Santa Maria Hospital / 29 maggio 2026

Sclerosi multipla: sintomi, diagnosi e trattamento

Sclerosi multipla: sintomi, diagnosi e trattamento
Le malattie del sistema nervoso di tipo autoimmunitario, tra cui la sclerosi multipla, rappresentano un grande gruppo di patologie caratterizzate tutte da un disordine autoimmunitario. Il sistema immunitario è normalmente preposto a difendere il corpo da antigeni esterni.
Nelle patologie autoimmuni, il disordine delle cellule di questo sistema, in particolar modo dei globuli bianchi e dei linfociti, fa sì che non vengano riconosciuti più come normali dei costituenti appartenenti all’organismo, sostanze e strutture del sistema nervoso. Di conseguenza le aggrediscono, dando vita a infiammazione prima e neurodegenerazione poi.
 
Nell’ambito di tali patologie, si distinguono quelle del sistema nervoso periferico e quelle del sistema nervoso centrale. 
 
Le più comuni sono le malattie infiammatorie autoimmuni del sistema nervoso centrale, in particolar modo lo spettro delle patologie demielinizzanti e, nello specifico, la sclerosi multipla.
 
Ne abbiamo parlato con la Professoressa Isabella Laura Simone, dell’ambulatorio di Neurologia di Santa Maria Hospital, a Bari.
 

I primi sintomi della sclerosi multipla

 
La sclerosi multipla, per il coinvolgimento di più parti del sistema nervoso centrale, porta sintomi e segni clinici estremamente variabili e a volte di difficile interpretazione o difficilmente correlabili alla patologia stessa. 
 
Il paziente può riportare, per esempio:
  • Disturbi della vista, come un calo visivo, accompagnato da dolore oculare;
  • Riduzione della forza a un emilato del corpo;
  • Disturbi di tipo sensitivo;
  • Vertigini e conseguenti disturbi dell’equilibrio;
  • Problemi del controllo della funzione sfinterica, come urgenza minzionale o difficoltà a eliminare le urine.
 
A volte capire che si tratta di un problema neurologico e non oculistico, ortopedico, ginecologico, è difficile, sia per il medico che raccoglie l’anamnesi, sia per il paziente che non sa bene inizialmente a quale specialista rivolgersi per i segni che sta accusando.
 

Come viene diagnosticata la sclerosi multipla

 
La sclerosi multipla è caratterizzata, come dice la stessa denominazione, da eventi clinici multipli disseminati sia nell’ambito del sistema nervoso che nel corso del tempo. Si tratta, quindi, di un disturbo con infiammazione e degenerazione di più parti del sistema nervoso centrale e in tempi successivi.
 
Per poterlo diagnosticare è fondamentale un’attenta anamnesi, con domande molto precise al paziente, che descriverà sintomi multipli che sta accusando e segnali ripetuti nel tempo.
 
Due le indagini fondamentali. L’esame strumentale con le migliori informazioni, sia diagnostiche che utili per il follow-up dei pazienti, è la Risonanza Magnetica dell’encefalo e quella del midollo spinale. Questo test consente di individuare lesioni passate, ormai cicatrizzate, e lesioni nuove, caratterizzate da un processo infiammatorio in corso, con distruzione della barriera ematoencefalica e presa di contrasto.
 
Come accennato, la RM nella sclerosi multipla non ha solo un ruolo diagnostico, ma è importante per il monitoraggio, per valutare, per esempio, la risposta alla terapia, visualizzando eventuali nuove lesioni dovute a un trattamento non efficace al 100%.
 
Tra gli esami utili anche quello del liquor, un liquido presente all’interno del sistema nervoso centrale che riflette bene la situazione generale del compartimento del tessuto nervoso. Si tratta di un ultrafiltrato del sangue, e nella sclerosi multipla è possibile ritrovarvi anticorpi contro costituenti del sistema nervoso centrale, immunoglobuline prodotte dai linfociti che dovrebbero difenderci. 
 

Quali sono le principali terapie per il trattamento della sclerosi multipla
 

Nell’evento infiammatorio acuto, la terapia più specifica è rappresentata da alte dosi di cortisone.
 
Il trattamento principale, poi, è rappresentato dalla prevenzione di nuovi eventi clinici nel tempo e nelle varie zone che possono essere colpite. In questo caso, dal 1990 sono state introdotte delle terapie che hanno la funzione di tenere sotto controllo il sistema immunitario, farmaci immunomodulanti e, soprattutto, farmaci con funzione immunosoppressiva.
 
Negli ultimi anni, di grande interesse gli anticorpi monoclonali, che possono agire in due modalità. Nello bloccare l’ingresso dei globuli bianchi nel sistema nervoso centrale e, quindi, nel fermare lo sviluppo di infiammazione e neurodegenerazione, o nel distruggere i globuli bianchi, inducendo una immunodeplezione dei globuli stessi e, in seguito, una nuova rigenerazione con cellule immunitarie che è auspicato dimentichino questo disordine immunitario.
 
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Revisione medica a cura di: Prof.ssa Isabella Laura Simone

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