, Maria Cecilia Hospital

Tecnologia 3D in sala operatoria: la Neurochirurgia del futuro

29 giugno 2020
Il team di Neurochirurgia di Maria Cecilia Hospital ha eseguito, per la prima volta in Emilia Romagna, un intervento utilizzando l’innovativa tecnica video-micro-chirurgica con microscopio digitale con telecamera orbitale 3D 4K ad approccio esoscopico per la rimozione di un esteso tumore cerebrale.

Si tratta dell’unico dispositivo ad alta tecnologia con telecamera in posizionamento esterno al corpo umano in grado di garantire lo svolgimento della pratica chirurgica mediante la riproduzione di immagini sullo schermo integrando un segnale 3D con profondità di immagine a una risoluzione in 4K, permettendo un forte ingrandimento anche di minuscoli dettagli anatomici. 

Una giovane donna di 40 anni era affetta da un meningioma a clessidra che si era sviluppato tra il cervello e il cervelletto, occupando gran parte dell’encefalo sinistro. Il rischio per la paziente era di sviluppare attacchi epilettici, deficit di linguaggio e motori agli arti della parte destra del corpo. Data la particolare posizione e conformazione della neoplasia, risultava fondamentale individuare la terapia chirurgica più indicata.

L'utilizzo dell'esoscopio ha consconsentito di ingrandire il campo operatorio su un monitor da 55’’ con immagini in 3D e risoluzione 4K e il braccio  su cui è montata la telecamera ha permesso al chirurgo di lavorare con movimenti più liberi consentendo una maggiore precisione nell’asportazione della neoplasia.

L’équipe ha visto la collaborazione del dott. Alberto Delitala, del dott. Ignazio Borghesi, del dott. Fabio Calbucci e del dott. Riccardo Draghi in sala operatoria, di un team anestesiologico d’eccellenza e di un gruppo infermieristico molto preparato che affianca i pazienti sin dall’ingresso in struttura, assiste i chirurghi durante l’intervento e il degente nel post-operatorio.

La paziente si è rivolta a me in seguito ad una crisi epiletticaracconta il dott. Alberto Delitala, specialista in Neurochirurgia presso le strutture di GVM Care & Research –. Individuata la neoplasia, invece di procedere ad un’asportazione radicale in un solo tempo di un tumore molto voluminoso, con un rischio notevole per la paziente, abbiamo preferito suddividere l’intervento in due tempi, una scelta forse più faticosa e dispendiosa ma certamente la migliore per la qualità della vita della donna”. 

L’intervento di rimozione completa del meningioma, ha avuto un ottimo esito, la paziente è uscita dalla Terapia Intensiva il giorno successivo potendo rapidamente essere dimessa e rientrare presso la sua abitazione e riprendere la sua quotidianità.

Se 50 anni fa la promessa della chirurgia era il microscopio con le ottiche, nei prossimi 50 anni saranno le telecamere con le immagini video – commenta il dott. Ignazio Borghesi, responsabile dell’Unità Operativa di Neurochirurgia a Maria Cecilia Hospital –. Stiamo andando verso un futuro in cui la microchirurgia sarà associata sempre più alla realtà virtuale aumentata. Tutto ciò permette maggiore precisione in sala, una riduzione del rischio chirurgico e dei margini di errore, aumentando la qualità della vita e la sopravvivenza del paziente. Inoltre facilita la didattica grazie a immagini 3D in diretta senza la latenza degli strumenti in digitale, mostrando a chi è in sala operatoria i dettagli dell’intervento e dell’area anatomica interessata in tempo reale, permettendo più partecipazione e potenzialmente anche la formazione da remoto”.
 
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