Maria Pia Hospital / 19 aprile 2022

Cardiopatie: le opportunità del telemonitoraggio

Cardiopatie: le opportunità del telemonitoraggio
Negli ultimi dieci anni, il numero di impianti di device cardiaci, pacemaker, defibrillatori e loop recorder (microchip impiantati sotto cute che registrano l’attività cardiaca in modalità continua con una durata di registrazione di 3-4 anni), sono notevolmente aumentati.  Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2011, sono stati impiantati 24.156 pacemaker e 17.574 defibrillatori. Per questo motivo il telemonitoraggio ha avuto un incremento notevole, perché questa soluzione tecnologica permette di monitorare da remoto, in maniera costante, lo stato di salute del paziente, direttamente nella sua abitazione. 
Ne parliamo con il Dottor Carlo Budano specialista in Elettrofisiologia a Maria Pia Hospital di Torino.

Che cos’è il telemonitoraggio, quando è indicato e quali sono i vantaggi

Il telemonitoraggio domiciliare è un servizio grazie a tecnologia all’avanguardia – precisa il Dottor Budano - che permette al medico il monitoraggio continuo di eventuali dispositivi cardiaci e la gestione a distanza del quadro clinico del paziente. Queste soluzioni di monitoraggio da remoto consentono, inoltre, di ottimizzare l’organizzazione del lavoro degli specialisti. 
I dispositivi elettrici permettono di verificare, in tempo reale, le condizioni di salute del cuore del paziente e trasmettono i dati in modalità wireless, così è possibile monitorare i parametri clinici come, ad esempio, la frequenza cardiaca o la fibrillazione, valutare se un paziente risponde alle cure o se deve iniziare una nuova terapia.
I pazienti vengono dotati di un piccolo dispositivo, da collegare alla corrente, e collocare nel luogo dell’abitazione dove trascorrono la maggior parte del tempo; questo dispositivo medico, grazie a una connessione bluetooth, si collega con il pacemaker o il defibrillatore oppure il loop recorder, ne acquisisce i dati e li invia a una centrale operativa, ove è presente il personale sanitario.  In questo modo il telemonitoraggio contribuisce a:
  • rilevare tempestivamente il peggioramento dello stato clinico del paziente tramite il monitoraggio, ad esempio, delle aritmie, della variazione della frequenza cardiaca ecc
  • diminuire gli accessi ospedalieri per ridurre gli spostamenti dei pazienti
  • monitorare e studiare alcuni eventi cardiaci dei pazienti, nel tempo, a differenza dei classici Holter, che registrano solo per 24 ore l’attività elettrica del cuore
Nei casi in cui il medico deve accertare o escludere che svenimenti inspiegabili, palpitazioni, fibrillazione atriale, ictus ecc, possano essere collegati a problemi cardiaci può consigliare il telemonitoraggio come supporto alla diagnosi. 

Come funziona il telemonitoraggio 

I dati del monitoraggio – spiega il dottore - sono inviati, in automatico, a un server dedicato, il quale li rende disponibili al personale medico o infermieristico incaricato di controllare i tracciati e segnalare eventuali problematiche che richiedono un ulteriore controllo da parte di un cardiologo. La centrale operativa che acquisisce i dati provenienti dai devices cardiaci li invia il giorno successivo allo specialista, questi dati vengono letti con costanza e puntualità. Quando il tracciato presenta un’ irregolarità arriva una notifica di allerta al medico, che può scegliere la modalità a lui più consona per riceverla, tramite mail, sms o telefono fisso. 
I parametri di allerta vengono modulati dal medico in base alla problematica da indagare e differiscono da paziente a paziente, ad esempio uno sportivo avrà dei parametri di allerta diversi da un soggetto sedentario, questi parametri possono essere modificati o reimpostati ogni volta che il medico lo ritiene necessario.
E’ importante infine ricordare che Il telemonitoraggio non è un servizio di emergenza, ma di controllo, in caso di emergenza bisogna sempre allertare il 118 o recarsi al Pronto Soccorso.
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Revisione medica a cura di: Dott. Carlo Budano
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