal momento che la cisti pilonidale può colpire soggetti in sovrappeso o caratterizzati da irsutismo, si raccomandano quelle che sono le buone norme di uno stile di vita corretto e attenzione scrupolosa all’igiene personale.
Sempre piu spesso viene consigliato al paziente l’esecuzione peri operatoria di depilazione laser nella zona da trattare poiché sembra vi sia minor rischio di recidiva.
Articolo a cura della Dott.ssa Benedetta Mattioli chirurgo proctologo presso Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA)
 
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