Ospedale Cortina / 23 luglio 2020

Lesione della cuffia dei rotatori: come si interviene con lo spaziatore sub-acromiale

Lesione della cuffia dei rotatori: come si interviene con lo spaziatore sub-acromiale
I dolori alla spalla interessano circa 3 persone su 10 tra gli adulti ed è uno dei disturbi più frequenti tra le persone di mezz'età e tra gli anziani secondo le statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità. Numerose sono le condizioni che possono causare dolorabilità. Tra le più frequenti e invalidanti vi è la lesione della cuffia dei rotatori.


Cos’è e dove si trova la cuffia dei rotatori?

“L’articolazione della spalla è molto complessa - spiega il Dottor Alberto Malaguti specialista in Ortopedia e Traumatologia all’Ospedale Cortina - è formata da due articolazioni: la scapolo-omerale (tra scapola e testa dell’omero) e l’acromio-clavicolare (tra la clavicola e il processo acromiale della scapola). L’articolazione scapolo-omerale è protetta dalla cuffia dei rotatori che è l’insieme di 4 tendini e dei relativi muscoli che formano come una sorta di cuffia che avvolge l’omero e gestiscono i movimenti di rotazione interna ed esterna della spalla”.


Quali sono le cause della lesione a carico della cuffia dei rotatori?

“Il danno può avere origine degenerativa o traumatica. Nel primo caso colpisce per lo più quella fascia della popolazione con un’età superiore ai 65 anni. I tendini dell’anziano, infatti, possono essere usurati dall'artrosi scapolo-omerale dovuta al consumo precoce dei capi articolari che determina una limitazione funzionale dell'arto superiore, con dolore intenso. Oppure in soggetti che hanno svolto attività lavorative in cui si utilizza continuativamente l’arto superiore al di sopra del piano scapolare, come imbianchini, parrucchieri ecc. Nei giovani pazienti, invece - approfondisce il Dottore -  è causato dalla pratica intensa di sport quali pesistica o da movimenti ripetitivi dell’arto superiore come, per esempio, nella pallavolo e nel tennis. Questi tendini, tuttavia, possono facilmente andare incontro a una rottura perché sono scarsamente vascolarizzati, cioè nutriti, provocando una degenerazione tessutale. Il danno traumatico è causato, invece, da un trauma alla spalla in seguito, per esempio, a una caduta. Quando la terapia conservativa è inefficace e il paziente manifesta una grave limitazione funzionale associata o meno a forte dolore, si ricorre all’intervento chirurgico”.


La novità chirurgica è lo spaziatore sub-acromiale: in che cosa consiste?

“Lo spaziatore sub-acromiale - entra nel dettaglio il Dottor Malaguti - è una tecnica all’avanguardia ed efficace nella gestione delle lesioni inveterate della cuffia dei rotatori. Lo spaziatore è un palloncino in materiale riassorbibile che si inserisce, tra la volta coraco- acromiale e la testa omerale ossia nello spazio sub-acromiale. L’intervento si svolge in artroscopia, con 3 piccole incisioni sulla cute di circa 1 cm, dopo di che, il palloncino viene gonfiato con una soluzione fisiologica. Vi sono 3 misure di spaziatore, sarà il chirurgo, in sede di intervento, a scegliere quella più indicata per il paziente, la procedura dura circa mezz’ora e viene eseguita in anestesia loco regionale. Nel post intervento il paziente dovrà portare un tutore per almeno 15 giorni per far si che lo spaziatore si stabilizzi per mezzo della formazione di tessuto fibroso. Seguirà un programma riabilitativo per il recupero dell’articolazione e per rinforzare la muscolatura della cintura scapolare che collega gli arti superiori al torace”.


Quali sono i vantaggi di questa tecnica?

“I vantaggi di questa metodica sono molteplici - conclude il Dottore - bassa invasività, risoluzione della sintomatologia dolorosa nelle lesioni inveterate della cuffia dei rotatori con motilità conservata ed effetto di protezione della sutura tendinea. Con questa procedura si riesce a ricreare un centro di rotazione dell'articolazione gleno omerale migliorandone la biomeccanica”.


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