Ospedale Santa Maria / 06 luglio 2020

Mamme e bambini: come proteggersi dal sole

Mamme e bambini: come proteggersi dal sole
Intervista alla Dott.ssa Claudia Casulli, specialista in Dermatologia a Ospedale Santa Maria di Bari.

Come cambia l'effetto dei raggi solari durante la gravidanza?
Gli ormoni della gravidanza modificano la pelle rendendola generalmente più luminosa e bella ma possono facilitare la comparsa di un inestetismo molto comune come il melasma o cloasma gravidico, ovvero un’iperpigmnetazione a volte molto marcata e tendente alla confluenza di ampie zone mediane del volto come fronte, naso, labiale e mento.

Quale sono le giuste raccomandazioni per la protezione?
Per questo, le donne in gravidanza devono esporsi al sole con molta cautela, usando filtri protettivi molto alti (50+) da riapplicare numerose volte nell’arco della giornata durante tutto l’anno, in quanto gli UVA sono presenti anche in inverno.

Il doposole è importante?
È buona abitudine utilizzare prodotti doposole per idratare la cute inaridita dopo l’esposizione al sole e alla salsedine, e contemporaneamente lenire le infiammazione in caso di un'eccessiva esposizioni a raggi UVB e UVA. Tuttavia, è bene ricordare che l’utilizzo del doposole non impatta sull'iperstimolazione dei melanocitici (melasma) né sull’eventuale danno al DNA dei cheratinociti con formazione di radicali liberi derivante da tali eccessi (cancerogenesi cutanea).

Mentre per quanto riguarda il bebè, a che età si possono esporre i piccoli al sole?
I piccoli vanno esposti direttamente al sole non prima dei 6 mesi di vita, dato che i sistemi di protezione fisiologica della cute, ovvero la produzione di melanina, sono immaturi prima di tale periodo.
Dopo i 6 mesi possono essere esposti privilegiando le fasce orarie migliori ossia dalle 8 alle 11 del mattino e nel pomeriggio dalle 16 alle 19, compatibilmente con il fototipo e l’età. 

Quali sono i solari da usare?
I solari per i bambini privilegiano i filtri fisici, le cui molecole di maggiori dimensioni, non attraversano la barriera cutanea. Sono dunque innocui e durano più a lungo, anche se talvolta occorre sfregare bene per pulire la cute e pertanto non sempre sono ben accettati dai piccoli. Per questo, cosmeticamente i solari più apprezzati sono quelli che hanno una componente mista, ovvero sia filtri fisici che chimici, e che permettono così formulazioni più fluide come latti, emulsioni, lozioni o spray.

Quali sono le precauzioni da usare?
Sicuramente non bisogna basarsi soltanto sul filtro solare, magari applicato un’unica volta a casa, prima di recarsi in spiaggia ma limitare l’esposizione solare, specie nelle prime esposizioni dopo l’inverno, preferendo gli orari di prima mattina e tardo pomeriggio, e associando schermi fisici come maglietta, cappello e occhiali nelle ore più calde ossia dalle 12 alle 15.
E' bene inoltre ricordare che le creme solari, pur utili, vanno sempre stese uniformemente sulla più ampia superficie corporea possibile e riapplicate circa ogni 3 ore e dopo i bagni.

E se la pelle si è arrossata e irritata? 
L’eritema è il segno di un danno alla cute, ovvero nella maggior parte dei casi di un’ustione di I grado, che si verifica in genere dopo le prime esposizioni e nei soggetti con fototipo chiaro.
In questi casi è utile applicare topici antinfiammatori e decongestionanti, per indurre la flogosi, e evitare qualsiasi esposizione.
Questo perchè, ustioni anche lievi, se ripetute, specie in età infantile, sono state associate ad un aumento di tumori cutanei da adulti, come il melanoma ma anche il basalioma.

 
Revisionato da: Casulli Claudia