Ulcera

Quando si parla di “ulcera” è piuttosto comune associare il termine a una sensazione dolorosa, soprattutto nell’area superiore dell’addome. Ma in realtà cos’è l’ulcera e come si manifesta?
Non si tratta semplicemente di un dolore generico, ma di una lesione da erosione, dunque di una ferita, che interessa la mucosa di alcuni organi interni. In genere, si presenta di forma rotonda oppure ovale. Come ogni lesione, l’ulcera può presentare una profondità e una gravità variabili a seconda dello stato di salute del paziente, di eventuali patologie in corso e delle tempistiche con cui si è riconosciuto e affrontato il problema. Si tratta in ogni caso di una condizione piuttosto comune ed è possibile trattarla con buoni risultati. Sebbene possa presentarsi in qualsiasi momento della vita e in ogni tipo di paziente, è più frequente nei soggetti maschi di mezza età.

Tipi di ulcera

Sono principalmente due le tipologie più diffuse di questa patologia: ulcera gastrica e duodenale. Ma è utile fare ulteriori distinzioni e precisazioni, che si troveranno di seguito.
 

Ulcera peptica


In alcuni testi informativi è possibile trovare questa definizione, alternativa a ulcera gastroduodenale. Ma l’ulcera peptica cos’è? Con questa espressione si indica l’ulcera che colpisce proprio le alte vie digestive e comprende quindi sia l’ulcera gastrica, sia quella duodenale. Secondo le stime, la macrocategoria interessa circa 4 milioni di pazienti ogni anno.
 

Ulcera gastrica


Nello specifico, cos'è l’ulcera gastrica? Si tratta di una lesione della mucosa dello stomaco, che interessa soprattutto i soggetti con più di 60 anni d’età. In caso di ulcera gastrica, i sintomi sono simili a quelli dati da ulcera intestinale, ma con una caratteristica peculiare: la sensazione dolorosa tende a peggiorare dopo aver mangiato. Nelle situazioni più serie, spesso dovute a un trattamento poco tempestivo, possono manifestarsi i segni di un’ulcera gastrica sanguinante: senso di pienezza dello stomaco, dimagrimento improvviso e senza cause apparenti, anemia dovuta a emorragia interna.
 

Ulcera duodenale


L’ulcera intestinale o duodenale interessa invece la prima parte dell’intestino, ossia quella subito sottostante allo stomaco, e possono soffrirne anche soggetti in giovane età. Con ulcera duodenale i sintomi dolorosi si percepiscono maggiormente nei momenti di riposo, compreso quello notturno (a discapito della qualità del sonno), mentre ingerire cibo ha l’effetto di alleviarli. Fra le tipologie di ulcera peptica, quella duodenale si manifesta nell’80% circa dei casi.
 

Ulcera perforata


Un’ulcera duodenale o gastrica perforata è una complicanza di natura grave, originata dal mancato trattamento opportuno della lesione: fondamentale in tal senso è la precocità della diagnosi. L’erosione a cui è stata sottoposta la mucosa può infatti portare alla sua perforazione e alla conseguente fuoriuscita di materiale gastroduodenale (acidi o gas). L’ulcera perforata provoca sintomi come dolore molto intenso e in peggioramento, inizialmente localizzato e in seguito diffuso a livello addominale; rigidità e distensione dell’addome, che diventa molto duro al tatto; tachicardia, dovuta al diffondersi del materiale nella cavità peritoneale.
 

Ulcera esofagea


Questa tipologia di ulcera colpisce l’esofago, in particolare la sua parte inferiore. Le ulcere esofagee sono per lo più collegate a una forma cronica di reflusso gastroesofageo
 

Ulcera anastomotica


Caso particolare costituisce l’ulcera anastomotica, che rappresenta una complicanza rara ma da risolvere con grande tempestività. Si forma per l’appunto sull’anastomosi: questo è il punto in cui sono stati suturati due segmenti di tratto digestivo durante un intervento chirurgico, in modo da assicurare la continuità del tratto stesso. L’ulcera anastomotica provoca sintomi come dolore all’addome, disturbi nell’evacuazione, difficoltà nell’alimentarsi e in casi più rari sanguinamenti tramite vomito o feci.

Si sviluppano le ulcere allo stomaco o all’intestino quando si riduce lo strato di muco che difende le pareti interne degli organi, rendendo così la mucosa più vulnerabile all’azione dei succhi acidi digestivi. Non è passato molto tempo da quando si riteneva che le prime cause di ulcera fossero lo stress e una dieta ricca di cibi speziati.Oggi, la comunità medica è più incline a considerare questi elementi come fattori di peggioramento.

