Ospedale San Carlo di Nancy / 28 novembre 2022

Sportivi: il trattamento del menisco e del legamento crociato anteriore

Sportivi: il trattamento del menisco e del legamento crociato anteriore
Lesioni del menisco e del crociato anteriore non sono più un'esclusiva degli sportivi professionisti. Con l’ampliamento dell’accesso alle attività sportive, infatti, negli ultimi 20 anni sono sempre di più le persone che subiscono traumi di questa tipologia, dalle forme più lievi fino alle più gravi. Di pari passo è quindi cresciuta l’innovazione tecnologica per affrontare tali operazioni di ricostruzione e consentire tempi di recupero sempre più rapidi. 

Le lesioni al crociato e al menisco 

“Queste tipologie di lesioni sono diventate molto più frequenti - conferma il dottor Mario Tartarone, direttore dipartimento di Ortopedia e Traumatologia e responsabile dell’Unità di Chirurgia Protesica dell’Ospedale San Carlo di Nancy- presso la nostra struttura affrontiamo una media di 500 interventi per la lesione meniscale e oltre 200 sul crociato anteriore, confermandoci, quindi, un centro ad alti volumi di interventi”. 
I traumi possono essere di diversa entità: tutti i movimenti di torsione, presenti in sport di contatto come sci, tennis e calcetto, possono portare ad una lesione meniscale che, in alcuni casi, può accompagnarsi ad una lesione del crociato nel caso in cui la torsione si associ anche ad uno stress in varo o valgo, ovvero in apertura del ginocchio verso l’interno o verso l’esterno. 

I trattamenti e il recupero

Come spiega il dottor Tartarone, “il paziente di oggi non è più quello di vent’anni fa, che coincideva con sportivi professionisti sotto i 30 anni intenzionati a tornare alla professione. Oggi questo tipo di lesione e trauma viene vissuto da molti sportivi anche amatoriali, fattore che incide sulle aspettative del recupero; si aspettano infatti di ritornare alle attività che venivano svolte in precedenza”. Grazie alla chirurgia moderna, questo è possibile, continua il dott. Tartarone: “Ormai il gold standard degli approcci per queste tipologie di interventi è la tecnica artroscopica, che non richiede l’apertura dell’articolazione, avvalendosi di una telecamera che permette di avere una completa visione attraverso il monitor e consentendoci di eseguire tutti i gesti chirurgici necessari ad una completa riparazione di tutte le strutture danneggiate.” 
Questa tecnica ha degli indubbi vantaggi anche rispetto ai tempi di recupero, per quanto concerne le normali attività quotidiane. La riparazione del menisco viene, infatti, trattata in day hospital in anestesia locale, mentre l’intervento al crociato richiede una notte di ricovero, al seguito della quale il paziente sarà già in grado di camminare autonomamente.
Attenzione però: “I tempi per un recupero completo che permetta di tornare ad una attività sportiva dopo la ricostruzione del crociato sono nell’ordine di 5-6 mesi - specifica il dott. Tartarone- bisogna aspettare quella che si chiama “maturazione del crociato”.  La parte lesa viene infatti riparata prelevando, sempre dal ginocchio del paziente stesso, parte di un tendine; questo attraverserà naturalmente un processo biologico di ligamentizzazione, che richiede dei tempi biologici pre-stabiliti”.
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Revisione medica a cura di: Prof. Mario Tartarone
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