ICC - Istituto Clinico Cardiologico

CCSVI: l'insufficienza venosa cerebro-spinale cronica nella sclerosi multipla ed altre malattie neurologiche

12 marzo 2019
L’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (CCSVI) è una entità nosologica scoperta circa 10 anni fa che, secondo alcune evidenze scientifiche, è stata associata a malattie neurologiche come la Sclerosi Multipla, la Sindrome di Ménière, SLA e la cefalea refrattaria ai farmaci. Abbiamo approfondito l'argomento con il Dott. Tommaso Lupattelli, specialista in Radiologia interventistica presso ICC Istituto Clinico Cardiologico.

Cos’è la CCSVI

La CCSVI colpisce le vene del collo dette giugulari interne e la vena azygos che si trova invece nel torace. Quello che si osserva è un ridotto deflusso di sangue che tende ad accumularsi nel sistema nervoso centrale. 

Come si diagnostica

L’esame diagnostico di riferimento è l’Eco-color-doppler, ovvero un’ecografia dei vasi che ne valuta l’occlusione.

Come si tratta

La CCSVI può essere trattata con un semplice palloncino attraverso un’angioplastica. In sostanza il palloncino viene inserito tramite un piccolo catetere e la sua espansione tende a ripristinare il corretto funzionamento e afflusso/deflusso di sangue. Il metodo è detto Zamboni, dal nome del medico che lo ha messo a punto.

Malattie neurologiche e CCSVI

Nel 2009 il Professor Paolo Zamboni ha pubblicato il primo lavoro scientifico condotto su 65 pazienti con Sclerosi Multipla in cui ha segnalato un’associazione tra la patologia neurologica e la CCSVI. Ad oggi queste evidenze risultano ancora in fase di valutazione e convalida. Sempre nello stesso anno è stato effettuato il primo studio clinico per valutare se il trattamento mininvasivo di angioplastica della CCSVI in pazienti con Sclerosi Multipla migliorasse i sintomi della patologia. Diversi studi scientifici hanno dimostrato la sicurezza della procedura di angioplastica, con benefici variabili dal punto di vista dei sintomi della patologia. La possibilità che agire sulla CCSVI migliori il decorso della Sclerosi Multipla è ad oggi serio oggetto di studio. Le valutazioni scientifiche presenti in letteratura hanno rivelato benefici in particolare su sintomi come il mal di testa, il formicolio, l’astenia, la deambulazione, l’equilibrio, il controllo vescicale ed altro.

L’esperienza del Dott. Lupattelli

Il dottor Tommaso Lupattelli esperto di Radiologia interventistica presso ICC Istituto Clinico Cardiologico, GVM Care & Research – Roma e ha grande esperienza nel trattamento della CCSVI avendo la casistica più importante al mondo che consta di oltre 2000 casi trattati. “La dilatazione delle vene giugulari a palloncino, spiega l’esperto – è estremamente sicura e addirittura non prevede nemmeno una notte di ricovero in clinica. Il paziente infatti entra la mattina per essere dimesso nel tardo pomeriggio. Questo perchè, in mani esperte, la procedura non comporta nel modo più assoluto rischi maggiori ed è molto ben tollerata dal paziente. Si tratta quindi di un intervento semplice e molto sicuro come dimostrato dal nostro Team in uno studio di 1200 pazienti pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Journal Vascular Surgery già nel 2013. Purtroppo può assumere invece significati diversi in termini di risultati e complicanze post operatorie se ad eseguirlo è un medico senza un vero Team di supporto e se l’esperienza del medico non è superiore ad almeno 400 casi trattati. Ed attenzione anche alle strutture dove viene eseguito l’intervento. Non tutte hanno le carte in regola per eseguire questo tipo di procedura. Il nostro team ha ottenuto l’approvazione del comitato etico sulla base di un articolato progetto di ricerca”.

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