Ospedale Santa Maria / 03 gennaio 2022

La biblioteca della Breast Unit: quando le parole sono importanti

La biblioteca della Breast Unit: quando le parole sono importanti

Al quinto piano dell’Ospedale Santa Maria di Bari, in fondo al corridoio del Reparto Donna, c’è uno spazio accogliente, avvolto da pareti e quadri dalle tinte calde. Qui, in uno scaffale bianco, trovano posto libri di tutti i generi donati da operatori sanitari, pazienti e volontari: è la biblioteca della Breast Unit.

La Breast Unit, modello di assistenza indirizzato alla diagnosi, al trattamento e alla riabilitazione psico-fisica delle donne con tumore al seno, è caratterizzata da un approccio multidisciplinare. Fanno parte dell’équipe senologo, chirurgo plastico, fisioterapista e lo psicologo, che accompagna le pazienti nel percorso, sostenendole negli aspetti psicologici, relazionali e comunicativi connessi alla patologia.
È stata proprio la Dott.ssa Chiara Maddalena della Breast Unit, psicologa clinica specializzata in psicoterapia psicoanalitica ed esperta in psiconcologia, a volere fortemente la biblioteca, resa possibile dalla Dott.ssa Eleonora Sansavini, amministratore delegato di GVM in Puglia, che ha subito accolto la proposta.

Dott.ssa Maddalena, come è nato il progetto?

La biblioteca è nata nel gennaio 2019. Lo spazio dedicato ai libri è diventato, in breve tempo, un punto di riferimento per tutte le pazienti del reparto, specialmente nelle degenze più lunghe. Dietro c’è l’idea che le parole siano importanti, che possano curare, lenire, salvare, dare ali ai pensieri, anche ai più cupi, permettere l’evasione dagli angusti limiti spazio-temporali, fornire le chiavi per qualsiasi cella mentale o fisica.

Come funziona? 

La biblioteca offre un centinaio di volumi (un numero variabile in base a prestiti, restituzioni e donazioni), che circola con il sistema del bookcrossing. Quando, come psicologa, visito le pazienti all’indomani dell’intervento chirurgico e chiedo loro se abbiano visto la nostra libreria, in tutte c’è sorpresa per questa attenzione che le fa sentire “a casa”, “coccolate”, pur in un frangente estremamente delicato della loro vita. Molte arrivano già con un libro in valigia, oltre al pigiama, e questo crea opportunità di scambio e circolazione di volumi e di idee. Sono state operate amanti dei libri, ma anche scrittrici, scrittori e poetesse, che hanno donato alla biblioteca le loro opere. Sono arrivati, col tempo, in base alle esigenze, anche libri pensati per i figli e i nipoti. Chiediamo a tutte e a tutti di donare quello che possono e vogliono e di prendere liberamente.

Le storie

Dietro a ogni “prestito” c’è una storia. A volte le pazienti con problemi di mobilità mi chiedono di scegliere dallo scaffale dei libri per loro di un genere specifico. Ricordo una signora di una certa età, dolcissima e angelica, appassionata di romanzi di mafia e malavita. Un’altra, indimenticabile, mi disse, entusiasta per il progetto, che aveva sempre amato leggere fin da ragazza, ma che in gioventù, per scarsa disponibilità economica da parte della famiglia, non aveva potuto proseguire gli studi. Era così bramosa di letture da farsi dare dal verduraio i “foglietti”, così chiamava le pagine di giornale utilizzate per incartare ortaggi e verdura, che leggeva da cima a fondo, fronte e retro. La sua sagoma davanti allo scaffale dei libri, come quella di una bambina davanti a un banco di caramelle, è per me uno dei ricordi più belli della vita in reparto.

La pandemia

Con la pandemia, l’impossibilità di ingresso dei familiari per regolari visite in reparto e la conseguente maggiore solitudine delle pazienti, i libri hanno aiutato tutto lo staff nel lavoro di cura, hanno fatto compagnia e, a volte, sono riusciti a dare una tregua ai pensieri, hanno alleggerito il cuore. Alcune donne incontrate in questi anni di Brest Unit hanno voluto scrivere sui testi lasciati in reparto dediche indirizzate ad altre compagne di percorso, per dar loro coraggio e forza attraverso la testimonianza. Questo gesto spontaneo di solidarietà ha ispirato nel 2020 il progetto di medicina narrativa “Mi racconto”, che ha coinvolto e coinvolge donne, ma anche qualche uomo, durante l’iter di diagnosi e trattamento per carcinoma mammario.

Lo scopo

Umanizzare le cure per la Breast Unit di Ospedale Santa Maria significa anche un gesto semplice come quello di consigliare un libro, oltre all’alta specializzazione, al lavoro di squadra, all’empatia e alla gentilezza, che tentiamo ogni giorno di garantire alle nostre pazienti. Occuparci della psiche va oltre la consulenza psicologica, guarda all’anima e alle sue profondità, anche attraverso le parole di poeti e scrittori. Leopardi scrive nello Zibaldone, parafrasando Sterne, che “la lettura di un pezzo di vera poesia, in versi o in prosa, aggiunge un filo alla tela brevissima della nostra vita”. Con la medicina cerchiamo di riparare gli strappi ma, allo stesso tempo, con progetti come questo, di impreziosire ogni nodo.
 
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Revisione medica a cura di: Maddalena Chiara
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