In caso di ulcera gastrica o duodenale le cause principali sono da ricercarsi in infezioni batteriche o assunzione di determinati farmaci (soprattutto antinfiammatori). Per quanto riguarda l’infezione batterica, il primo responsabile è solitamente Helicobacter pylori: questo batterio spiraliforme ha la capacità di colonizzare la mucosa gastrica e provocare infezioni, talvolta anche asintomatiche, ma che possono essere causa di gastrite e ulcera. D’altro canto, è noto che un’assunzione prolungata ed eccessiva di FANS e corticosteroidi irrita in modo rilevante la mucosa gastrica.

Altra causa possibile è una rara patologia peptica, la sindrome di Zollinger Ellison, spesso associata a tumori endocrini del pancreas: questi rilasciano infatti molta gastrina, l’ormone che sollecita la produzione di acidi da parte dello stomaco. La patologia interessa soprattutto soggetti compresi fra 30 e 50 anni.
Fattori che possono far intensificare i sintomi e peggiorare il decorso dell’ulcera sono:
 
  • Abuso di bevande gassate, alcolici e caffè
  • Fumo, che fa aumentare la secrezione di acidi e in più ostacola il processo di guarigione dell’ulcera stessa
  • Dieta squilibrata, ricca di cibi molto acidi, piccanti e affumicati
  • Carenze vitaminiche
  • Reflusso biliare
  • Morbo di Crohn
  • Alti livelli di stress e ansia
  • Disturbi del sistema immunitario
  • Età avanzata
  • Predisposizione genetica
  • Radioterapia diretta all’addome

Molti pazienti soffrono di ulcera ma non manifestano alcun sintomo. Il persistente dolore con ulcera gastrica o intestinale è il segnale più tipico: un bruciore generalmente percepito nella zona fra petto e ventre, che funge anche da primo campanello d’allarme. Quando il disturbo si trova in una fase più avanzata, il bruciore può diventare un dolore di tipo trafittivo.

In genere, la sensazione dolorosa ha durata variabile (da pochi minuti fino ad alcune ore), può diminuire o passare del tutto dopo l’assunzione di farmaci antiacidi e anche andare e venire per molti mesi. Inoltre, l’ulcera intestinale o allo stomaco può provocare sintomi come:
 
  • Mancanza di appetito
  • Dimagrimento
  • Senso di gonfiore o sazietà
  • Eruttazione
  • Reflusso acido
  • Nausea
  • Vomito

Come si è accennato in precedenza, differenza fondamentale per distinguere ulcera gastrica da ulcera intestinale è l’andamento del dolore fra un pasto e l’altro o nei momenti di riposo.
I sintomi di ulcera sanguinante possono invece comprendere:
 
  • Stanchezza
  • Mancanza di respiro
  • Pallore
  • Tracce di sangue nel vomito o nelle feci
  • Feci nere

La domanda più frequente su questa patologia è: l’ulcera è mortale? Non è possibile rispondere in modo univoco: tutto dipende dalla sua gravità e dalle sue caratteristiche.

Oggi, grazie all’evoluzione della tecnologia e delle conoscenze mediche, di ulcera duodenale o gastrica si guarisce molto più facilmente. È però altrettanto vero che l’erosione della lesione ulcerosa si tramuta nel 10-20% dei casi in complicanze potenzialmente gravi. Fra queste, la prima è il sanguinamento gastrico, seguito dall’ulcera perforata, con conseguenze anche molto serie. L’emorragia interna può avvenire molto lentamente, provocando stanchezza, affanno e palpitazioni, o anche in modo acuto, generando la necessità di una trasfusione di sangue immediata.

Molti pazienti si chiedono se di ulcera perforata si muore: la risposta può purtroppo essere affermativa, in quanto sussiste il rischio di sviluppare una peritonite. Il decorso di un’ulcera perforata è piuttosto veloce: nelle prime due ore dall’evento il paziente lamenta dolore, tachicardia, nausea, vomito, freddo a mani e piedi; entro 12 ore, il dolore è ancora più forte e si diffonde, tendendo a peggiorare quando il paziente si muove; in seguito, si presentano febbre, rigidità dell’addome, gonfiore evidente nel quadrante inferiore destro, eventuale collasso. Ecco perché è davvero essenziale, vitale in alcuni casi, accertare la diagnosi di ulcera con grande rapidità.

Altra complicazione possibile è la formazione di tessuto cicatrizzato in luogo dell’ulcera: se il tessuto in questione occupasse molto spazio, potrebbe ostacolare il passaggio dei cibi e provocare un senso di sazietà immediata, vomito, dimagrimento.
Più raramente, la presenza di una lesione della mucosa può anche favorire lo sviluppo di un tumore.

