Glaucoma

Il glaucoma è in molti casi una patologia silenziosa ed è anche per questo che è la seconda più comune causa di cecità in Italia. Colpisce più frequentemente gli over 60 ma in genere, se non congenita, non si manifesta prima dei 40 anni. 

Ci sono diverse tipologie di glaucoma, solitamente si verifica a seguito di un aumento della pressione intraoculare che va a comprimere e danneggiare il nervo ottico, provocando una graduale perdita della vista.
La perdita della vista a causa di un glaucoma può essere recuperata se presa in tempo, ed è per questo che avere regolari controlli agli occhi che includano anche la misurazione della pressione può essere fondamentale.

Ma esattamente cos’è il glaucoma e in quali forme si sviluppa?

Come si manifesta il glaucoma

È utile ricordare che l’occhio è irrorato dall’umore acqueo: prodotto dal corpo ciliare dietro l’iride, passa attraverso la pupilla nella porzione anteriore dell’occhio e fuoriesce dal sistema di deflusso (trabecolato) tra iride e cornea (angolo irido-corneale), con l’obiettivo di alimentare cornea e cristallino ed espellere i materiali di scarto. Se il rapporto fra l’umor acqueo prodotto e quello drenato è bilanciato, il liquido scorre liberamente e la pressione oculare resta regolare. Il glaucoma si sviluppa quando il deflusso dell’umor acqueo viene frenato da ostruzioni nel sistema venoso e il liquido non può quindi lasciare l’occhio, nonostante ne venga sempre prodotto di nuovo. L’accumulo di liquido fa aumentare la pressione oculare e comprimere i vasi sanguigni che irrorano il nervo ottico: questo si danneggia progressivamente, causando una perdita del campo visivo che inizia nelle porzioni più periferiche coinvolgendo progressivamente le porzioni centrali del campo visivo, compromettendo notevolmente la vista. In alcuni pazienti, la pressione oculare non supera il limite massimo, ma resta troppo alta per essere sopportata dal nervo ottico: in questi casi, si parla di glaucoma oculare a bassa pressione o glaucoma a pressione normale.

I sintomi del glaucoma dipendono, come si è visto, dalla sua tipologia. Inoltre, trattandosi di una patologia spesso a lungo asintomatica, il glaucoma non presenta sintomi premonitori. In seguito, si iniziano a perdere le porzioni laterali del campo visivo ed è quindi la visione laterale, superiore e inferiore, non quella centrale, a essere la prima a danneggiarsi. Fra i sintomi del glaucoma ad angolo aperto, vi sono in ordine di gravità della patologia:

  • offuscamento della vista
  • fotofobia (forte sensibilità alla luce)
  • percezione di aloni
  • riduzione del campo visivo periferico
  • perdita della visione centrale
Fra i sintomi del glaucoma ad angolo chiuso, vi sono invece:
  • improvviso abbassamento della vista
  • percezione di aloni colorati in corrispondenza di luci
  • arrossamento oculare
  • forte dolore agli occhi
  • nausea e vomito causati dall’aumento della pressione oculare

Quando il glaucoma presenta fra i sintomi anche mal di testa, si tratta di glaucoma acuto ad angolo chiuso ed è necessario intervenire il prima possibile per frenare la perdita della vista. Cause esatte del glaucoma non sono ancora note, ma sono stati identificati alcuni fattori di rischio.

Secondo le statistiche, sono maggiormente a rischio le persone che hanno superato i 40 anni d’età (ancora di più dopo i 60 anni), hanno familiari che soffrono o hanno sofferto di glaucoma all’occhio, sono stati colpiti da tumori, sono affetti da infezioni oculari, cataratta, diabete, ipertensione arteriosa, miopia (glaucoma ad angolo aperto) o ipermetropia (glaucoma ad angolo chiuso), assumono da molto tempo corticosteroidi, si sono sottoposti a un intervento chirurgico agli occhi oppure hanno subito un trauma oculare. Per queste persone, è particolarmente importante il ruolo della diagnosi precoce: ecco perché ogni 1-2 anni dovrebbero sottoporsi a una visita oculistica completa.

