Anthea Hospital / 25 agosto 2020

Scleromousse: il trattamento veloce e non invasivo per le vene varicose

Scleromousse: il trattamento veloce e non invasivo per le vene varicose
Le cosiddette vene varicose sono il risultato di una incontinenza valvolare, che colpisce in circa il 60% dei casi le donne e nel 40% gli uomini.

All’interno delle vene vi sono delle valvole che si chiudono per permettere al sangue di risalire fino al cuore, senza refluire verso il basso. Quando queste non riescono a chiudere perfettamente, il sangue torna indietro verso le periferie degli arti, generando appunto le vene varicose. Proprio per effetto della forza di gravità, quindi, la patologia venosa cronica tende a manifestarsi negli arti inferiori, soprattutto nelle persone che trascorrono molte ore in piedi e si manifesta con pesantezza delle gambe, soprattutto a fine giornata, associata a prurito e talvolta a eczemi o ulcerazioni della pelle.
 
Il trattamento è tradizionalmente di tipo chirurgico e consiste nel cosiddetto “stripping” delle vene interessate, che vengono quindi “sfilate” dalla loro posizione, mentre il flusso sanguigno viene deviato sui vasi sani.
Tuttavia, negli ultimi 15 anni, una nuova tecnica ha cambiato il panorama dei trattamenti per la patologia venosa cronica: è la scleromousse, una schiuma sclerotizzante che viene iniettata nelle vene affette da incontinenza valvolare, per mezzo di piccoli aghi da insulina.
 
La descrive il Dott. Gianluigi Rosi, angiologo presso Anthea Hospital di Bari, uno dei medici che hanno elaborato questa nuova tecnica non invasiva, da circa 20 anni.
 
“Nel 2000, insieme a dei colleghi francesi, abbiamo messo a punto il trattamento con scleromousse per ridurre gli effetti dell’incontinenza valvolare. Questi effetti sono trombosi venose superficiali, ulcerazioni, lesioni con rischio emorragico ecc. Non bisogna trascurare, infatti, che la patologia venosa cronica, benché molto diffusa, può diventare invalidante a lungo andare e provocare dolore, indolenzimento, eczemi, fino, nei casi più gravi, a compromettere la mobilità delle gambe.
 
Rispetto all’approccio chirurgico, la terapia con scleromousse (Ablazione chimica Endovascolare Ecoguidata) è molto meno invasiva: non si usa il bisturi, non serve l’anestesia e si esegue in ambulatorio. Inoltre, il trattamento è indolore e i primi risultati sono subito visibili. Non comporta particolari rischi, non essendo invasiva, e per questo è adatta a pazienti di tutte le età, fino a 90 anni. L’unica controindicazione al trattamento riguarda le donne in gravidanza.

 

Come funziona la procedura

La procedura è eco-guidata: questo vuol dire che il medico inietta, utilizzando aghi molto sottili come quelli usati per il controllo dell'insulina, la mousse sclerotizzante all'interno della vena dopo averla individuata con l'ausilio di un eco-color doppler.
 
In pratica, la schiuma induce la chiusura della vena varicosa creando una cicatrice, escludendolo dal flusso sanguigno che così può scorrere esclusivamente all’interno delle vene sane.

La procedura dura nel complesso 15-20 minuti.
 
Nei due giorni successivi al trattamento, il paziente indosserà un tutore elastico aderente compressivo, al fine di ridurre la reazione infiammatoria. Dopo, potrà passare alla calza elastica per un ulteriore periodo di tempo, fino a quando non ve ne sarà più bisogno.
 
Per circa dieci giorni dopo la terapia, i vasi potrebbero indurirsi provocando lievi dolori e fastidi che possono essere leniti con gli antifiammatori. Il paziente dovrà eseguire controlli a 14 giorni dal trattamento, poi dopo un mese, sei mesi e un anno. In alcuni casi, per esempio se le ramificazioni periferiche sono rimaste irrorate dal sangue, si può ripetere l’iniezione, dopo 30 giorni dal primo trattamento.”
 
Per informazioni e prenotazioni contatta Anthea Hospital allo 080.5644613 oppure tramite form contatti
Revisionato da: Rosi Gianluigi