Ospedale San Carlo di Nancy / 08 gennaio 2021

SICOB: il congresso per fare il punto sull’obesità

SICOB: il congresso per fare il punto sull’obesità
Lo scorso 21 e 22 dicembre si è tenuto il XXVIII Congresso Nazionale SICOB – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche – per fare il punto sulla cura dell’obesità. Per la prima volta, a causa della situazione di emergenza dettata dalla pandemia del virus SARS-Cov-2, si è svolto online. 

A mostrare soddisfazione per l’edizione appena conclusasi è il Prof. Paolo Gentileschi, Direttore U.O.C. Chirurgia Bariatrica e Metabolica dell’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma e Presidente del Congresso insieme a Maria Grazia Carbonelli, Alessandro Giovannelli e Fausta Micanti. 
“La partecipazione è stata massiccia, dato che abbiamo avuto più di 1000 partecipanti in entrambe le giornate”. 
Due sono i principali motivi che hanno favorito questa affluenza: la consapevolezza che l’obesità, patologia multifattoriale, grave ed epidemica, che interessa 6 milioni di italiani, rappresenta il quinto fattore di rischio di mortalità in tutto il mondo, e la scelta dei temi trattati. 
Uno degli argomenti più caldi riguarda la stretta relazione fra Covid-19 e obesità: i dati evidenziano che, in caso di infezione, i pazienti obesi hanno sia maggiori probabilità di sviluppare i sintomi clinici tipici del virus, come la difficoltà respiratoria, in maniera più grave, sia una mortalità più alta rispetto ai pazienti normopeso” spiega il Prof. Gentileschi. 

Si è poi passati ad analizzare gli effetti negativi che la stigmatizzazione dell’obesità ha nella vita privata e sociale di chi ne soffre. Tale pregiudizio è causa di isolamento sociale che può favorire depressione o problemi relazionali che peggiorano la qualità della vita del paziente, nonché ritardare i trattamenti.

L’erronea convinzione della società e di buona parte della classe medica che l’obesità non sia una patologia, quanto una responsabilità della persona che ne soffre, fa sì che la malattia venga curata in ritardo, in presenza di complicazioni. Chi si occupa di obesità deve dunque impegnarsi per far comprendere che si tratta di una vera e propria malattia che va combattuta con armi mediche” afferma Gentileschi.

Per i grandi obesi, coloro che hanno un indice di massa corporea (il valore che misura se una persona è normopeso, sovrappeso o obesa, che si ottiene dal rapporto fra il peso in kg e l’altezza al quadrato in m) superiore a 35, la terapia preferenziale rimane l’intervento chirurgico. “Ogni anno vengono eseguiti in Italia circa 25.000 interventi di chirurgia bariatrica; nel 2020, purtroppo, a seguito del Covid-19, si è registrato un calo del 30%, che ha causato un ulteriore ritardo nelle cure di questi pazienti” continua Gentileschi. 
A fronte di tutte queste difficoltà, l’impegno della SICOB è ancora maggiore nello strutturare e rafforzare percorsi complementari e multidisciplinari, potenziando allo stesso tempo la telemedicina, che ha permesso di poter seguire i pazienti anche durante il lockdown. 
Si tratta di un sistema che è stato potenziato nell’ultimo anno, che consiste nella visita a distanza – per i casi in cui è possibile, come il follow up – tramite una connessione internet: ciò permette al paziente di non doversi spostare, ma di poter essere seguito e supportato dall’équipe medica” conclude il Prof. Gentileschi.

Per informazioni contattaci al numero 06 39976111 o tramite form
Revisione medica a cura di: Gentileschi Paolo
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