Villa Tiberia Hospital

L'astigmatismo si corregge con il laser

10 aprile 2019
L’astigmatismo è un difetto refrattivo della vista: infatti, la forma della cornea di un paziente astigmatico è oblunga, quasi ellissoidale, mentre la cornea di un paziente senza difetti di rifrazione è quasi sferica. I raggi luminosi proiettati dagli oggetti, quindi, si disperdono in direzioni disomogenee e la visione risulta sfocata tanto da lontano quanto da vicino. Con le tecniche chirurgiche che sfruttano l’ablazione con laser, l’astigmatismo si può correggere. 

Il Dottor Matteo Centola, oculista presso Villa Tiberia Hospital di Roma, risponde ad alcune domande in proposito.

Per chi è indicata la chirurgia refrattiva per correggere l’astigmatismo?

Innanzitutto per pazienti in cui il difetto di vista sia stazionario da almeno un anno circa. Questa condizione si raggiunge di solito attorno ai 20-25 anni. In secondo luogo, bisogna accertare che non ci siano delle controindicazioni all’intervento, come per esempio la presenza di cheratoconi (deformazioni coniche della cornea) dal momento che l’azione chirurgica potrebbe favorirne ulteriormente lo sviluppo, e che la cornea non stia andando incontro a processi degenerativi e/o distrofici di sorta. 

In che modo la chirurgia refrattiva corregge questa patologia?

In chirurgia refrattiva, ovvero l’ambito della chirurgia oculistica che corregge i difetti di vista come astigmatismo, miopia, ipermetropia, due sono le tecniche più utilizzate: la PRK (Cheratectomia fotorefrattiva) e l’iLasik (Laser-Assisted in situ keratomileusis). Entrambe sfruttano l’ablazione con il laser e in entrambi i casi si interviene modificando lo spessore della cornea. L’operazione si esegue somministrando un’anestesia locale e non è dolorosa per il paziente.

Per quanto concerne le differenze, con la PRK si esegue un’ablazione nella parte superficiale della cornea, per questo è indicata per astigmatismi lievi. L’e-Lasik, invece, lavora nello stroma ed è indicata per astigmatismi più importanti. Si tratta di un’evoluzione della tecnica Lasik, che sfruttava nella prima fase una lama chirurgica. La sostituzione con il laser, peraltro, la rende più accurata e precisa.

L’astigmatismo può, inoltre, essere corretto anche con una terza tecnica, ovvero le lenti IOL fachiche, nel caso in cui sia associato a difetti di miopia o ipermetropia elevati. La tecnica consiste nel praticare un’incisione di dimensioni minime nell’occhio, per posizionare una lente che avrà una funzione simile a una lente a contatto.

Dopo l’intervento, cosa deve aspettarsi il paziente?

Terminato l’intervento, il paziente può tornare a casa. Infatti, si esegue in sala operatoria ma in regime ambulatoriale, con anestesia somministrata per via locale, quindi con un basso impatto sistemico per la salute. Se l’intervento di correzione dell’astigmatismo è stato eseguito con tecnica PRK, allora occorrerà indossare per alcuni giorni delle lenti a contatto per proteggere la cornea. Se si è lavorato invece con la tecnica iLasik, non ce n’è bisogno: viene aperto un piccolo sportellino nella cornea, per entrare nello stroma. Quando viene richiuso, è la cornea stessa a svolgere la sua normale funzione protettrice. 

Quali sono i tempi di recupero?

Per entrambe le tecniche i tempi di recupero sono di qualche giorno, nell’ordine della settimana circa, con qualche variazione di paziente in paziente.
Un fastidio che a volte chi viene operato accusa per un periodo più lungo è l’aberrazione della visione in presenza di fonti luminose, per esempio quando è alla guida di sera. Per valutarne l’impatto e prevenirlo, quindi, tra gli esami pre-operatori inseriamo anche una pupillometria ed un’aberrometria. Generalmente infatti questo problema è più sentito da pazienti con pupille più ampie.

Utilizzando l’apposito modulo di contatto è possibile richiedere ulteriori informazioni da Villa Tiberia Hospital.
 

Condividi