ZANCLE: una tecnica all’avanguardia per il trattamento dell’ostruzione del collo vescicale

ZANCLE: una tecnica all’avanguardia per il trattamento dell’ostruzione del collo vescicale
Il dott. Alessandro Calarco, Direttore di Urologia presso Ospedale San Carlo di Nancy, a Roma insieme ai dottori Pietro Viscuso, Beatrice Filippi, Rosario Leonardi, Guglielmo Mantica, Cosimo Magazzino e Antonio Tufano, ha firmato un fondamentale studio, che illustra una nuova tecnica ZANCLE (“Z” Anatomical Needle Cut Leads Ejaculation).
Lo studio ha l'obiettivo di valutare i risultati funzionali e la conservazione dell'eiaculazione nei pazienti sottoposti a un particolare tipo di intervento per trattare l’ostruzione del collo vescicale

Questa condizione implica il restringimento del punto di collegamento tra la vescica e l’uretra
Il paziente sperimenta di conseguenza serie difficoltà nell’urinare. L’ostruzione del collo vescicale è infatti una delle principali cause di incontinenza urinaria negli uomini di mezza età. La perdita involontaria di urina può essere un disturbo invalidante, che può interessare persone di ogni età e sesso, ma la cui incidenza è legata alle caratteristiche anatomiche dell’apparato urinario. Se in entrambi i sessi la vescica ha la funzione di raccogliere l’urina e l’uretra rappresenta il condotto di uscita, l’uretra stessa negli uomini misura circa 18-20 centimetri, mentre nelle donne è molto più corta (3-4 centimetri) e presenta un diametro inferiore (circa 6 millimetri). 

Nel caso specifico dei pazienti di sesso maschile, uno degli interventi praticati per risolvere l’ostruzione, ossia l’incisione transuretrale della prostata (TUIP), è stato associato al rischio postoperatorio di eiaculazione retrograda, ossia l’espulsione dello sperma all’interno della vescica invece che all’esterno.

Durante lo studio, l’intervento di TUIP è stato eseguito in modo da risparmiare la struttura che controlla l’eiaculazione (sfintere eiaculatorio), con una tecnica che prevede un’incisione a forma di "Z" appositamente studiata. Tutte le operazioni sono state eseguite dallo stesso chirurgo e i dati sono stati raccolti tra dicembre 2018 e luglio 2023, inclusi quelli relativi a pazienti con una prostata di dimensioni ridotte (meno di 30 millilitri di volume). 

Prima e dopo l'intervento, a distanza di 1, 6 e 12 mesi, i pazienti sono stati valutati attraverso alcuni parametri: la forza del getto urinario, la quantità di urina rimasta nella vescica dopo aver urinato, i sintomi urinari riferiti e l'impatto sulla qualità di vita,106 pazienti hanno soddisfatto i criteri, con un’età media di circa 42 anni in un intervallo compreso fra 37 e 57 anni, e un volume prostatico medio di 27 millilitri. 

La maggior parte dei pazienti è rimasta in ospedale solo un giorno e ha mantenuto il catetere vescicale per circa 12 ore.
Già a un mese dall’intervento, i miglioramenti sono stati evidenti: il flusso urinario è più che raddoppiato, i sintomi fastidiosi si sono notevolmente ridotti e la qualità di vita è migliorata sensibilmente. Anche la quantità di urina che restava nella vescica dopo la minzione si è drasticamente ridotta. Questi miglioramenti sono risultati stabili anche dopo un anno.

Un dato particolarmente importante è che tutti i pazienti hanno conservato l'eiaculazione anterograda, cioè la capacità di eiaculare normalmente.
Tali risultati confermano che la tecnica ZANCLE rappresenta un trattamento efficace e sicuro per i giovani pazienti sessualmente attivi che soffrono di ostruzione del collo vescicale.
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