Città di Lecce Hospital

La tecnica Lupiae per trattare l'aneurisma dell'arco aortico: intervista al dottor Esposito

07 febbraio 2019
La tecnica Lupiae per trattare l'aneurisma dell'arco aortico: intervista al dottor Esposito

Innovazione e ricerca contraddistinguono l’attività del Dipartimento cuore di Città di Lecce Hospital, Centro di Alta Specialità di GVM in ambito di Cardiologia interventistica e di Cardiochirurgia. Le patologie trattate interessano l’intero apparato cardiocircolatorio compresa la aorta. E’ in questo settore – da sempre molto complesso per gli operatori - che sono stati compiuti passi in avanti, grazie alla introduzione di una chirurgia ibrida e mininvasiva che consente la riparazione dell’aneurisma aortico con una protesi innovativa riducendo i rischi per i pazienti e aumentando la aspettativa di vita.  Ce ne parla il dottor Giampiero Esposito, cardiochirurgo di Città di Lecce Hospital, che ha brevettato lui stesso la protesi meglio conosciuta come “Lupiae”. Il nome rende omaggio allo stemma di Lecce (città natia del dottor Esposito), con un albero a quattro rami e una lupa.

Quali patologie possono essere trattate con questa chirurgia innovativa?
“La tecnica chirurgica con la protesi Lupiae tratta principalmente l’aneurisma aortico, una dilatazione della aorta che può estendersi dall’arco aortico, lungo la aorta ascendente e nei casi più gravi può coinvolgere anche aorta toracica e addominale. Quando la dilatazione coinvolge tutta la arteria, la patologia prende il nome di sindrome mega aortica e, a seconda della diffusione dell’aneurisma, si distinguono tre diversi stadi”.  

Come viene diagnosticato l’aneurisma?
“La patologia si individua con un ecocardiogramma e con una TAC, ma nella maggior parte dei casi si tratta di diagnosi occasionali. La patologia è silente, a volte improvvisa. Non dà sintomi e raramente il paziente può accusare dolore al petto. La aorta oltre a dilatarsi può anche andare incontro a rottura”.

Quali sono le cause?
“L’ipertensione può determinare spesso la dilatazione della aorta. Tra le cause vengono annoverate anche sindromi genetiche come la sindrome di Marfan. L’aneurisma può insorgere inoltre nei fumatori e nelle persone molto alte che presentano una aorta più lunga del normale e quindi meno elastica, ed esposta ad alterazioni”.

Come si interviene?
“In passato venivano eseguiti doppi interventi in sternotomia su aorta e arco aortico. Oggi è possibile procedere in un unico intervento mininvasivo con una tecnica ibrida che porta alla sostituzione dell’area della aorta interessata dalla patologia. In un primo approccio – con una piccola incisione di 4 centimetri, si inserisce la protesi Lupiae -  in cui le branche che derivano dalla aorta ascendente vengono reimpiantate più in basso. Questo consente al cardiologo interventista in un secondo step di impiantare una endoprotesi attraverso un’arteria femorale con una manovra molto semplice per riparare aorta e arco aortico”.

Quali sono i vantaggi?
“Le Linee guida nel 2016 hanno menzionato per la prima volta l’approccio ibrido come tecnica di ottima qualità dimostrando la validità dei risultati nel tempo con un follow up di 10 anni. I pazienti infatti non vengono più sottoposti a chirurgia ad alta mortalità, non è più necessario fermare il cuore e possono tornare ad una vita normale in tempi brevi”.

Per ulteriori informazioni sulla attività della Cardiochirurgia di Città di Lecce Hospital contatta la struttura allo 0832.229111 oppure scrivici tramite form. 
 

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