Lesioni muscolari e della cartilagine: si risolvono con la tecnica rigenerativa SVF

Data ultimo aggiornamento: 24 maggio 2022
Lesioni muscolari e della cartilagine: si risolvono con la tecnica rigenerativa SVF
La medicina rigenerativa, sfrutta le capacità dell’organismo di "autoripararsi" e permette di trattare con tecniche mininvasive diverse patologie articolari di tipo traumatico, post-traumatico e degenerativo come lesioni muscolari e della cartilagine, dovute a traumi o usura precoce, patologie dei legamenti e tendinee, processi infiammatori e artrosi, ripristinando la corretta mobilità.

Nello specifico, la medicina rigenerativa - chiarisce il dottor Ferdinando Priano dell'Ortopedia e Traumatologia di ICLAS  (Rapallo) e Villa Serena  (Genova) - sfrutta le potenzialità terapeutiche dell’uso di cellule staminali pluripotenti in applicazioni cliniche per la rigenerazione e la riparazione dei tessuti.

Che cos’è la frazione vascolo stromale

Le cellule staminali stromali di derivazione adiposa (ADSC) sono una fonte importante di cellule con potenziale rigenerativo e con caratteristiche simili alle cellule mesenchimali ottenute da midollo osseo.

Dal tessuto adiposo purificato meccanicamente, è possibile estrarre la frazione vascolo stromale SVF (dall’inglese stromal vascular fraction): un insieme eterogeneo di cellule mononucleate, fra cui le CSM (cellule staminali mesenchimali), contenute nel tessuto adiposo che hanno proprietà rigenerative e in grado di differenziarsi, al bisogno, in diversi tipi di cellule:  mioblasti, cellule delle fibre muscolari, condrociti della cartilagine, osteoblasti  quelle dell’osso, ma anche in cellule capaci di produrre fattori di crescita e agenti antinfiammatori che riducono il dolore e riparano la degenerazione cellulare. Inoltre, nella SVF del tessuto adiposo,  sono presenti, in una struttura di sostegno di collagene, all’interno di una rete vascolare (nicchia stromale), anche leucociti, eritrociti, periciti e cellule staminali adipose (ASC). 

Come si ottiene l’SVF 

La frazione vascolo stromale - specifica il dottore - si può ottenere con metodo  enzimatico, il tessuto adiposo autologo aspirato, cioè proveniente dal paziente stesso, viene  micro-frammentato con l’aiuto di un enzima (proteasi), in seguito, mediante centrifugazione, vengono separate la frazione oleosa (formata da cellule adipose) da quella acquosa, ottenendo così la SVF. 
Diversamente, per  isolare e concentrare la frazione vascolo stromale con metodo meccanico, viene solitamente utilizzato un apposito kit. Questo dispositivo medico, un assemblato monouso, innovativo,  è formato da un kit all’interno del quale viene inserito e processato il tessuto adiposo prelevato dal paziente.  Il prodotto ottenuto sono micro-frammenti di tessuto adiposo che viene iniettato nell'area danneggiata.

Come si esegue il trattamento con la frazione vascolo stromale

Si preleva, con “una cannula a punta smussata”, un quantitativo minimo di tessuto adiposo, generalmente dall’addome o dai fianchi, in anestesia locale con infiltrazione di una soluzione composta da fisiologica, adrenalina e lidocaina, con una procedura minimamente invasiva.

Il tessuto prelevato viene processato immediatamente all’interno di un kit, così da ottenere un prodotto particolarmente fluido e soprattutto privo delle componenti oleose ed ematiche, che possono favorire l'insorgenza di processi infiammatori. Conclusa la processazione, il materiale viene iniettato, sempre con lo stesso tipo di cannula, nella zona in cui è presente il danno articolare, tendineo, infiammatorio ecc. L’altissima vitalità delle cellule, circa il 90%, all’interno del microinnesto, favorisce la buona riuscita dell’intero processo chirurgico. Tutta la procedura può essere completata in circa un’ora in day hospital.

Come è utilizzata la tecnica SVF in ambito ortopedico

Lesioni e danni muscolo-scheletrici sono problemi  che possono insorgere a qualsiasi età, pertanto, esiste una necessità clinica di sviluppare tecnologie in grado di facilitare la rigenerazione dei tessuti lesionati o danneggiati – precisa il dottor Priano. Per questi tipi di lesioni muscolo scheletriche sono disponibili varie modalità di trattamento; tuttavia, la maggior parte di esse offre solo un sollievo dai sintomi. Il potenziale di rigenerazione del tessuto lesionato o danneggiato delle cellule staminali rappresenta una nuova e promettente strategia di trattamento nel campo dell’ortopedia. 
La SVF prelevata, dal tessuto adiposo autologo e contenente ASC, è attualmente in uso nella pratica clinica per molteplici applicazioni ortopediche: 
  • traumi sportivi, distorsivi o stiramenti 
  • lesioni cartilaginee o dei legamenti 
  • patologie croniche degenerative,  ad esempio l’artrosi, non trattabili chirurgicamente.

I vantaggi per il paziente

Anche nei pazienti di media età – conclude il dottore - con discreta degenerazione cartilaginea delle articolazioni di carico come anca, ginocchio e caviglia che hanno provato tutti i trattamenti abituali: terapia fisica, fisioterapia, tutori, infiltrazioni con steroidi e acido ialuronico di vario peso molecolare, e non hanno avuto un beneficio concreto, il concentrato vascolo stromale si è spesso dimostrato risolutivo.  

La tecnica SVF:
  • è mininvasiva, si effettua in anestesia locale e in un’unica fase operatoria 
  • favorisce la rigenerazione dei tessuti, generalmente il processo rigenerativo biologico si raggiunge, entro 3 mesi dal trattamento, ma la maggioranza dei pazienti nota una maggior stabilità, forza, diminuzione del dolore  già dopo circa 6 settimane
  • riduce i tempi di recupero 
  • contrasta i processi infiammatori.
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Revisione medica a cura di: Dott. Ferdinando Priano
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