Ospedale Santa Maria

Ecografia con mezzo di contrasto: a cosa serve?

14 marzo 2019
Ospedale Santa Maria ha implementato le apparecchiature tecnologiche della Diagnostica per immagini dotandosi di un nuovo ecografo che permette di eseguire sia esami di primo livello che approfondimenti di secondo livello, con l’impiego del mezzo di contrasto.
Abbiamo chiesto alla dottoressa Rita Fellaresponsabile del Reparto di Diagnostica per Immagini ed  Ecografista di Ospedale Santa Maria - di illustrare tutti i vantaggi della ecografia con mezzo di contrasto, nota anche come CEUS (Contrast-Enhanced Ultrasound).
 
Dottoressa Fella, che cos’è l’ecografia con mezzo di contrasto?
“E’ un completamento dell’ecografia che permette di verificare delle anomalie riscontrate negli organi addominali (soprattutto nel fegato) e di ottenere diagnosi in tempi più ridotti. L’ecografia senza il contrasto è una metodica a basso costo, di larghissima diffusione, che nonostante i notevoli progressi tecnologici e l’esperienza degli operatori, ha infatti dei limiti nella caratterizzazione delle lesioni. L’ecografia con mezzo di contrasto è invece un sistema di imaging molto sofisticato con un’accuratezza del 90% e per questo in alcuni casi può ridurre anche il ricorso a metodiche più impegnative per il paziente. L’efficacia della CEUS è legata all’esperienza degli operatori e dal livello qualitativo delle apparecchiature ecografiche utilizzate”.
 
A cosa serve?
“L’ecografia con mezzo di contrasto (Mdc) è fortemente consigliata ad esempio nei casi di angioma epatico, o di altre condizioni epatiche benigne  (noduli di iperplasia nodulare focale) in quanto si può concludere in un tempo unico la diagnosi. Inoltre la CEUS è una valida alternativa in tutti i casi in cui non sia possibile la somministrazione di altri Mdc per allergie o insufficienza renale o nei pazienti claustrofobici”.
 
Come si esegue la ecografia con il mezzo di contrasto?
“Si esegue una normale ecografia in cui si focalizza la lesione da caratterizzare, si somministra per via endovenosa il Mdc, con scarsi o nulli disagi per il paziente, si osservano e contemporaneamente si registrano immagini ecografiche con un software dedicato che rende visibile l’arrivo e la distribuzione del mezzo di contrasto nella lesione permettendo la diagnosi”.
 
Per la diagnosi di quali patologie è indicata?
“L’esame è considerato molto valido per lesioni focali, benigne e maligne, primitive o secondarie al fegato. E’ inoltre utile nello studio delle pseudo lesioni al rene, come la ipertrofia colonnare e nella diagnosi e monitoraggio delle cisti renali complesse ai reni. Per quanto riguarda il pancreas è considerata la metodica adatta per lo studio delle lesioni focali per via addominale”.
 
Quanto dura l’esame?
"La durata dell’esame non supera quella di una normale ecografia al massimo 15/20 minuti complessivamente".
 
Ci sono possibili effetti collaterali?
“Il mezzo di contrasto ecografico è ottimamente tollerato con rarissimi effetti collaterali, comporta scarse limitazioni d’uso tanto che si può eseguire in pazienti con insufficienza epatica e renale. L’unico limite è dato solo in presenza di gravi restrizioni respiratorie”.
 
Per maggiori informazioni sulla ecografia con mezzo di contrasto conttata la struttura allo:

080 5040111

Condividi