Turin Pouch, la tecnica all’avanguardia per la ricostruzione della vescica

tumore vescica intervento
Il tumore della vescica interessa il 6,8% della popolazione a livello nazionale (dati AIOM), nell’uomo ha un’incidenza 3 volte superiore rispetto alla donna. L’approccio di elezione per risolvere questa neoplasia è la chirurgia mininvasiva che consente di dare al paziente una miglior qualità di vita e di aiutarlo nell'accettazione psicologica della patologia.
Il prof. Giovanni Muto, specialista in Chirurgia Urologica alla Clinica Santa Caterina da Siena e Maria Pia Hospital, a Torino, ha ideato, nel caso in cui sia necessario rimuovere la vescica, una tecnica di ricostruzione chirurgica della vescica stessa, la Turin Pouch, attualmente adottata a livello internazionale.

Qual è l’obiettivo della ricostruzione urologica?

L’obiettivo della ricostruzione urologica – ci spiega il professor Muto - è quello di individuare una tecnica, semplificata, che permetta il controllo della neoplasia e non comporti complicanze a breve e lungo termine, che implichi un minor mutamento nello stile di vita rispetto al preoperatorio, consenta la migliore qualità di vita possibile e la ripresa del benessere psico-emotivo.

In che cosa consiste la tecnica innovativa Turin Pouch?

Per tutti coloro che, per motivi oncologici, non possono beneficiare della ricostruzione interna della vescica - specifica il Professore - ho ideato la Turin Pouch. Con questo intervento, la nuova vescica, realizzata con l’intestino ha la sua uretra nascosta nell’ombelico, realizzata con un innovativo canale efferente ,  che può essere svuotata tramite un piccolo catetere. Questa tecnica può essere adottata anche per pazienti precedentemente operati e portatori di urostomie (derivazione/ diversione urinaria) che vogliono riacquistare la continenza”.
La Turin Pouch è caratterizzata da una maggior attenzione a ridurre il trauma psicologico, è stata pensata cercando di coniugare un buon risultato non solo funzionale, ma anche estetico per un più rapido e completo reinserimento del paziente nel contesto socio-familiare – lavorativo.

Quali vantaggi ci sono nell’utilizzo di questa tecnica?

Negli ultimi anni con il miglioramento delle tecniche e dei risultati chirurgici è aumentato anche l’interesse per la qualità della vita del paziente. Le precedenti tecniche chirurgiche, per sostituire la vescica asportata, hanno sempre utilizzato le” borse urostomiche” esterne per raccogliere l’urina, metodo che, talvolta, ha avuto un notevole impatto psicologico soprattutto a livello sociale. Questa nuova tecnica - conclude il professore –  dà la possibilità ai pazienti di recuperare la continenza e la possibilità di tornare ad urinare per vie naturali nel rispetto della propria immagine corporea. 
Per maggiori informazioni contattaci 
CLINICA SANTA CATERINA DA SIENA       MARIA PIA HOSPITAL 
 
Revisione medica a cura di: Prof. Giovanni Muto
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