La diagnosi di glaucoma prende spesso forma a partire da una semplice visita oculistica periodica, che deve essere seguita da una visita specifica. Questa comprende:

  • misurazione della pressione oculare con tonometro, i cui valori non devono risultare superiori a 21 millimetri di mercurio. Questa è però solo una prima fase, in quanto in alcuni casi una pressione oculare alta non è legata al glaucoma, mentre in circa un terzo dei pazienti con glaucoma la pressione stessa risulta normale
  • misurazione dello spessore delle cornee tramite pachimetria, che, se sottile, rappresenta un fattore di rischio
  • gonioscopia, che permette di analizzare i canali di drenaggio oculare, consentendo la distinzione fra glaucoma ad angolo aperto e glaucoma ad angolo chiuso
  • tomografia ottica a luce coerente (OCT) per verificare lo spessore delle fibre nervose intorno al nervo ottico
  • esame del campo visivo, per identificare zone di cecità nell’occhio

A seguito degli esami di approfondimento lo specialista potrà diagnosticare la presenza o meno di glaucoma ed eventualmente quale tipologia. Si possono infatti riscontrare diverse tipologie:

Il glaucoma primario non ha origini precisamente individuabili, se non un’anomalia anatomico-funzionale dell’occhio. Al glaucoma secondario è invece possibile associare cause note e non legate alle dinamiche che concernono i liquidi oculari. Fra queste cause possono esservi infezione, infiammazione, tumori, cataratte di grandi dimensioni, intervento chirurgico per la cataratta, farmaci o altri disturbi.

La tipologia più diffusa, che colpisce soprattutto i soggetti più anziani, è il glaucoma ad angolo aperto, in cui il trabecolato corneo - una membrana oculare porosa attraverso la quale viene drenato l’umore acqueo - si deteriora e non riesce più a filtrare correttamente il liquido. Privo di sintomi iniziali, può colpire anche entrambi gli occhi. Dapprima interessa solo la visione periferica, provocando cambiamenti non sempre percettibili nella visione quotidiana. Nel corso di mesi o anche anni, le zone di cecità coinvolgono diverse aree del campo visivo e aumentano di dimensioni fino a unirsi: spesso il paziente si rende conto del problema solo quando la perdita della vista diventa davvero significativa, fino arrivare in mancanza di trattamento, alla cecità irreversibile. Dato che la perdita della visione centrale si manifesta spesso solo negli stadi più avanzati della patologia, diversi pazienti sviluppano la cosiddetta visione a tunnel, ovvero riescono a vedere bene soltanto in avanti.

Meno comune, il glaucoma ad angolo stretto interessa soprattutto le persone con ipermetropia, dotate quindi di una camera anteriore oculare più piccola della norma. L’angolo irido-corneale si restringe gradualmente, in un tempo variabile da persona a persona. Quando il canale di deflusso dell’umor acqueo si chiude all’improvviso, si sviluppa il glaucoma ad angolo chiuso. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso è l'unico tipo di glaucoma che presenta sintomi anche nelle fasi iniziali e se diagnosticato precocemente può essere curato. Si tratta di una vera e propria emergenza oculistica: il paziente rischia infatti di perdere completamente la vista in un arco di tempo estremamente breve dai primi sintomi, anche soltanto 2-3 ore. Se colpisce un occhio, è assai probabile che si sviluppi anche nel secondo.

In caso di glaucoma cronico, la degenerazione del nervo ottico ha un percorso molto lento, non caratterizzato da particolari segni: questo fa sì che venga facilmente trascurato. Nella maggior parte dei pazienti, interessa entrambi gli occhi. Il glaucoma primario ad angolo aperto era un tempo noto proprio come glaucoma cronico semplice.

Il glaucoma acuto si manifesta quindi nella degenerazione improvvisa del nervo ottico. Nel glaucoma acuto i sintomi possono comprendere intenso dolore all’occhio coinvolto e al relativo lato del capo, arrossamento dell’occhio, lacrimazione, vista ridotta, pupilla semidilatata, nausea e vomito. Oltre all’ipermetropia, anche l’avanzare dell’età può essere un fattore da considerare, in quanto il cristallino aumenta di volume e l’iride cambia di spessore. Per contrastare il glaucoma acuto, la terapia prevede la riduzione immediata della pressione oculare. In seguito, si deve intervenire con altri tipi di trattamento, compreso l’intervento chirurgico.

Il glaucoma congenito, detto anche glaucoma congenito primario, è legato a una malformazione ereditaria del sistema di drenaggio, in genere molto evidente al momento della nascita: il globo oculare è infatti più grande del normale e la cornea assume vari gradi di opacità. L’aumento di dimensioni del bulbo ne determina la vera e propria alterazione, detta anche buftalmo (“occhio di bue”). Nella maggior parte dei casi, la patologia coinvolge entrambi gli occhi (glaucoma congenito bilaterale).

Il glaucoma neovascolare è uno specifico tipo di glaucoma secondario ad angolo chiuso, il cui momento iniziale è identificabile con un’ischemia retinica: l’evento stimola lo sviluppo di neovasi, con la conseguente crescita di tessuto fibrovascolare sul trabecolato. Questo provoca l’ostruzione che impedisce il deflusso dell’umore acqueo. La retinopatia diabetica è la patologia più frequentemente all’origine di questa forma molto seria di glaucoma all’occhio, ma non è la sola: anche la malattia occlusiva carotidea e la trombosi della vena centrale della retina possono causarla. Per affrontare un glaucoma neovascolare la terapia più diffusa prevede la fotocoagulazione panretinica con laser, che ha l’obiettivo di rimuovere quelle zone in cui si è verificata l’ischemia retinica e si è quindi sviluppato il tessuto fibrovascolare.

