Allattamento e tumore al seno: davvero porta benefici?

allattamento tumore seno
Secondo le teorie più recenti, allattare al seno potrebbe ridurre il rischio di tumore alla mammella nella donna. Ma è sempre vero?
La dott.ssa Veronica Pegoraro, ostetrica del Primus Forlì Medical Center, risponde ad alcune domande in merito.

Quali sono i benefici dell’allattamento al seno per il bambino?

Il benessere del bambino è garantito sin dalle prime poppate con l’assunzione del colostro (latte prodotto dalle ghiandole mammarie nei primi giorni del post-partum) che è ricco di anticorpi. Questi consentono al neonato di essere protetto anche in una  fase in cui le sue difese immunitarie non sono ancora sviluppate. Inoltre l'allattamento al seno riduce il rischio di sviluppare nel bambino sovrappeso ed obesità e favorisce lo sviluppo cognitivo.

E per la mamma?

Allattare al seno influisce positivamente su numerose problematiche. Infatti riduce il sanguinamento dopo il parto, stimola l’utero a tornare alle dimensioni pre-gravidiche, riduce il rischio di diabete tenendo sotto controllo i livelli di glicemia e facilita il ritorno al peso forma della neo mamma. 
Mitiga il rischio di sviluppare tumore al seno, tumori ovarici ed uterini.

Cosa sappiamo sul rapporto tra allattamento e riduzione del rischio di sviluppare il cancro al seno?

La riduzione del tumore al seno è dovuta al mantenimento di livelli di estrogeni più bassi, poiché allattare porta ad un blocco totale o parziale della produzione di ormoni ovarici. Durante l’allattamento e nel corso dello stesso, la ghiandola mammaria completa la sua maturazione rendendo così le cellule del seno più resistenti alle mutazioni che possono provocare tumori.

Per quanto tempo è consigliabile proseguire l’allattamento, quando possibile?

Ogni diade madre-bambino è libera di scegliere per quanto tempo proseguire l’allattamento al seno. L’OMS indica come raccomandato l’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita del neonato. Successivamente con lo svezzamento si può continuare ad allattare al seno finché mamma e bimbo lo desiderano, in molti casi i bambini spontaneamente abbandonano il seno verso i 3 anni di vita.

Un consiglio per iniziare l’allattamento al seno, con o senza aggiunte di latte artificiale?

L’allattamento al seno è un gesto di amore verso il proprio figlio. Molto spesso le neo-mamme all’inizio di questa procedura trovano difficoltà nel trovare i giusti equilibri. È fondamentale che durante l’allattamento al seno la mamma non senta dolore. In caso contrario è consigliato un consulto con la vostra ostetrica di fiducia per cercare di comprendere quale sia la strada giusta per affrontare l’allattamento con serenità e tranquillità e soprattutto senza dolore.

Inoltre, ci tengo a far comprendere alle neomamme, che la produzione del latte da parte del seno materno è strettamente collegata alla frequenza delle poppate. Più il seno viene stimolato a produrre latte, maggiore sarà la quantità prodotta. È raccomandato inoltre, invitare anche il neonato all’assunzione di latte ogni 2 ore e mezza  /3 ore per aiutarlo nella crescita (e parallelamente per stimolare il seno nella produzione).
Ogni mamma sa allattare, ed ogni bimbo sa come fare, basta trovare insieme la strada giusta. 

Per quanto riguarda invece l’aggiunta di latte artificiale dipende da bimbo a bimbo, ci sono casi in cui i bambini ne hanno necessità per rallentata crescita o per rallentata produzione di latte da parte del seno materno, questo è un argomento necessariamente da valutare a seconda dei bisogni di ogni lattante.
 
Revisione medica a cura di: Dott.ssa Veronica Pegoraro
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