07 giugno 2021

Gastrite nervosa: come riconoscerla e come trattarla

Gastrite nervosa: come riconoscerla e come trattarla
Gastrite nervosa: come riconoscerla e come trattarla
Di  gastrite di ne soffre addirittura la metà dell’intera popolazione mondiale, si stima che un milione di italiani, soprattutto donne, combattono periodicamente con i sintomi più tipici di questo disturbo: bruciori di stomaco, crampi, nausea, vomito. Questa patologia si distingue in varie tipologie a seconda delle cause e dei sintomi. L’infiammazione della mucosa gastrica, ovvero la parete interna dello stomaco, può infatti essere dovuta anche all’influenza di stress e ansia: quando questi si fanno molto significativi, aumenta la produzione di succhi digestivi acidi e la mucosa subisce un’azione corrosiva. In tal caso, si parla di gastrite nervosa.
 
La gastrite nervosa e i suoi sintomi
La gastrite nervosa è la particolare forma di gastrite che origina a causa dello stress o dell'ansia. Rientrante nell'elenco delle malattie psicosomatiche, di per sé non è una patologia da considerarsi grave, ma la si può e si deve trattare tempestivamente: se ignorata, può causare anche conseguenze non trascurabili, come ad esempio l’ulcera perforante. Ecco perché è importante imparare a riconoscerla e a distinguerne i sintomi.

Può presentarsi con:
  • bruciore allo stomaco
  • sensazione di stomaco gonfio
  • cattiva digestione
  • calo dell’appetito,
  • malessere generale.
Può emergere in periodi emotivamente difficili a causa di problemi sentimentali o professionali, attesa di determinate risposte (ad esempio risultati di esami), preoccupazione per il proprio stato di salute o quello di una persona cara, attacchi d’ansia intensi. Inoltre, può presentarsi in modo improvviso, violento ma di breve durata (gastrite nervosa acuta), così come in modo graduale, duraturo e con sintomi non rilevanti (gastrite nervosa cronica).

Diagnosticata solitamente attraverso l'esame obiettivo e l'anamnesi, la gastrite nervosa prevede, laddove possibile, una terapia finalizzata al controllo/gestione del fattore stressante o ansiogeno, che causa la condizione in questione. Per trattare la gastrite nervosa di solito si può agire attraverso farmaci che bloccano l’acidità - sempre raccomandati da un medico - ma anche attuando modifiche alla dieta e integrando attività fisica e esercizi per il rilassamento.

Gastrite nervosa: cosa mangiare
Una dieta equilibrata consente di non pesare ulteriormente sullo stomaco. È bene abituarsi a bere acqua di frequente, mangiare più volte e in piccole quantità durante il giorno e masticare lentamente. In tema di alimentazione non vi sono vere e proprie restrizioni, anche la cosiddetta dieta “in bianco” non è consigliata poiché inefficace, mentre è corretto impostare una dieta che aiuti a attenuare i sintomi dispeptici.

I piatti devono essere il più possibile semplici ed è preferibile scegliere una cottura a vapore, alla griglia, ai ferri, alla piastra, al forno, a lesso o al cartoccio. Via libera a verdure come zucchine, finocchio e carote, così come a riso, patate bollite, fette biscottate, cracker, biscotti secchi, avena, fiocchi di riso, pane con farina bianca. Le carni magre e il pesce altrettanto magro sono compresi nella dieta ottimale, così come l’olio extravergine d’oliva a crudo è il miglior condimento.

Da evitare invece cibi ad alto contenuto di grassi e zuccheri, che possono irritare lo stomaco, come la carne rossa, la salsiccia, la pancetta, i fritti, il cioccolato, i dolci, il caffè e il pepe. Inoltre, per prevenire ulteriori attacchi di gastrite è anche bene non fumare e non bere bevande alcoliche, tisane artificiali, bibite e acqua frizzante.

Altre precauzioni importanti sono non sdraiarsi subito dopo i pasti, non bere durante i pasti, mangiare lentamente e frammezzare poi i pasti con uno spuntino a metà mattina e uno nel pomeriggio per tamponare l’acidità di stomaco, di modo tale che questa salga troppo a causa del digiuno prolungato.
 
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