Una volta esposti i sintomi, il paziente deve sottoporsi agli esami di approfondimento ritenuti opportuni dallo specialista. Fra questi vi sono:
  • Esami del sangue, con l’obiettivo di individuare anticorpi dell’Helicobacter pylori. È però da considerare un fatto: pur trattandosi di un’informazione molto importante, il dato ottenuto non permette di distinguere fra un’infezione ancora in corso e un’esposizione passata. Ecco perché è spesso necessario ricorrere al breath test (test del respiro).
  • Breath test, che prevede l’assunzione di una soluzione contenente un isotopo radioattivo del carbonio, assolutamente non rischioso per la salute. Il paziente deve quindi attendere poco meno di un’ora, per poi soffiare all’interno di un apposito contenitore. In caso di infezione da Helicobacter pylori in corso, nel campione d’aria conservato sarà possibile individuare l’isotopo in forma di anidride carbonica.
  • Esame delle feci, con il quale è possibile rilevare la presenza del batterio e allo stesso tempo monitorare la terapia, se in atto.
  • Radiografia del tratto gastrointestinale superiore: la somministrazione di un liquido contenente bario rende visibili alcune tipologie di ulcera.
  • Endoscopia, e specificamente l’esofagogastroduodenoscopia. In sedazione vigile, il paziente può in tutta serenità sottoporsi all’esame, che prevede l’introduzione dal cavo orale o dal naso di una sonda con videocamera. In breve tempo, la sonda raggiunge stomaco e duodeno e consente al medico di visualizzarne lo stato, permettendo anche di individuare l’eventuale ulcera e definirne le caratteristiche. Questo esame propone inoltre ulteriori vantaggi: la possibilità di intervenire nell’immediato, bloccando un sanguinamento, somministrando sostanze per favorire la coagulazione o anche sigillando una perforazione in stadio iniziale; l’esecuzione di biopsie, ovvero il prelievo di tessuto, con l’obiettivo di approfondire le cause dello sviluppo dell’ulcera e quindi supportare la pianificazione del trattamento. La biopsia può inoltre permettere di escludere la presenza di un tumore e di rilevare la presenza di batteri. 
  • TC, tomografia computerizzata. Grazie all’utilizzo dei raggi X e in alcuni casi di un mezzo di contrasto, è possibile rilevare un’ulcera con grande ampiezza di dettaglio.

Una volta individuata la lesione, il più opportuno trattamento di un’ulcera gastrica o duodenale varia in base alla tipologia, alla localizzazione e al paziente che ne soffre. Fondamentale è sempre un consulto medico che segua gli esami di approfondimento.

Se è stata causata da Helicobacter pylori, la terapia per ulcera gastrica o intestinale spesso comporta la prescrizione di una combinazione di antibiotici e una terapia di protezione per le pareti gastriche, in modo da inibire la proliferazione del batterio, alleviare la sintomatologia e agevolare il processo di cicatrizzazione.

Se si tratta di un’ulcera derivata dall’assunzione di farmaci, il medico procede a modificare la terapia in atto o sospenderla se necessario, per poi prescrivere altri farmaci che riducano l’acidità e svolgano un’azione protettiva nei confronti delle mucose, accelerando la guarigione. Fra questi, frequenti sono gli inibitori di pompa protonica, che bloccano l’attività delle pompe presenti nelle cellule produttrici degli acidi; inoltre, il loro utilizzo sembra contrastare anche la proliferazione del batterio Helicobacter pylori. Un’alternativa può essere costituita dagli antistaminici anti-H2, che influiscono positivamente sulla quantità di acido cloridrico. Associati a questi farmaci, possono esserne assunti altri che proteggano le mucose interne.

In caso di ulcera refrattaria, ossia che non guarisce dopo le terapie, può essere necessario aumentare l’aggressività del trattamento farmacologico o ricorrere all’operazione chirurgica.

Non è secondario, seppur non sia determinante come si credeva in passato, agire sullo stile di vita. In caso di ulcera gastrica o duodenale, i rimedi gestibili in autonomia sono i seguenti:
 
  • Non mangiare cibi speziati o acidi
  • Evitare il fumo
  • Limitare o evitare il consumo di alcol
  • Gestire lo stress ed evitarne l’eccesso
  • Consultare il medico per trovare alternative valide ai farmaci che irritano le mucose

Un’ulcera gastrica o duodenale comporta tempi di guarigione da 1 a 2 mesi dall’inizio della terapia.

Indispensabile non è soltanto rivolgersi a un centro specializzato per ulcere, ma affidarsi a strutture con approccio multidisciplinare, a maggior ragione per affrontare una patologia dalle possibili molteplici cause. Negli ospedali GVM Care & Research è possibile affidarsi agli specialisti più competenti, supportati da équipe esperte e dalla disponibilità delle tecnologie più avanzate.
Le informazioni contenute nel Sito, seppur validate dai nostri medici, non intendono sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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