Le emorroidi sono strutture anatomiche fisiologiche del canale anale, ricche di vasi sanguigni. Talvolta questi cuscinetti vascolari
possono gonfiarsi e infiammarsi provocando la malattia emorroidaria. Circa l’80% degli adulti nei Paesi industrializzati sviluppa una forma più o meno severa di questa patologia (dati SICCR, Società Italiana di Chirurgia Colorettale).
Cause e sintomi delle emorroidi
Le emorroidi, generalmente, non provocano sintomi; diventano patologiche quando aumentano di volume, a causa di fattori predisponenti:
stipsi cronica, sforzo eccessivo durante la defecazione, alimentazione povera di fibre, sedentarietà, predisposizione genetica, attività lavorative sedentarie o che richiedono prolungata stazione eretta, gravidanza e parto.
I sintomi più comuni sono: bruciore, dolore, e, in alcuni casi, sanguinamento. Vengono classificate in
quattro gradi di severità, dal più lieve (primo grado) al più grave (quarto grado).
Il trattamento della malattia emorroidaria è oggetto di continua ricerca e confronto tra le varie metodiche disponibili. L’obiettivo è individuare una metodica efficace e sicura, che consente un rapido ritorno alle attività quotidiane, riducendo al minimo il dolore nel periodo postoperatorio e il rischio di complicanze.
Come si trattano, senza intervento chirurgico
Tra le opzioni terapeutiche disponibili,
l’elettroterapia dei plessi emorroidari è un approccio innovativo, conservativo e mininvasivo indicato in casi selezionati di malattia emorroidaria. Utilizza
un processo elettrochimico che sclerotizza e riduce il volume dei cuscinetti emorroidari.
Durante la visita proctologica, il medico valuta l’idoneità del paziente al trattamento. Se indicato, la procedura può essere programmata rapidamente, secondo tempi e modalità compatibili con le esigenze individuali, senza lunghe attese.
Come si svolge il trattamento e decorso postoperatorio
L’elettroterapia utilizza una corrente a bassa intensità, erogata direttamente a livello dei plessi emorroidari, con l’ausilio di un anoscopio che visualizza, anche, la zona da trattare. Lo stimolo elettrico induce
una reazione elettrochimica di tipo sclerosante locale provocando la chiusura progressiva dei piccoli vasi sanguigni che apportano il flusso ematico alle emorroidi. La riduzione dell’afflusso di sangue provoca il graduale restringimento delle strutture vascolari, con conseguente attenuazione dei sintomi. Dopo il trattamento, la riduzione dei cuscinetti vascolarizzati è progressiva e si completa in circa 4 settimane.
Nessuna struttura anatomica viene incisa o asportata.
L’elettroterapia
è indolore e non richiede anestesia, poiché il canale anale è un’area anatomica priva di terminazioni nervose. Tuttavia, può essere percepita una lieve sensazione di calore locale, facilmente gestibile riducendo temporaneamente l’intensità della corrente o spostando di pochi millimetri l’elettrodo.
Ai pazienti che desiderano minimizzare il disagio della procedura
può essere somministrata una blanda sedazione per favorire il rilassamento o il sonno per la durata dell’intervento (circa 20-40 minuti).
Il decorso postoperatorio è rapido e privo di convalescenza, consentendo un immediato ritorno alle attività quotidiane.
Nei casi in cui la patologia è in fase avanzata il Proctologo può valutare l’opportunità di un trattamento di richiamo dopo la prima procedura, al fine di ottimizzare la riduzione dei cuscinetti emorroidari.