Lichen scleroatrofico: la medicina rigenerativa per accelerare la cicatrizzazione dei tessuti

Lichen scleroatrofico: la medicina rigenerativa per accelerare la cicatrizzazione dei tessuti
Il Lichen scleroatrofico è una patologia infiammatoria, cronica della pelle che colpisce soprattutto le aree genitali e perianali. Nelle fasi avanzate, i tessuti interessati dal Lichen si ulcerano, provocando dolore e bruciore con conseguenze invalidanti, funzionali e psicologiche.

"Il Lichen scleroatrofico o Lichen sclerosus ha carattere cronico recidivante - spiega il Dottor Francesco Casabona, specializzato in Chirurgia plastico ricostruttiva all'ICLAS di Rapallo (Genova), ideatore di un approccio ricostruttivo innovativo - non è contagioso, interessa soprattutto cute e mucose dell'area ano-genitale maschile e femminile. Provoca una progressiva sclerosi, atrofia e ulcerazione dei tessuti coinvolti con formazione di esiti cicatriziali di varia entità accompagnati da una  sintomatologia invalidante."

In quale fascia di età ha maggior incidenza questa patologia, quali sono i sintomi e come si manifestano?

Ha una maggiore incidenza nel sesso femminile in un rapporto di 6 a 1, si può manifestare nel periodo pre-puberale, ma più spesso nelle donne sopra i 50 anni, in età menopausale.  Nell’uomo insorge tra i 30 e i 50 anni. Le aree interessate dal Lichen scleroatrofico, nel sesso femminile, sono il clitoride, le piccole e grandi labbra e l’area perineale, nel sesso maschile il prepuzio, il glande ma anche l’uretra.

I sintomi comuni a entrambi i sessi sono:
  • prurito, soprattutto notturno
  • bruciore, dolore
  • disuria (difficoltà a urinare) 
  • dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali).
Nella donna questa patologia evolve con scomparsa, parziale o totale, delle piccole e grandi labbra e del clitoride, inglobato nella fibrosi (ispessimento del tessuto). Nell’uomo con fimosi (difficoltà a ritrarre il prepuzio), restringimento dell’uretra, balanite (infiammazione del glande con atrofia e perdita di elasticità).

Come si diagnostica?

La diagnosi si basa sull’osservazione delle cicatrici e delle lesioni e può essere confermata dalla biopsia. Per poter effettuare una corretta diagnosi e per monitorare, in seguito, l’evoluzione della patologia ci si avvale di un approccio multidisciplinare e multispecialistico con Dermatologo, Ginecologo, Urologo/Andrologo e Chirurgo plastico. E’ importante la diagnosi precoce per evitare la degenerazione in neoplasia vulvare per le donne, il rischio va dal 4 al 6%, e nei maschi in neoplasia del pene di tipo squamocellulare.

Quali sono le terapie farmacologiche più efficaci per contrastare questa patologia?

"Il trattamento di elezione è a base di corticosteroidi ultrapotenti, a uso topico" - approfondisce sempre il Dottore. "L’utilizzo prolungato di questi farmaci, però, può provocare effetti collaterali che possono peggiorare l’atrofia dei tessuti. Talvolta vengono prescritti anche immunosoppressori e retinoidi ma ne è sconsigliato l’uso protratto per gli effetti avversi."

Dottor Casabona lei, dal 2007, utilizza la medicina rigenerativa per favorire la cicatrizzazione dei tessuti con significativi vantaggi terapeutici.
Può spiegare nei dettagli questa terapia innovativa?

"La medicina rigenerativa utilizza particolari cellule presenti nell’organismo, dette staminali non specializzate, dotate però della capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule. Le cellule vengono prelevate con una siringa dal tessuto adiposo, solitamente dell’addome (tecnica del lipofilling). In seguito, dopo un trattamento di purificazione, il campione, filtrato e centrifugato per eliminare le sostanze di scarto, viene iniettato, nuovamente, nel tessuto danneggiato e lì si autorigenera differenziandosi.
Invece, per l’utilizzo di cellule staminali prelevate dal sangue (PRP Plasma Ricco di Piastrine), viene prelevato, al paziente, un piccolo quantitativo di sangue che viene filtrato e centrifugato per separare, dagli altri elementi, il plasma, un componente ematico ricco di piastrine. Il PRP, infatti, contiene una concentrazione di piastrine da sei a nove volte maggiore rispetto al sangue prelevato. Questo concentrato di plasma viene iniettato nella zona della lesione. La medicina rigenerativa interviene per accelerare e favorire la rigenerazione dei tessuti, a differenza della chirurgia con innesti di lembi cutanei che può aumentare le cicatrici già esistenti e presentare recidive."

Come si svolge l’intervento?

"Circa nezz’ora prima dell’intervento viene prelevato, al paziente, una piccola quantità di sangue per ricavare il PRP e durante l’intervento si preleva il tessuto adiposo, entrambi vengono iniettati nelle zone danneggiate dal Lichen" - specifica sempre il Dottore. "Questa procedura si effettua in Day Hospital, in anestesia locale con sedazione e ha una durata di circa 30- 45 minuti. Il paziente viene tenuto sotto osservazione per il tempo strettamente necessario e poi dimesso. Dopo due settimane è già visibile un miglioramento nei tessuti e nei sintomi. In seguito, ogni 3 mesi, viene effettuata una visita di controllo per valutare la necessità di procedere con eventuali altri interventi rigenerativi."

L'importanza dell’approccio multidisciplinare per la gestione del Lichen scleroatrofico

"L'approccio multidisciplinare è ancora una volta fondamentale - ribadisce il Dottore. "A tale proposito, vorrei sottolineare l’efficacia, nel decorso post-operatorio, della riabilitazione, per rinforzare il pavimento pelvico in pazienti che devono riacquisire una normale attività sessuale e del supporto psicologico in particolare per i pazienti più giovani, perché possono subire un vero e proprio trauma per i sintomi della patologia e per i risvolti umani ed emotivi."
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Revisione medica a cura di: Dott. Francesco Casabona
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