San Pier Damiano Hospital / 10 giugno 2022

Ulcera peptica: come riconoscerla e tenerla a bada

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L’ulcera peptica è una ferita provocata dalla corrosione delle pareti interni di stomaco (ulcera peptica gastrica) o di intestino tenue (ulcera peptica duodenale). La patologia è abbastanza comune: riguarda circa 1 persona su 10 nel corso della vita, soprattutto adulti over 40, sia uomini che donne.

Provoca un bruciore di stomaco molto forte, che però può essere tenuto a bada con le giuste terapie e una dieta ad hoc, come racconta il Dott. Nicola Castaldini, medico internista del San Pier Damiano Hospital di Faenza.

Le cause principali

L’ulcera peptica può essere provocata da una produzione eccessiva di succhi gastrici, oppure da una riduzione della mucosa che protegge le pareti di stomaco e duodeno. In entrambi i casi la componente acida dei succhi gastrici diventa troppo aggressiva per i tessuti, provocando la lesione.

Ci sono però anche altre cause: una delle più comuni è l’infezione batterica da helicobacter pylori, batterio che può colonizzare la mucosa gastrica, che danneggia la mucosa e provoca uno stato di infiammazione. In alcuni casi gravi, se non viene curata per tempo, questa infezione è un fattore di rischio per le patologie oncologiche.

C’è un terzo elemento che può provocare l’ulcera peptica: l’assunzione prolungata di FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei, che infatti andrebbero presi sempre a stomaco pieno o abbinati ad un farmaco gastroprotettore.

Altre cause sono invece ben più rare, come la sindrome di ZoIIinger ­Ellison, che porta alla formazione di tumori che producono la gastrina, una sostanza che induce la secrezione eccessiva di succhi gastrici.

Dai sintomi alla diagnosi

Chi soffre di ulcera peptica se ne accorge di solito dal dolore allo stomaco, accompagnato da un forte bruciore. Questa infatti è la sintomatologia principale, ma in alcuni casi possono esserci anche nausea e vomito.
L’ulcera peptica duodenale è riconoscibile perché la sintomatologia si allevia dopo i pasti, in quanto a stomaco pieno la sensazione dolorosa è meno pronunciata.
 
La diagnosi dell’ulcera peptica avviene con la raccolta dell’anamnesi, cioè delle informazioni relative i sintomi, le abitudini e il quadro clinico del paziente, seguita da un esame chiamato esofago-gastro-duodenoscopia.
Si esegue inserendo un sondino con microcamera dalla bocca del paziente (che di solito è sedato) e permette al medico di osservare sullo schermo le immagini dei tessuti e di individuare le lesioni.
Contestualmente, si può eseguire il prelievo di un piccolo campione di tessuti da sottoporre a biopsia: questo è particolarmente utile, ad esempio, per accertare l’eventuale presenza dell'helicobacter pylori.

Le terapie mediche e l’importanza dell’alimentazione

La terapia varia a seconda della causa dell’ulcera. In caso di infezione batterica, si prescrivono degli antibiotici, in genere combinati al gastroprotettore.
Se la lesione è provocata da un uso prolungato di farmaci FANS invece, bisogna valutare se è possibile sospendere questa terapia, anche progressivamente. Se non è possibile, il medico anche in questo caso consiglia dei farmaci gastroprotettori per ridurre l’impatto sulle mucose dell’apparato gastro-intestinale.
 
Anche a livello di dieta e stile di vita, il paziente può fare molto. In primis, evitando il fumo e riducendo il consumo di alcool. Anche lo stress sembra incidere negativamente.
Ci sono alcuni alimenti acidi che peggiorano la sintomatologia e che irritano ulteriormente la ferita: pomodori, arance, mandarini, vino, caffè, liquori, cioccolata. Andrebbero evitati anche piatti grassi, fritti o eccessivamente elaborati poiché per essere digeriti richiedono una sovrapproduzione di succhi gastrici.
C’è poi la questione dei latticini: anche se nell’immediato un bicchiere di latte fresco può dare l’impressione di attutire i sintomi, poco dopo stimola una quantità notevole di succhi gastrici.
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Revisione medica a cura di: Dott. Nicola Castaldini
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