G.B. Mangioni Hospital / 15 marzo 2021

Uroflussometria: a cosa serve l'esame e come prepararsi

Uroflussometria: a cosa serve l'esame e come prepararsi
Quando si soffre di disturbi della minzione, viene prescritto un esame detto uroflussometria. Di cosa si tratta e come prepararsi? Il dott. Silvano Minervini, responsabile dell’Urologia di G.B. Mangioni Hospital di Lecco, spiega in che cosa consiste il test, come fare la preparazione e come vengono intepretati i risultati.

“L’uroflussometria rappresenta l’indagine urodinamica più semplice e si svolge in Ambulatorio. Consiste nell’urinare in un apparecchio, il flussometro, che permette di registrare il flusso minzionale con una trasposizione su carta.
È il primo esame che l’Urologo prescrive nella diagnostica dei disturbi della minzione, in quanto consente, dopo un attento colloquio anamnestico, di tracciare un profilo minzionale del paziente. Quantità inferiori a 150 ml rendono l’esame inattendibile, mentre trattenere eccessivamente le urine può mostrare un flusso non abituale. 

È evidentemente un esame per nulla invasivo, semplice da eseguire, ma piuttosto delicato nel suo svolgimento, perché per avere una certa attendibilità deve essere eseguito nel momento del miglior stimolo minzionale. Una vescica troppo piena o troppo vuota, un paziente molto emotivo, un ambiente freddo o poco riservato, personale troppo sbrigativo, alcuni farmaci possono rendere l’esame assai poco veritiero. 
È necessario, al momento della prenotazione, consegnare al paziente un vademecum sulla preparazione: arrivare all’ora prestabilita con la vescica piena ma non in maniera eccessiva, raccomandando di urinare due ore prima dell’esame e bere successivamente almeno 1 litro di acqua in più riprese, sempre prima di sottoporsi all’uroflussometria.

Al termine dell'esame verrà valutata la presenza di un eventuale residuo vescicale che verrà riportato insieme al flusso massimo (Q-Max), al flusso medio (Q-Med), al tempo minzionale, insieme alla quantità totale delle urine emesse. Per una valutazione finale l’Urologo dovrà sempre chiedere al paziente se durante l’esame ritiene di aver urinato come di solito o se per qualche motivo il suo comportamento è stato differente. 

Diverse sono le condizioni che possono alterare il flusso urinario: la più frequente è certamente l’ipertrofia prostatica. Ci sono poi la stenosi uretrale, la sclerosi del collo vescicale, le disfunzioni neurologiche, le infezioni urinarie, le neoplasie della vescica o della prostata.

Va evidenziato che anche le pazienti donne possono avere problemi minzionali, per cause neurologiche o dopo la menopausa, e per questo può essere prescritta sempre l’uroflussometria."

Per informazioni o per prenotare l'uroflussometria telefona allo 0341 478111 o scrivi al form Contatti
 
Revisione medica a cura di: Minervini Mauro Silvano
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