Tumore del pancreas: premiato il Professor Pier Lorenzo Costa

Tumore del pancreas: premiato il Professor Pier Lorenzo Costa
Il 9 settembre 2021, in occasione del 45° Congresso dell’Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas (AISP), il Prof. Pier Lorenzo Costa è stato insignito dell’AISP Life Achievement Award, un premio internazionale molto autorevole, riservato a chi si è distinto per il proprio contributo alla ricerca e cura delle patologie del pancreas. Questo riconoscimento, conferito per la prima volta a un medico italiano, va a premiare i 51 anni di carriera che il Prof. Costa ha dedicato allo studio del pancreas.
Il Prof. Costa, che attualmente visita i suoi pazienti presso Primus Forlì Medical Center, ci ha illustrato alcuni dei traguardi raggiunti nel corso dei suoi studi e quali strade si aprono oggi per la diagnosi e la cura dell’adenocarcinoma del pancreas.
 

Un pioniere della ricerca sul pancreas  

Il Prof. Costa è stato uno dei primi medici italiani a occuparsi di patologie infiammatorie (pancreatiti) e neoplastiche (adenocarcinoma) del pancreas. La sua carriera in questo settore ha avuto inizio nel settembre del 1970, quando svolse il suo tirocinio di laurea presso il Sant’Orsola di Bologna, sotto la guida del Prof. Giovanni Fontana. A quegli anni risale anche l’incontro con il Prof. Lucio Gullo, che, dopo un periodo di formazione all’INSERM di Marsiglia, riportò a Bologna le conoscenze apprese da Henri Sarles, al tempo uno dei maggiori esperti mondiali di pancreatiti.
Dalla metà del 1972 al marzo 1978, l’attività di ricerca del Prof. Costa portò a decine di articoli di altissimo livello, pubblicati su riviste internazionali, che contribuirono a chiarire i meccanismi di secrezione di enzimi digestivi pancreatici. In quegli anni, Il Prof. Costa eseguì anche un’analisi dettagliata della distribuzione della pancreatite cronica in Italia e pubblicò uno dei primi studi al mondo che descrivevano la prevalenza di questa malattia in un’intera nazione.
Da allora, la carriera del Prof. Costa si è concentrata su vari aspetti delle patologie pancreatiche, in particolare sulla diagnosi e cura del tumore del pancreas. Nei prossimi anni, si prevede che i casi di questo tumore continueranno ad aumentare, fino a diventare la seconda causa di morte per malattie neoplastiche. Questo è un dato da tenere in grande considerazione: a differenza di altre patologie neoplastiche, la cui sopravvivenza è andata migliorando sensibilmente negli anni, per il tumore del pancreas la prognosi rimane spesso negativa se la malattia non viene identificata in uno stadio molto precoce. Gli studi condotti negli ultimi cinquant’anni hanno permesso di migliorare un po’ la sopravvivenza dei pazienti grazie a un continuo perfezionamento sia delle tecniche di diagnosi radiologica sia dei trattamenti chirurgici e chemioterapici. Per il futuro, la sfida per la ricerca è quella di affinare le tecniche di diagnosi precoce e di identificare gruppi di pazienti ad alto rischio, come per esempio quelli con forme familiari di adenocarcinoma del pancreas.
 
 

Che cosa sono le forme familiari di tumore del pancreas e come possono essere gestite?

Circa il 10% dei pazienti con tumore del pancreas ha altri casi dello stesso tumore nella propria famiglia. In questi casi si parla di forme ereditarie, caratterizzate da una predisposizione genetica a sviluppare questo particolare tipo di tumore. 
I famigliari di persone con forme famigliari del tumore del pancreas non necessariamente svilupperanno il tumore, ma sono comunque persone “ad alto rischio”: anche se non presentano sintomi, è quindi importante seguirli periodicamente per cogliere lesioni sospette molto precocemente. Ancora più che in altri tumori, nel caso del tumore del pancreas è fondamentale poter intervenire sulla malattia a uno stadio precoce.
Tra i progetti più recenti promossi dal Prof. Costa c’è quindi la creazione di un registro nazionale del carcinoma familiare del pancreas, che si ispira ad altri registri analoghi già presenti in altri Paesi. Si tratta di un progetto in crescita, ma che sta già dando risultati incoraggianti. L’obiettivo a lungo termine è quello di istituire in ogni capoluogo di regione e, se possibile, in ogni capoluogo di provincia, un ambulatorio specializzato nella gestione di persone che hanno uno o più familiari affetti da tumore del pancreas.
In questi ambulatori, i familiari possono ricevere un’assistenza di alto livello da parte di genetisti, gastroenterologi e internisti specializzati in questa patologia. Fondamentale è inoltre la figura del radiologo: nei pazienti ad elevato rischio di sviluppare la malattia, il modo più preciso per verificare la presenza di lesioni precoci è la risonanza magnetica, la cui interpretazione accurata richiede personale specializzato nell’analizzare le strutture anatomiche del pancreas e nell’individuare lesioni tumorali precoci.
 
 

Prevenzione del tumore del pancreas: quali strumenti abbiamo a disposizione?

Per la popolazione generale (che non ha casi in famiglia di adenocarcinoma del pancreas), il consiglio è quello di seguire uno stile di vita che sia il più sano possibile ed eliminare fattori di rischio come il fumo e l’alcol. Particolare attenzione va prestata alla dieta, in cui devono abbondare i vegetali; sono invece da limitare i grassi e le proteine, perché il loro consumo eccessivo è correlato all'aumento di incidenza sia delle patologie infiammatorie del pancreas (pancreatiti acute e croniche) sia dell’adenocarcinoma. Anche l’esposizione a inquinanti ambientali ha probabilmente un ruolo nello sviluppo di questo tumore, ma la loro azione rimane ancora da chiarire.
Oltre alla prevenzione della malattia, nei prossimi anni sarà importante puntare sull’identificazione precoce di lesioni tumorali, dal momento che la sopravvivenza dei pazienti dipende in gran parte dalla possibilità di intervenire precocemente. Attualmente, la diagnosi precoce dell’adenocarcinoma del pancreas è resa però difficoltosa dalla mancanza di marcatori biologici affidabili, che sono invece disponibili per altri tipi di tumore. La speranza è che gli sforzi della ricerca possano portare presto a nuove soluzioni, grazie anche al progressivo miglioramento delle tecniche radiologiche, che rimangono lo strumento d’elezione per individuare la presenza di lesioni tumorali al pancreas.
Per dare una svolta significativa alla diagnosi precoce e al trattamento del tumore del pancreas è inoltre auspicabile la creazione di centri di eccellenza specializzati nell’assistenza e nel trattamento dei pazienti con adenocarcinoma del pancreas. È importante che questi centri siano distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e che diventino ospedali ad “alto flusso”, cioè che eseguano almeno 100 interventi all’anno su pazienti con questo tipo di tumore. La ricerca degli ultimi cinquant’anni ha dimostrato che, tra tutte le patologie neoplastiche, il tumore del pancreas ha caratteristiche peculiari che richiedono un approccio mirato; per avere successo, questo approccio deve essere portato avanti da chirurghi, radiologi, internisti, gastroenterologi e biologi molecolari di alto livello specializzati in questo particolare tipo di patologia e che lavorino a stretto contatto in centri ad alto flusso.
 
 
Revisione medica a cura di: Costa Pier Lorenzo
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