Una donna molto speciale, dallo sguardo arguto e intelligente, pronto a cogliere gli aspetti più reconditi delle persone e delle cose, la
Dottoressa Antonietta Ancona, mi chiede di trasferire su carta la mia esperienza, dopo la diagnosi di tumore al seno; me lo chiede ad un anno dall’intervento.
Sulle prime…, cosa dico? Non ho tempo, ho molte cose da sistemare; rimando…rimando ancora. Intanto, la pandemia, caspita!
Si proprio quella della Sars Cov2 – “Coronavirus”. Mi siedo e rifletto: sono sola, sola con me stessa. Sorrido, ci mancava anche questo, l’isolamento, il protocollo di emergenza, che per stare al passo coi tempi è meglio conosciuto come “lockdown”.
Eh…si, devo proprio raccontarmi, non ho scuse.
Un’esperienza, la mia, comune a tante altre e nel contempo del tutto singolare, perché è la mia: il dodici dicembre 2018 con cadenza annuale mi sottopongo alla radiografia delle mammelle. Preciso che a giugno dello stesso anno brindo ai miei primi sessanta anni.
Bene, arrivo al “Centro donna di Taranto” in ritardo e del tutto spensierata, credendo fosse il solito controllo con il solito consiglio: “ripetere mammografia a un anno”. Non è così. La Dottoressa mi dice che c’è una piccola formazione e che devo sottopormi ad una biopsia.
ACCIDENTI! Un “carcinoma in situ”. Ma come è possibile? Proprio a me! Ho sempre fatto una prevenzione precisa e puntuale.
DOMMAGE! (peccato)
Cerco di non tergiversare, una forza inaspettata che mia e poi mai avrei pensato di possedere, mi prende per mano. Parlo con delle amiche per ricevere una coccola; Anna dal volto sorridente e rassicurante mi dice di non perdere tempo e di affidarmi alla Dottoressa Ancona, che si trova a Martina, perché specializzata in radiodiagnostica senologica, mi dice anche di chiamarla subito e di fissare con lei un appuntamento con urgenza; lo faccio, mi risponde Renata: “può venire domani mattina”. Che bello, non ci speravo così presto. Conosco la Dottoressa Ancona, un miraggio: “signora, il suo è un carcinoma in situ”, cioè incapsulato – CASCA PROPRIO IN PIEDI.
Quindi, il sei marzo 2019 il
Dottore Stefano Rinaldi, Responsabile del Servizio di Chirurgia Senologica presso l’
Ospedale Sanata Maria di Bari, mi opera. Bravissimo; soprattutto perché il suo modus operandi è volto ad una chirurgia conservativa.
A distanza di un anno dall’intervento e dalle venticinque sedute di radioterapia, posso dire che tutto è andato benissimo. Il mio seno sembra non aver subito nulla.
Resta solo la terapia ormonale e, cioè, l’assunzione di una compressa al giorno, per cinque anni.
Cosa ho imparato? Bella domanda…ho imparato ad amare la vita, si, quella dalle mille sfaccettature, come se fosse un diamante, che se impari a girarlo bene, scopri come tutto brilla.
Non arrendersi mai, tenere alta la stima di sé, ma soprattutto sapresi ascoltare per risalire la china.
CORAGGIO! La svolta arriva.
Al soave chiaror della luna, tutto tace, tutto splende…
Questo versetto, da me scritto quando ancora bambina, trova ora la giusta collocazione.
Bellissimo! Il potere terapeutico delle parole.