Città di Lecce Hospital / 02 marzo 2021

Ecco come funziona il test sierologico per la diagnosi del Covid-19 e la valutazione dell'efficacia dei vaccini

Ecco come funziona il test sierologico per la diagnosi del Covid-19 e la valutazione dell'efficacia dei vaccini
Il test sierologico - come, in misura diversa, le altre tipologie di esami di laboratorio, cioè test molecolare, test rapido antigenico e test salivare - ha rivestito e riveste un’importanza essenziale nella diagnosi, nella valutazione prognostica e nel monitoraggio terapeutico del Covid-19.

Per capire come funziona il test sierologico e come si esegue, abbiamo parlato con il dottor Massimiliano Manno, direttore del Laboratorio analisi di Città di Lecce Hospital e Presidente Regionale Puglia della sez. DSLB della Società Italiana di Patologia clinica e Medicina di Laboratorio (SIPMeL).

Dottor Manno, in cosa consiste il test sierologico?

Il test sierologico consiste nella ricerca degli anticorpi anti-SARS-CoV-2 che vengono prodotti in seguito all’infezione da Covid o dopo vaccinazione. Nelle infezioni, dopo il contatto con il virus, l’organismo reagisce con due tipi di risposta immunitaria, cellulare ed umorale. Quest’ultima determina la produzione di anticorpi diretti contro il virus, in particolare le immunoglobuline di classe IgM, più rapide (dall’esordio dei sintomi fino a oltre un mese dall’infezione), e le immunoglobuline di classe IgG, più specifiche delle IgM e più tardive (anche se spesso compaiono contemporaneamente alle IgM), ma anche più frequenti. Le IgG sono particolarmente presenti (fino nel 100% dei casi) e durature (determinabili per mesi, mentre le IgM tendono a diminuire 30-45 giorni dopo la comparsa dei sintomi). Nella maggior parte degli studi viene segnalata la produzione di IgM e IgG tra 7 e 14 giorni dopo l’inizio dei sintomi. Il test sierologico è utilizzato per rilevare proprio la presenza di IgM e IgG nel sangue.

In quali casi è utile eseguire il test sierologico?

Il test sierologico è di ausilio soprattutto in caso di ripetute negatività al test molecolare in presenza di elevato sospetto clinico. Può essere, pertanto, utilizzato per il monitoraggio clinico dell’infezione, per la stima della prevalenza tra operatori sanitari e nelle RSA, per la diagnosi retrospettiva in pazienti asintomatici o paucisintomatici, per una valutazione pre-vaccinale e per l’accertamento e il monitoraggio della risposta immunitaria post-infezione e post-vaccino.

I test sierologici sono tutti uguali?

In commercio vi è un numero notevole di tests e metodi per la rilevazione degli anticorpi anti SARS-CoV-2, che differiscono tra loro per il metodo impiegato, la matrice utilizzata (sangue venoso, capillare, ecc), per la classe di anticorpi rilevata (totali, IgM, IgG, IgA) e verso quale proteina o sito virale (N, spike, RBD). Inoltre, la qualità di un test sierologico è data fondamentalmente dalla sua sensibilità e dalla sua specificità. Per sensibilità si intende la capacità del test di fornire un risultato positivo in campioni che contengono anticorpi, in questo caso, anti-SARS-CoV-2 (veri positivi), mentre la specificità indica la capacità del test di fornire un risultato negativo in campioni che non contengono anticorpi anti-SARS-CoV-2 (veri negativi).

Che tipo di test sierologico viene eseguito a Città di Lecce Hospital?

Il test da noi eseguito è un dosaggio immunoenzimatico in chemiluminescenza (CLIA) effettuato su prelievo venoso che rientra nella tipologia consigliata dalla letteratura scientifica e dal Ministero della Salute, che raccomanda fortemente l’utilizzo di esami del tipo CLIA con una specificità non inferiore al 95% e una sensibilità non inferiore al 90%. Il nostro esame diagnostico rileva la presenza di anticorpi IgG e anticorpi IgM anti- SARS-CoV-2 nel plasma con una sensibilità clinica per le IgM già a 7-14 gg dall’insorgenza dei sintomi pari al 92,3%, al 98,5% dopo il quattordicesimo giorno, fino ad arrivare al 100% dopo 18 giorni, e una specificità del 99,9%. Per le IgG ha una sensibilità clinica già a 7-14 gg dall’insorgenza dei sintomi pari al 95,5%, al 99,1% dopo 14 giorni e al 100% dopo 18 giorni, con una specificità del 99,8%.
In particolare, il test ricerca e dosa quantitativamente gli anticorpi IgG contro il sito RBD della proteina spike che, come si evince dalla letteratura scientifica, sono quelli che meglio correlano con il potere neutralizzante degli anticorpi prodotti in risposta ad una infezione o ai vaccini; in quest’ultimo caso, per valutare l’efficacia della vaccinazione  e la durata della protezione, il loro titolo dovrebbe essere monitorato nel tempo a partire da una o due settimane dopo la somministrazione dell’ultima dose.
 
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dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 12,
al numero >  0832 229741
Revisione medica a cura di: Manno Massimiliano
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