Cardiologia pediatrica

Specialità ambulatoriali

Specialisti

Prof. Agnetti Aldo

L’attività della Cardiologia Pediatrica del Salus Hospital di Reggio Emilia è rivolta alla diagnosi e alla prevenzione di tutte le cardiopatie, sia congenite che acquisite, che possono avere il loro esordio dalla nascita fino all’età evolutiva, cioè oltre i 14 anni, nonché dei disturbi del ritmo cardiaco o delle forme di interessamento cardiovascolare secondarie a malattie sistemiche.

Le cardiopatie più gravi e complesse sono per lo più sintomatiche fin dai primi giorni di vita, ma esistono anomalie cardiache, anche importanti, che per un tempo più o meno prolungato possono risultare asintomatiche. Circa l'80% delle cardiopatie congenite vengono scoperte nel primo anno di vita, e circa il 50% nel primo mese. Altre cardiopatie però non danno segni della loro presenza per mesi o addirittura anni.

Il riconoscimento di tali anomalie, con le attuali tecniche interventistiche e cardiochirurghe, ha aumentato le percentuali di sopravvivenza e la qualità di vita dei bambini cardiopatici. Appare perciò evidente come una diagnosi precoce di tali patologie possa rappresentare una valido strumento per la tutela della salute del piccolo paziente.
Questo ambulatorio costituisce un’ulteriore opportunità migliorativa per il Salus Hospital nella gestione di un’importante problematica in ambito pediatrico, completando l’offerta delle prestazioni cardiologiche della struttura.

L’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di trasformare un’esperienza difficile e traumatica per tanti bambini e per le loro famiglie in una risorsa positiva, aiutandoli a superare i problemi dell’età pediatrica e adolescenziale e a raggiungere l’età adulta, promuovendo la conoscenza di un problema diffuso e contribuendo alla formazione di coloro che, in maniera diretta e indiretta, sono coinvolti nella gestione di queste patologie.

 

Cardiopatie congenite

Le Cardiopatie Congenite sono delle malformazioni del cuore che si verificano in conseguenza di un'alterazione del normale sviluppo del cuore dell'embrione, che si forma nelle prime quattro-dieci settimane di gravidanza. Queste sono tra le malformazioni congenite più frequenti, Il numero di nuovi casi in una popolazione è di circa 8-10 casi ogni 1000 neonati. Vengono chiamate congenite perché sono presenti già nella vita intrauterina (il periodo di sviluppo del feto all’interno dell’utero materno), presenti quindi prima della nascita, e delle quali non si conosce il meccanismo che le ha originate.

L'origine delle cardiopatie congenite è un'anomalia di formazione e di sviluppo del cuore tra la seconda e la nona settimana di gestazione. Queste malformazioni, la maggior parte delle volte, sono ben tollerate durante la vita fetale e diventano sintomatiche dopo la nascita. La maggior parte delle patologie cardiache congenite compaiono infatti nella prima settimana di vita. Alcune, nella maggior parte dei casi, si risolvono da sole, altre richiedono un intervento chirurgico.

Le cardiopatie congenite possono essere definite semplici in presenza di una sola disfunzione, complesse se si associano più disfunzioni, minori se non necessitano di trattamento, o maggiori se possono mettere a rischio la vita del neonato o necessitano di intervento cardiochirurgico.
Inoltre possono essere isolate, quando la cardiopatia è l’unica disfunzione presente, o associate ad anomalie di altri organi o a sindromi genetiche.

Grazie ai recenti progressi della medicina è possibile porre diagnosi durante la vita fetale con un semplice ecocardiogramma fetale. Le indagini strumentali a disposizione sono in grado di assicurare una diagnosi completa e dettagliata di qualsiasi cardiopatia congenita.

 

Soffio cardiaco e cardiopatie congenite

Le manifestazioni di una cardiopatia congenita possono essere precoci, evidenti già nelle prime ore di vita, o più tardive, se si evidenziano nell’adolescenza o nel giovane adulto. Alla nascita molti bambini hanno un cuore sano, e possono non presentare sintomi di anomalie cardiache. L’80% delle anomalie cardiache congenite vengono diagnosticate nel primo anno di vita, ma nel restante 20% dei casi queste patologie possono risultare asintomatiche e non dare segni della loro presenza anche per anni.

Infatti, il motivo che più comunemente giustifica la richiesta di consulenza cardiologica pediatria in pazienti in età evolutiva è il rilievo di un soffio cardiaco, ovvero una vibrazione sonora determinata dallo scorrimento del sangue attraverso i vasi (vene e arterie) e le camere cardiache.
Spesso pediatra riscontra, auscultando il battito del cuore, la presenza di un soffio, e proprio la difficoltà a distinguere un soffio innocuo da un cuore malato necessita una tempestività nella diagnosi.
All’origine del soffio cardiaco ci possono essere tre tipi di cause:
  1. Fisiologiche: il cosiddetto “soffio innocente”, non accompagnato da malformazioni o disturbi dell’apparato cardiovascolare, non causa sintomi e non richiede terapie.§
  2. Funzionali: il soffio cardiaco viene riscontrato a causa di aumenti della fluidità e della velocità del sangue in seguito a tachicardia o anemia. Si tratta comunque di condizioni normali che non segnalano malattie o malformazioni.
  3. Anatomiche: il soffio è la conseguenza di una malattia congenita o acquisita del cuore o di una sua malformazione.
     
