Ospedale Santa Maria: il primo intervento di prostatectomia radicale robotica con l’ausilio del Robot Hugo

Ospedale Santa Maria: il primo intervento di prostatectomia radicale robotica con l’ausilio del Robot Hugo
A Ospedale Santa Maria è stato eseguito il primo intervento di prostatectomia radicale con l’ausilio del Robot Hugo. A mettere a punto l’operazione è stata l’équipe, guidata dal prof. Antonio Cisternino, responsabile dell’U.O. di Urologia di Ospedale Santa Maria di Bari, struttura polispecialistica di GVM Care & Research accreditata con il SSN.
 
Il tumore della prostata rappresenta la neoplasia maschile più diffusa comprendendo circa il 20% dei tumori diagnosticati nell’uomo.
La procedura di prostatectomia prevede la rimozione completa della prostata, delle vescicole seminali e, se necessario, dei linfonodi nelle vicinanze. Qualora il tumore sia localizzato nella zona prostatica, questa operazione è efficace e può rivelarsi risolutiva.

Prima dell’intervento, il paziente deve seguire un’accurata stadiazione clinica con accurati esami diagnostici: TC, PET, Scintigrafia ossea.

 L’intervento con il Robot Hugo

Il chirurgo guida un robot da una console situata all'interno della sala operatoria.
Il sistema computerizzato trasmette istantaneamente i movimenti delle mani alle braccia robotiche, alle quali sono attaccati strumenti chirurgici come pinze, forbici e dissettori.
L'intervento di prostatectomia radicale robotica viene eseguito con il paziente sotto anestesia generale e in posizione supina per consentire l'accesso al robot.
Si pratica un'incisione periombelicale e si crea uno "pneumoperitoneo" insufflando anidride carbonica nella cavità addominale per creare spazio di lavoro sufficiente.
Successivamente vengono inseriti i trocar o cannule per introdurre gli strumenti robotici nell'addome.
L'intervento dura circa 3 ore, durante le quali la prostata viene completamente rimossa insieme alle vescicole seminali e, se necessario, ai linfonodi pelvici.
Successivamente, la vescica viene ricollegata all'uretra per ripristinare la continuità delle vie urinarie. Il paziente lascia la sala operatoria con un catetere vescicale e un drenaggio, che verranno rimossi nei giorni successivi all'intervento.

I vantaggi della chirurgia robotica per il paziente

Esistono vari approcci terapeutici per il tumore prostatico, tra cui la sorveglianza attiva, la terapia focale, la chirurgia robotica, la radioterapia, la chemioterapia, la criochirurgia e la terapia ormonale, spesso combinati. Tuttavia, tra questi, la prostatectomia ovvero la rimozione chirurgica della ghiandola, è l'opzione più diffusa. Anche in ambito urologico e uro-oncologico la ricerca ha consentito numerosi passi avanti, con importanti benefici per il paziente. In particolare, la chirurgia robotica offre numerosi vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali:

  • Una maggiore precisione anatomica
  • Minore invasività dell’intervento
  • Rapida ripresa della funzione urinaria e sessuale
  • Ridotta degenza post-operatoria
  • Migliore precisione per la preservazione della continenza e della funzione erettile, dove l’estensione del tumore lo permette

La Chirurgia Robotica avrà un ruolo sempre più importante e di maggiore applicazione - sostiene il Prof. Cisternino - nella cura dei pazienti chirurgici. L'introduzione del digitale, dell'Intelligenza Artificiale, del Metaverso, delle tecniche immersive e delle nanotecnologie rappresentano il nostro futuro alle porte e rendono la Robotica sempre più una Chirurgia di Precisione. Robot Hugo è oggi l’espressione della migliore tecnologia in questo settore.

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Revisione medica a cura di: Dott. Antonio Cisternino

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