Malattia di Lyme

Un'infezione batterica multi-sistemica provocata dal batterio spiraliforme Borrelia (Borrelia burgdorferi), che colpisce prevalentemente la pelle, le articolazioni, gli organi interni ed eventualmente il sistema nervoso. E’ conosciuta anche col nome di Borrelliosi di Lyme.

La malattia di Lyme viene trasmessa all'uomo attraverso il morso di insetti ematofagi, prevalentemente zecche, infetti dal batterio Borrelia burgdorferi. In seguito al moroso di una zecca infetta, il batterio viene inoculato per mezzo della saliva, la quale presenta componenti che interrompono la normale risposta immunitaria dell’organismo, permettendo a questi ultimi di moltiplicarsi e diffondersi nella zona colpita.

Il periodo d'incubazione della malattia di Lyme varia dai 4 ai 25 giorni, più frequentemente dai 7 ai 14 giorni. Inizialmente esordisce con una eruzione cutanea, nota come eritema cronico migrante, contraddistinta dalla caratteristica forma “a bersaglio”,  che col passare dei giorni si estende fino a raggiungere i 30 centimetri. Altri sintomi comuni sono febbre, dolori muscolari e articolari, mal di testa, cefalee e collo rigido. In alcuni casi possono insorgere vere e proprie complicanze dovute alla disseminazione del batterio all’interno del sistema nervoso centrale (meningiti) e problematiche cardiache. La comparsa di artriti è invece tipica degli stadi più avanzati della malattia.

La diagnosi della malattia è spesso difficile, in quanto molti dei sintomi possono essere correlati ad altre condizioni comuni. La presenza dell’eritema cronico migrante è il primo chiaro segnale diagnostico. Generalmente si ricorre a test immunologici del sangue (ELISA o IFA per la ricerca di anticorpi anti-Borrelia), ma nella fase dell’eritema cutaneo possono rivelarsi ancora negativi e divenire positivi soltanto a 3-4 settimane dal morso. 
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