Clinica Privata Villalba

Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno: cos'è, come riconoscerla e curarla

03 luglio 2018
Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno: cos'è, come riconoscerla e curarla
Riposo e stato di salute sono strettamente interconnessi, ed è proprio tale aspetto che permette allo studio del sonno la capacità di fornire importanti strumenti diagnostici e terapeutici. Su questa base si è sviluppata negli ultimi anni la Medicina del Sonno, una nuova branca specialistica che si occupa di tutti i disturbi del sonno, come insonnia, russamento, eccessiva sonnolenza diurna, sonnambulismo, bruxismo, episodi di agitazione notturna, disturbi del ritmo sonno-veglia, disturbi respiratori nel sonno e in particolare la Sindrome delle Apnee Ostruttive (OSAS). Ma di cosa si tratta esattamente?
Ne abbiamo parlato con il prof. Fabio Cirignotta, neurologo e coordinatore della Sleep Clinic di Clinica Privata Villalba di Bologna.

 
Prof. Cirignotta, che cos’è esattamente la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno?

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è una patologia correlata all’ostruzione ripetitiva delle prime vie aeree a livello della gola. E’ caratterizzata da interruzioni del flusso aereo durante il sonno, le cosiddette apnee notturne, della durata di almeno dieci secondi l’una. Questa patologia può essere definita di grado lieve (tra 5 e 14 episodi per ora, saturazione di ossigeno almeno l'86%), moderato (tra 15 e 30 episodi per ora, saturazione di ossigeno tra l'80 e l'85%) o grave (più di 30 episodi per ora, saturazione di ossigeno sotto l’80%).
La sua rilevanza epidemiologica è ormai dimostrata da numerose ricerche scientifiche, non ultimo uno studio svizzero, pubblicato sulle pagine della prestigiosa rivista medica Lancet, dal quale è possibile desumere dati piuttosto allarmanti: circa l’80% degli uomini ed il 60 % delle donne con un’età compresa tra 35 e 80 anni presentano almeno 5 apnee per ora di sonno, mentre il 50% degli uomini e il 30% delle donne presentano più di 15 apnee per ora di sonno. Ciò non vuol necessariamente dire che tutti coloro che presentano dalle 5 alle 15 episodi di apnea notturne debbano essere presi in carico e curati, poiché in simili condizioni le conseguenze sul fisico risultano forse meno impattanti, ma almeno considerati e non soltanto sotto il profilo statistico.

 
Quali sono i fattori predisponenti?

All’OSAS si giunge per gradi: i soggetti nella loro fase d’esordio denunciano il forte russamento provocato dal restringimento delle prime vie aree. Con l’andare del tempo, il russamento si trasforma in ostruzione per cui, quando si è addormentati, la gola si chiude per pochi secondi (10-20), sbloccandosi poi autonomamente e consentendo al paziente di riprendere a respirare. Poche apnee notturne vanno intese nella normalità, frequenti apnee notturne danno la malattia. L’OSAS può concorrere all’aumento del rischio degli incidenti cerebrovascolari e cardiaci, come ad esempio ictus, infarto e aritmie cardiache, e incrementare il pericolo d’incidenti stradali causati eccessiva sonnolenza diurna.

 
Come si cura la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno?

L’esame, fondamentale, per la diagnosi dell’OSAS che effettuiamo alla Sleep Clinic di Clinica Privata Villalba è la polisonnografia, o poligrafia, eventualmente coadiuvata da elettroencefalogramma. L'indagine consente di monitorare il flusso aereo al naso e alla bocca, movimenti del torace e dell'addome, pulsossimetria, russamento e la presenza di apnee. Può essere fatto durante un ricovero nella nostra struttura o anche al proprio domicilio. Una volta completato il monitoraggio, se la forma individuata è assolutamente trascurabile oppure non vi è sintomo della malattia, il percorso all’interno della Sleep Clinic si interrompe. Se, di contro, si ravvisano chiari segni della patologia, la valutazione collegiale della nostra equipe multidisciplinare indirizza il soggetto alle varie possibilità di trattamento. Innanzitutto si propone sempre e comunque il dimagrimento. Con la diminuzione del grasso nell’area del collo, lo spazio dietro la lingua migliora e il soggetto può non accusare più il problema, ne traggono beneficio soprattutto quanti soffrono di OSAS lieve.
Chi invece soffre di apnee solo da posizione supina e non sul fianco, può essere trattato per mezzo delle cosiddette terapie posizionali: consistono nell’indossare dei correttori di postura o dei collarini sensibili alla posizione assunta nel sonno e che rilasciano stimoli vibratori ogni volta che il paziente sta pancia all’aria, inducendolo a rigirarsi sui fianchi, ne traggono beneficio coloro colpiti da OSAS non grave. Proseguendo nella scala d’importanza dei trattamenti troviamo la ventilazione meccanica a pressione positiva continua (CPAP), gli apparecchi per l’avanzamento mandibolare e l’intervento chirurgico vero e proprio.

 
In cosa consistono questi trattamenti?

La CPAP è una mascherina che di notte va posizionata sul naso del paziente e collegata a sua volta ad un compressore d’aria che crea nella gola una pressione di qualche centimetro superiore a quella atmosferica, impedendo così la chiusura della gola. Dentro a questa pressione il soggetto respira tranquillamente senza andare incontro alle apnee. Non si tratta di una ventilazione assistita nel senso stretto del termine. La pressione della CPAP va ovviamente tarata su misura rispetto alla persona sottoposta all’uso e utilizzata sempre, ogni notte.

Gli apparecchi per l’avanzamento mandibolare, o apparecchi endorali, vengono realizzati dopo l’attento studio della morfologia della gola e delle strutture dentali e maxillo-facciali. La sua realizzazione spetta all’odontoiatra\ortodontista con conoscenze approfondite e best practice consolidata. Una volta applicati prima del sonno, consentono un avanzamento della mandibola in cui il mento viene spinto lievemente in avanti, tale da aumentare lo spazio dietro la lingua e favorire una normale respirazione notturna.

La terza opzione, specie in situazioni a significativa causa anatomica, ad esempio tonsille molto ipertrofiche, lingua grossa o altro, è l’intervento chirurgico svolto dallo specialista in Otorinolaringoiatria. Parliamo di procedure complesse e che richiedono specifiche competenze.
 

Quali sono i criteri per la scelta della terapia?

La scelta fra le varie possibilità terapeutiche va personalizzata in base alle caratteristiche del paziente emerse nella valutazione collegiale multidisciplinare dei professionisti della Sleep Clinic, così da permettere di consigliare la soluzione migliore. L’informazione è un elemento di grande importanza come fattore aggiunto per il successo di qualsiasi terapia. Al paziente vanno sempre spiegati i risultati della polisonnografia, i rischi ai quali può andare incontro a causa dell’OSAS, i pro e i contro dei diversi trattamenti con le relative probabilità di successo e infine i motivi della scelta terapeutica.


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