Durante la prima visita il medico, attraverso l’auscultazione del battito, è in grado di rivelare la presenza del soffio e di riconoscerne l’origine. La distinzione tra soffio innocente/funzionale e patologico viene fatta in base a due caratteristiche: l’intensità del soffio, misurata su una scala detta Scala di Levine, e la fase del battito occupata dal soffio.
Nel caso si sospetti la presenza di un problema anatomico, lo specialista può sottoporre il paziente ad esami specialistici, come elettrocardiogramma (ECG) ed ecocardiografia Color Doppler, per determinare natura e gravità del problema, suggerendo il percorso di cure più adeguato per il singolo paziente.

 

La diagnosi

Al Salus Hospital l’attività di diagnosi delle cardiopatie congenite prevede un'attenta valutazione, sia clinica che strumentale, da parte di un medico specializzato in cardiologia pediatrica. Lo specialista potrà avvalersi di tutte le tecnologie in ambito cardiologico e di diagnostica per immagini disponibili presso la struttura, allo scopo di accertare od escludere la presenza di una cardiopatia congenita nel paziente.
L’iter diagnostico comprende:
  • Monitoraggio della pressione arteriosa
  • Elettrocardiogramma (ECG) e/o ECG sulle 24 ore (Holter cardiaco)
  • Ecocardiografia Color Doppler
  • Test cardiovascolare da sforzo (quando necessario)
  • Risonanza Magnetica al cuore (quando necessaria)
 

Prevenzione

Data la  natura congenita di queste patologie, l’importanza della diagnosi prenatale in ottica preventiva è fondamentale. In particolare l'ecografia morfologica, che si effettua tra la 20esima e la 22esima settimana di gestazione, permette di evidenziare un eventuale difetto congenito al cuore, di stabilire gli approfondimenti e i successivi controlli da svolgere. L’ecocardiografia fetale è un esame indicato quando, durante l’ecografia morfologica, sorgono dei sospetti sull’anatomia e sulla funzionalità cardiaca del feto. Ha come finalità il controllo dell’anatomia cardiaca allo scopo di evidenziare o escludere la presenza di una cardiopatia congenita.
Conoscere in anticipo una cardiopatia congenita significa poter gestire nel modo migliore il percorso terapeutico da affrontare sia in gravidanza sia dopo la nascita e di ricevere assistenza dal cardiologo pediatra.



Il trattamento

Le cardiopatie congenite possono essere trattate e corrette attraverso interventi di chirurgia convenzionale o di emodinamica interventistica. Questi trattamenti possono essere eseguiti, a seconda dei casi, anche nelle prime ore o nei primi giorni di vita. Il moderno trattamento di queste patologie permette il ripristino di una buona funzione cardiaca, compatibile con un normale stile di vita e, in casi di pazienti più cresciuti, permettendo al bambino di affrontare la vita scolastica e l’attività sportiva con serenità e tranquillità.

Il trattamento chirurgico convenzionale consiste nella correzione primaria delle cardiopatie più severe, e viene effettuato da un medico specialista in cardiochirurgia. Lo specialista dovrà valutare insieme al Cardiologo Pediatra il momento più opportuno per intervenire in base al tipo di difetto cardiaco e alla condizione clinica del paziente.  L’intervento viene eseguito con l'ausilio della circolazione extracorporea, modalità di circolazione al di fuori dell’organismo, che permette di convogliare il sangue verso una macchina definita “macchina cuore-polmone”, la quale consente di ossigenare e pompare il sangue in circolo durante la fase centrale dell’intervento cardiochirurgico eseguito a cuore fermo.
Si tratta di interventi complessi necessari a ricostruire l’anatomia del cuore per rispristinare un completo stato di normalità, come ad esempio chirurgia dell'aorta e dei grossi vasi, chirurgia valvolare e chirurgia coronarica.

Il trattamento di emodinamica interventistica avviene con cateterismo cardiaco, ovvero attraverso l’inserimento di una cannula flessibile (catetere) nei vasi sanguigni, tramite incisione nel braccio o nell'inguine, per raggiungere il cuore e penetrare all’interno delle sue cavità. Da qui lo specialista in emodinamica può, grazie a speciali strumenti montati sul catetere, procedere all’intervento correttivo delle compromissione delle cavità cardiache, di valvole e vasi.
Questo trattamento permette, a secondo della patologia, di:
  • Dilatare valvole ristrette, in casi di stenosi valvolare aortica, stenosi mitralica e stenosi valvolare polmonare
  • Dilatare vasi ristretti, in casi di stenosi della vena cava e stenosi dei rami polmonari
  • Occludere vasi anomali, come nel caso dotto arterioso pervio, un vaso che dovrebbe chiudersi alla nascita o ma che, rimanendo aperto, crea problemi nella circolazione cardiaca nel paziente.

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