G.B. Mangioni Hospital / 10 gennaio 2022

Seno, la sicurezza degli esami durante l'allattamento

Seno, la sicurezza degli esami durante l'allattamento
Durante il periodo dell'allattamento può essere necessario per la donna effettuare esami di prevenzione e diagnosi come ad esempio Ecografie, Mammografie, Risonanza e TC, a volte anche con mezzo di contrasto.

In passato si consigliava alla donna di spremere il latte e gettarlo dopo aver svolto alcune delle indagini di questo tipo, per non provocare eventuali conseguenze per il lattante.
 
Ci spiega la Dottoressa Paola Colombo, Radiologa a G.B. Mangioni Hospital di Lecco: “Sottoporsi a Ecografie, Mammografie, Risonanze, TC o altri esami non ha effetti sul latte materno e non comporta rischi per la salute della donna e del poppante anche quando è richiesto l'utilizzo del mezzo di contrasto”. 

Sul tema si è espresso il Tavolo Tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell'Allattamento al seno (TAS) del Ministero della Salute, in sinergia con la Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Il risultato dei lavori è quello di incoraggiare l’allattamento al seno anche subito dopo una Ecografia, Mammografia, Risonanza o  TC. "Solo in alcuni casi - in via prudenziale - si potrebbe consigliare di sospendere l’allattamento al seno, se il mezzo di contrasto ricevuto è a base di sostanze specifiche quali gadopentetato dimeglumina, gadodiamide o gadoversetamide" specifica sempre la Dottoressa.

Cosa fare se bisogna sottoporsi a un test diagnostico in allattamento?

"Se un test diagnostico è necessario, va svolto, anche alla luce delle rassicurazioni che arrivano dalla comunità scientifica. Queste indicazioni sono valide in via generale: se poi il quadro clinico della donna che allatta è compromesso da patologie o condizioni particolari, bisogna valutare caso per caso", chiarisce la Radiologa.

Un'indicazione sempre valida? Chiedere un parere al proprio Ginecologo, o al proprio Medico curante o al Pediatra: questi specialisti conoscono la storia clinica della mamma e del bambino e possono fornire tutte le indicazioni necessarie per svolgere gli esami in sicurezza e con serenità.

Si possono fare anche gli esami odontoiatrici, ad esempio l'OPT o panoramica delle arcate dentarie?

"Non c’è rischio per il lattante anche quando la mamma si sottopone a una Radiografia dal dentista per studiare le arcate dentarie, le ossa e i seni mascellari e la struttura delle articolazioni temporo-mandibolari", conclude la Dottoressa. "In linea generale i raggi X, gli ultrasuoni, i campi magnetici non modificano il latte materno e la maggior parte dei farmaci utilizzati per il contrasto sono innocui".

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Revisione medica a cura di: Colombo Paola
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