Maria Cecilia Hospital / 05 agosto 2025

Reflusso gastroesofageo: i sintomi da non ignorare

Data ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2025
Reflusso gastroesofageo: i sintomi da non ignorare
Soffri di acidità, bruciore allo stomaco, fastidi notturni, raucedine persistente o senso di pesantezza dopo i pasti? Potrebbero essere segnali di reflusso gastroesofageo, un disturbo che interessa sempre più persone e che, se trascurato, può diventare cronico e compromettere la qualità della vita.

Il Dott. Estevano Gargano, specialista in gastroenterologia presso Maria Cecilia Hospital, si occupa da anni di diagnosi avanzata e trattamento mirato del reflusso, seguendo un approccio moderno e personalizzato.
 

Cos’è davvero il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso si verifica quando il contenuto gastrico risale dallo stomaco verso l’esofago. Non si tratta di un semplice “bruciore” occasionale: può manifestarsi con sintomi subdoli come tosse secca, voce rauca al risveglio, sensazione di nodo in gola, oppure vere e proprie infiammazioni delle mucose esofagee o laringee.
È fondamentale distinguere tra due forme principali:
  • Reflusso acido, dovuto a un’eccessiva secrezione di succhi gastrici acidi.
  • Reflusso alcalino, causato da una composizione anomala della bile, spesso densa o poco fluida, che risale fino all’esofago provocando infiammazioni anche senza acidità.
«Molti pazienti – spiega il Dott. Gargano – sono già in cura con inibitori di pompa protonica ma non migliorano perché il loro non è un reflusso acido, bensì alcalino. In questi casi serve un approccio completamente diverso.»

Esami innovativi per una diagnosi precisa

Presso il Maria Cecilia Hospital, il Dott. Gargano integra la visita specialistica con esami diagnostici avanzati che vanno oltre la classica gastroscopia. L’esame di prima linea è l’ecografia epatobiliare mirata, che permette di valutare con grande precisione:
  • La densità e composizione della bile;
  • La funzionalità della colecisti;
  • Eventuali stati infiammatori a carico del fegato o delle vie biliari.
«Grazie all’ecografia addominale – afferma il Dott. Gargano – possiamo individuare anche alterazioni che sfuggono alla gastroscopia, come il ristagno di bile densa, causa di molti casi di reflusso alcalino.»
In alcuni casi viene inoltre eseguito il test fecale per l’Helicobacter pylori, molto più tollerato rispetto alla biopsia endoscopica, utile per escludere infezioni che aggravano i sintomi.

Alimentazione, stile di vita e cura personalizzata

Un altro pilastro fondamentale del trattamento è l’educazione alimentare. Il paziente viene guidato a correggere errori quotidiani, imparando a:
  • Masticare correttamente per facilitare la prima digestione;
  • Evitare alimenti fermentanti che producono gas e favoriscono la risalita gastrica;
  • Adottare posture e ritmi digestivi adeguati.
L’obiettivo è sempre lo stesso: ripristinare una digestione fisiologica e spegnere alla radice le cause del reflusso.
«Con la giusta diagnosi e pochi giorni di trattamento mirato – conclude il Dott. Gargano – il paziente torna a vivere bene, senza limitazioni a tavola e senza sintomi invalidanti.»

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In un’unica visita potrai:
  • Effettuare una valutazione specialistica completa;
  • Ecografia addominale approfondita;
Revisione medica a cura di: Dott. Estevano Gargano

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