Ospedale San Carlo di Nancy / 01 settembre 2021

Il laser CO2 nel trattamento delle patologie ginecologiche

Laser CO2 ginecologia
Con il passare dell’età, la riduzione degli ormoni sessuali determina alterazioni della mucosa dell’apparato genitale. È in questi casi che il laser CO2 fornisce migliori risultati. Assieme al dott. Giuseppe Sorrenti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ginecologia presso l’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma, scopriamo quali sono le patologie più comuni, indicate per questo tipo di trattamento. 

I vantaggi del laser CO2

“La sonda endovaginale – spiega il Dott. Sorrenti – è un trattamento indolore e semplice nella sua esecuzione. Non necessita di anestesia locale e i risultati sono immediati e prolungati nel tempo. Le sedute hanno una durata di circa 15-20 minuti ciascuna e i risultati sono visibili già dopo il primo trattamento. Per il percorso di cura, sono sufficienti 3-4 trattamenti eseguiti a distanza di 1 mese e una seduta di richiamo a distanza di 12 mesi. La terapia consente una ripresa immediata delle attività quotidiane e ha il vantaggio di essere eseguita in regime ambulatoriale. Questo tipo di trattamento è utilizzato per alcune patologie specifiche”.

Atrofia vaginale e incontinenza urinaria lieve

“Nel periodo della menopausa – prosegue il Dott. Sorrenti – può determinarsi una riduzione della vascolarizzazione, con conseguente atrofia vaginale, che si ripercuote sulla quotidianità della vita della donna. Queste condizioni sono caratterizzate da fastidi in termini di bruciore, senso di irritazione e secchezza della mucosa vaginale, che possono essere persistenti e resistenti alle normali terapie topiche, andando così ad inficiare la qualità della vita. In questi casi, si verifica anche una riduzione dell’attività sessuale dovuta al dolore generalmente riferito dalle pazienti. L’incontinenza urinaria lieve, invece, è una condizione che può verificarsi sia nella menopausa che nel periodo successivo al parto e necessita di una riabilitazione della funzione vaginale. In entrambe le patologie, la sonda laser CO2 determina un aumento di calore che favorisce il rinvigorimento della mucosa vaginale”. 

Condilomi e piaghette del collo dell’utero

Il trattamento con laser CO2 è utile anche per condilomi (o verruche genitali) e per l’ectropion del collo dell’utero (piaghette): “La condilomatosi genitale – commenta il dottore – è una patologia a trasmissione sessuale correlata all’infezione da papilloma virus umano (HPV), che determina la formazione di escrescenze sulla muscosa vaginale e sul collo dell’utero. In questo caso, il trattamento può essere eseguito con svariate metodiche, ma la possibilità di eseguire la rimozione di queste formazioni con il laser CO2 riduce il rischio di recidive”.

“Per l’ectropion – conclude – si fa invece riferimento a lesioni della mucosa cervicale che determinano sanguinamenti in seguito al rapporto sessuale. Dopo una corretta valutazione clinica e diagnostica finalizzata ad escludere patologie più importanti, come lesioni precancerose del collo utero, è possibile eseguire un trattamento con laser di tipo demolitivo, che favorisce la corretta riepitelizzazione della mucosa cervicale”
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Revisione medica a cura di: Sorrenti Giuseppe
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