RX Studio dell’età ossea

La RX Studio dell’età ossea è un’indagine radiologica che, sfruttando radiazioni ionizzanti, permette di fare una previsione sull’altezza definitiva dei bambini in età pediatrica.

Che cos’è?

La RX Studio dell’età ossea è detta anche misurazione dell’età ossea ed è un esame radiografico del polso e della mano sinistra in proiezione antero-posteriore.

Viene richiesto, in genere, in auxologia, la branca della medicina che valuta la corretta crescita fisica di bambini e adolescenti.

La RX Studio dell’età ossea viene prescritta quando c’è la necessità di accertare il grado di maturità scheletrica per mettere in evidenza ritardi nella crescita. Le ossa infatti crescono e si sviluppano in base all’età del bambino.

Uno scheletro che non è maturato e mostra delle variazioni nei segmenti ossei di polso e braccio può indicare un ritardo di crescita rispetto all’età causato dalla presenza di fattori che impediscono un corretto sviluppo, quali:

  • Difetti della crescita a causa di malassorbimento intestinale che impedisce il corretto assorbimento delle sostanze nutritive nell’intestino, indispensabili per una corretta crescita
  • Malattie metaboliche
  • Patologie endocrine
  • Allergie.

Si tratta di un esame indolore e non invasivo, si esegue tramite radiografia della mano e del polso sinistro, scelto per convenzione. La scelta dell’arto sinistro non ha nulla a che vedere, come alcuni credono, con la mano che si utilizza di meno: viene utilizzata indifferente per bambini mancini che destrorsi.

Il bambino viene posizionato davanti alla macchina che rileva le immagini tramite emissione di raggi X, dopo aver indossato il camice protettivo per schermare le radiazioni. La mano viene posizionata davanti alla macchina che rileva le immagini grazie all’emissione di un fascio di raggi X.

L’esame dura circa 10 minuti al termine del quale si può tornare alle proprie attività.

La radiografia dello Studio dell’età ossea può essere eseguita da tutti i pazienti in età pediatrica e ragazzi e adolescenti con ritardo della crescita.

Le dosi di radiazioni ionizzanti utilizzate durante l’RX, oggi minori grazie all’impiego di macchinari moderni e computerizzati, e il tempo di esposizione hanno permesso di ridurre il rischio rispetto agli anni passati.

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