Maria Eleonora Hospital / 16 novembre 2020

Prevenzione e chirurgia endoscopica per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna

Prevenzione e chirurgia endoscopica per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna
In Italia, si stima che nel 2019 siano state effettuate 37mila nuove diagnosi di tumore prostatico, la 4° tipologia di tumore più diffusa. Mentre sono oltre 6 milioni i cittadini colpiti da IPB, Ipertrofia Prostatica Benigna, ovvero circa l'80% della popolazione maschile tra 70 e 80 anni.
Presso Maria Eleonora Hospital, Ospedale di Alta Specialità a Palermo, prosegue l’attività dell’équipe di Urologia, che tratta i pazienti affetti da IPB grazie all’intervento di TURP (dall’inglese TransUrethral Resection of the Prostate).

Si definisce TURP la resezione endoscopica trans-uretrale della prostata ed è considerata l’operazione più accurata per trattare la patologia prostatica, che coniuga mininvasività e precisione, con un vantaggio per il paziente in termini di tempi di recupero post operatori per una più rapida ripresa della quotidianità. La durata dell’intervento di TURP varia in relazione alle dimensioni della prostata, mediamente va dai 30 ai 60 minuti e in media richiede due giorni di degenza. 

L’intervento di TURP utilizza un approccio endoscopico: la cute del paziente non viene incisa ma, attraverso l’uretra, viene introdotto un resettore per asportare la porzione centrale della prostata interessata dall’ipertrofia benigna. In particolare, presso Maria Eleonora Hospital viene utilizzato un resettore bipolare che aumenta l’accuratezza della procedura, circoscrivendo le zone da rimuovere e rendendo questo trattamento sicuro anche per i pazienti con impianti elettronici, come pacemaker (perché non necessita di piastra elettrica rispetto al resettore monopolare).

La ricerca e l’evoluzione tecnologica hanno permesso di ideare delle alternative alla TURP, quali la vaporizzazione al plasma, il laser ad olmio ed altre metodiche.
“Tuttavia, la TURP rimane il punto di riferimento per la terapia dell’IPB in quanto consente un maggior indice di successo nell’alleviare i sintomi più comuni della patologia e un basso tasso di ritrattamento nel follow up a lungo termine” commenta il dott. Salvo Lo Giudice, responsabile dell'Unità Operativa di Urologia di Maria Eleonora Hospital.
 

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Revisionato da: Lo Giudice Salvo
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