Maria Cecilia Hospital

La scoliosi idiopatica dell'adolescenza

27 settembre 2019
Sono moltissimi i bambini e gli adolescenti che ogni anno ricevono una diagnosi di scoliosi. Spesso però, per cattiva informazione o sottostima del problema, la patologia viene sottovalutata e trattata in maniera non adeguata o non trattata affatto. 

Ne abbiamo parlato con il Dott. Francesco Lolli, specialista in Neurochirurgia a Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA).

Cosa si intende per scoliosi? 

La colonna vertebrale, che in condizioni normali si presenta perfettamente dritta sul piano frontale, può avere in alcuni casi uno sviluppo asimmetrico, tale da condurre alla comparsa di una deformità, più o meno evidente. Si parla di scoliosi in presenza di una deviazione laterale della colonna che supera i 10°, misurati secondo il metodo di Cobb su una radiografia in ortostatismo. Nell'80% dei casi circa non è riconoscibile una causa sottostante come ad esempio una malformazione congenita: parliamo in questo caso di scoliosi idiopatica

A che età compare la scoliosi? 

La scoliosi idiopatica può comparire in qualunque fase dello sviluppo, con una predilezione per l'età adolescenziale: secondo le casistiche americane, l'85% delle curve sembra infatti esordire dopo i 10 anni di età. La prevalenza nella popolazione è pari allo 0,5-3%, che scende all'1.5-3% per le curve più gravi (superiori ai 30° Cobb). Le femmine sono colpite 6 volte più dei maschi. 

E' una patologia ereditaria? 

Pur avendo una base genetica, la scoliosi non si trasmette ereditariamente. Esiste però una familiarità ovvero una predisposizione, se altri membri della famiglia ne sono affetti. 

Quali sono i segni che possono/devono allarmare i genitori? 

La comparsa di asimmetrie nei fianchi e nelle spalle, di un gibbo costale, devono far sospettare la presenza di una scoliosi. In questi casi, è necessario eseguire una visita specialistica, alla quale seguiranno gli eventuali accertamenti del caso. 

Mio figlio ha la scoliosi. Il nuoto può aiutarlo? 

No, lo sport non influenza, né in senso positivo, né in senso negativo, l'evoluzione della scoliosi.

La cattiva postura sui banchi di scuola può determinare la comparsa o il peggioramento di una scoliosi? E lo zaino? 

No, la scoliosi non risente di fattori ambientali come vizi di postura o da come viene portato lo zaino. 

Come intervenire? 

Una diagnosi precoce è fondamentale per impostare il trattamento più adeguato. La scoliosi, ad eccezione delle rare forme del primo anno di vita (che mostrano un'autorisoluzione in oltre il 90% dei casi), è una patologia evolutiva, che non tende alla guarigione spontanea, ma ad una evoluzione progressiva. Più precoce è l'età di insorgenza, più grave è la scoliosi al momento della diagnosi, maggiore è il rischio di un aggravamento nel corso del tempo, potendo condurre in alcuni casi a deformità estremamente severe. 
Il trattamento deve essere personalizzato per ogni singolo paziente, e comprende la fisioterapia e l'utilizzo di busti ortopedici

E la chirurgia? 

A differenza di quanto si possa pensare, l'intervento chirurgico può essere eseguito anche molto precocemente, fin dai 2 anni di età, in caso di scoliosi infantili molto aggressive, senza dover aspettare la "fine della crescita", ricorrendo a sistemi dedicati per ogni fase dello sviluppo. Le tecniche moderne permettono di ottenere ottime correzioni anche in caso di scoliosi gravi, consentendo al paziente di riprendere a camminare dopo pochi giorni e di tornare a casa a distanza di una settimana dall'intervento.

 
Per maggiori informazioni o per prenotare una visita contatta Maria Cecilia Hospital allo 0545.217111 oppure tramite form contatti

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