Maria Pia Hospital

Tumore della vescica: la storia di M.G.

13 giugno 2019
La vescica è un organo che si trova nella parte bassa dell’addome, la cui funzione è quella di raccogliere l’urina, liquido di rifiuto proveniente dai reni.

L’urina passa dal rene alla vescica attraverso un tubicino che si chiama uretere e lascia la vescica passando dall’uretra.

Come altri organi può essere colpita da patologie neoplastiche. Questo tipo di tumore – spiega il Dottor Mauro Mari, Responsabile di urologia al Maria Pia Hospital di Torino - rappresenta circa il 3% di tutti i tumori in ambito urologico ed è secondo solo al tumore della prostata. La fascia di età più colpita è quella compresa tra i 60 e i 70 anni con un’incidenza tre volte maggiore negli uomini rispetto alle donne.

Si manifesta con sintomi che possono essere comuni ad altre patologie che interessano l’apparato urinario. In circa l’80% dei casi la sintomatologia include: ematuria (sangue nelle urine) spesso accompagnata dalla presenza di coaguli, sensazione di bruciore alla vescica quando si comprime l'addome, difficoltà e dolore a urinare. Con la progressione della malattia questi disturbi possono diventare più severi.
 
Tra i fattori principali che ne possono determinare lo sviluppo ricordiamo: il fumo, le sostanze chimiche come prodotti utilizzati per la lavorazione della gomma, della pelle, delle vernici e nell’industria tessile, esposizione a radiazioni successivamente a un trattamento di radioterapia nella regione pelvica.
 
La storia di M.G.
 
Come è accaduto per M. G. - torinese di 73 anni, ex fumatore, affetto da ipertensione arteriosa in terapia con ace inibitori. Già colpito da carcinoma prostatico, sottoposto a radioterapia, ha sviluppato, in seguito, un tumore alla vescica e a due mesi dall’intervento può raccontare la sua lotta contro questa patologia. 
M.G. dopo un episodio di ematuria macroscopica (presenza di sangue nelle urine visibile anche ad occhio nudo), su parere del medico di famiglia, viene indirizzato al Maria Pia Hospital dove, sottoposto ad ecografia, scopre di avere un tumore infiltrante alla vescica.

Nella fase di anamnesi, il paziente ha esposto tutto il suo percorso clinico, concordato assieme al Dott. Mari di procedere con la tecnica MICT per aggredire il tumore. Questa tecnica viene consigliata ai pazienti che devono essere sottoposti ad asportazione di vescica e consiste nell’allungamento dell’ileo di qualche centimetro in più, facendolo passare sotto il sigma e affiorare alla parte sinistra (anziché a destra) dello scavo pelvico, in modo tale che l’uretere si trovi a pochi centimetri dall’ileo.
 
L'intervento è andato bene, il paziente non ha avuto complicanze sia durante il periodo di ospedalizzazione, sia nel post-operatorio. L'esame istologico aveva evidenziato un carcinoma vescicale di alto grado, infiltrante nel muscolo detrusore, senza metastasi nei linfonodi (pT2N0).

Dopo 4 giorni, con la ripresa della motilità intestinale, l’alimentazione spontanea ha sostituito quella venosa, al 7°giorno M.G. è stato dimesso. Ha effettuato una prima visita post-operatoria a 15 gg, risultata regolare, e controlli programmati a tre e a nove mesi con esami del sangue ed ecografia dell’addome completo. Non è stato necessario sottoporlo a terapie adiuvanti.  

“Sono passati alcuni mesi dall’intervento - conclude il Dottor Mari che lo ha seguito e lo segue tuttora - e dopo aver superato l’impatto psicologico sia della patologia, che del piccolo contenitore di raccolta delle urine che deve portare, M.G. conduce una vita normale, continua i controlli oncologici, non ha avuto restringimenti tra l’uretere e l’ileo, i suoi reni non sono dilatati.

Siamo molto soddisfatti perché dal punto di vista funzionale tutto procede positivamente, così anche per quanto riguarda le due patologie tumorali; infatti, il nostro obiettivo è dare al paziente, sottoposto a cistectomia, una miglior qualità di vita”.
 
Per approfondire l’argomento leggi anche la news Tecnica M.I.C.T. per il trattamento del tumore alla vescica.


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