Maria Cecilia Hospital / 24 febbraio 2020

Zeroscopia: la tecnologia che annulla le radiazioni ionizzanti nella cura delle aritmie cardiache

Zeroscopia: la tecnologia che annulla le radiazioni

L’Unità di Aritmologia ed Elettrofisiologia di Maria Cecilia Hospital a Cotignola, diretta dal dottor Saverio Iacopino, utilizza una tecnologia che permette di ridurre ed eliminare totalmente le emissioni di radiazioni ionizzanti emesse dalle apparecchiature per la fluoroscopia durante l’ablazione transcatetere nella cura delle aritmie cardiache.

Nel 2017, ci sono stati 3069 interventi per la cura delle aritmie cardiache  nelle strutture italiane di GVM Care & Research. Il 33% di questi è avvenuto tramite ablazione. 
Sebbene le tecniche utilizzate per correggere i disturbi del battito siano all’avanguardia, le radiazioni ionizzanti, cioè elettromagnetiche, emesse dalle apparecchiature elettriche utilizzate durante l'intervento, come quelle della fluoroscopia - tecnica radiologica per ottenere immagini anatomiche in tempo reale, non sono prive di effetti collaterali. Le radiazioni infatti danneggiano le cellule dell’organismo e possono aumentare il rischio di sviluppo di neoplasie. 

Per cercare di ridurre l’impatto delle radiazioni sul paziente e sull’operatore, l’Unità di Aritmologia ed Elettrofisiologia, diretta dal dottor Saverio Iacopino, di Maria Cecilia Hospital a Cotignola, Ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research, si è dotata di due sale dedicate ai sistemi di mappaggio non fluoroscopici, grazie all’utilizzo della Zeroscopia

I benefici della Zeroscopia
“La Zeroscopia è una tecnologia all’avanguardia, - sottolinea il dottor Iacopino, - che permette un sistema di mappaggio tridimensionale del cuore grazie all’utilizzo di speciali cateteri in grado di generare campi magnetici di bassa intensità e che non emettono radiazioni. Il movimento dei cateteri dedicati, una volta inseriti, permette di stabilire in che modo si genera e si propaga l’impulso elettrico nel cuore, valutandone quindi la natura e consentendo all’équipe medica di definire un piano d’azione per ripristinare il corretto impulso”.

La tecnologia della Zeroscopia permette di avere benefici immediati su tutti i pazienti. “Presente in ben due sale distinte, - prosegue il dott. Iacopino, - rappresenta il supporto ideale per assistere l’operatore e ottenere eccellenti risultati in termini di efficienza ed efficacia nel trattamento e nella cura di tutte le aritmie cardiache sia atriali che ventricolari. L’uso di questa avanzata tecnologia porta a una riduzione fino al 100% delle radiazioni ionizzanti generate per singola procedura e, allo stesso tempo, consente al medico di prendere le migliori decisioni in ogni momento, fornendo gli elementi giusti per comprendere i segnali patologici che provengono dal cuore”.

Come avviene un’ablazione
L’ablazione è fra le tecniche più utilizzate per il trattamento delle aritmie cardiache: consiste nell’inserimento di cateteri diagnostici (piccole sonde che assomigliano a dei fili elettrici) e terapeutici tramite accessi venosi o arteriosi. 

Una prima fase, detta di mappaggio, consente di individuare il punto esatto da cui nasce il disturbo elettrico. Si procede cioè allo Studio Elettrofisiologico cardiaco (SEF) per il quale viene solitamente utilizzata la fluoroscopia. Per neutralizzare l’attività anomala del circuito elettrico si procede con l’inserimento di una seconda sonda che genera radiofrequenze a caldo o a freddo; queste creano una cicatrice sul punto in cui nasce l’anomalia, correggendo l’aritmia cardiaca.

Revisionato da: Iacopino Saverio