Se la diagnosi di glaucoma è tempestiva, è possibile intervenire con trattamenti specifici. Quando la cecità è già totale, si tratta invece di un processo irreversibile. Per intervenire sul glaucoma, le cure hanno quindi il fine di agire sulla pressione oculare e fermare il danneggiamento del nervo ottico.

La scelta della terapia per il glaucoma dipende dalla tipologia e dalla gravità della patologia. Per quanto riguarda il glaucoma secondario, è fondamentale individuarne l’origine. Se la causa è un’infiammazione o un’infezione, si interviene con colliri cortisonici, antivirali o antibiotici. Se è una massa tumorale a ostruire il drenaggio del liquido oppure una cataratta a far aumentare la pressione oculare, si devono trattare di conseguenza. Nel caso si presenti una pressione oculare alta in seguito a un’operazione di rimozione della cataratta, la si può far diminuire con colliri antiglaucomatosi, in alternativa, si procede con l’infiltrazione del glaucoma.

Come affrontare un glaucoma con rimedi naturali? Innanzitutto, agendo sulla pressione oculare, tramite alcune accortezze nelle proprie abitudini quotidiane:
  1. Portare avanti una dieta sana ed equilibrata, evitando il più possibile i grassi saturi e idratandosi correttamente
  2. Praticare attività rilassanti con l’obiettivo di gestire lo stress, riconosciuto come una delle cause dell’aumento di pressione oculare
  3. Se si espongono spesso gli occhi agli schermi di dispositivi elettronici, limitare il loro impatto facendo piccole pause di pochi minuti fra un’attività e l’altra. Si consiglia inoltre di non utilizzarli poco prima di andare a dormire
  4. Prevenire l’affaticamento visivo con esercizi oculari

La prima opzione per combattere il glaucoma, soprattutto ad angolo aperto, sono i farmaci, in particolare colliri con beta-bloccanti, alfabloccanti, prostaglandine e inibitori dell’anidrasi carbonica. Se all’inizio del trattamento essi vengono applicati soltanto in un occhio per verificare un effettivo miglioramento, dopo un intervallo di 1-4 settimane si interviene anche sull’altro occhio. Tra i farmaci per glaucoma sono compresi anche i colliri antiglaucomatosi: il paziente che li utilizza per tutta la vita deve sottoporsi regolarmente a visite di controllo.

Una nota a parte merita il glaucoma acuto ad angolo chiuso, che richiede un trattamento d’urgenza rivolto a ridurre la pressione oculare nel più breve tempo possibile. In questo caso, il medico può prima intervenire con una combinazione potente di farmaci, per poi procedere con un intervento al glaucoma con laser a entrambi gli occhi: questo perché, anche se presente in uno soltanto dei due, il glaucoma può in seguito interessare anche l’altro. Bisogna fare attenzione anche alla correlazione fra glaucoma e farmaci controindicati. I soggetti anziani, più vulnerabili allo sviluppo del glaucoma ad angolo chiuso, devono sottoporsi a visita oculistica prima di assumere alcuni farmaci contenenti antistaminico: questi possono infatti provocare una dilatazione della pupilla.

Diverse sono le motivazioni che possono portare a rispondere al glaucoma all’occhio con un’operazione chirurgica, prime fra tutte quelle legate all’impossibilità di tenere sotto controllo la patologia con il collirio. Se la pressione oculare risulta straordinariamente alta, è infatti poco probabile che essa venga regolata da un collirio. Altri pazienti sono invece impossibilitati ad applicarlo o non ne tollerano i probabili effetti collaterali. Infine, si opta per un intervento al glaucoma anche nel caso in cui il campo visivo sia già gravemente compromesso. Fra le tecniche di operazione al glaucoma, vi sono:
  • Trabeculectomia: intervento di filtrazione del glaucoma, che consente di aprire un altro passaggio per il deflusso dei liquidi in modo che possano superare i canali ostruiti e trovare la propria via d’uscita. Sono inoltre disponibili nuove tecniche a spessore parziale, che permettono di rimuovere solo una parte del drenaggio. Anche in questi casi, il paziente può lasciare l’ospedale il giorno stesso. L’intervento di filtrazione potrebbe influire sui tempi di sviluppo della cataratta, abbassare eccessivamente la pressione oculare o provocare un edema nell’area oculare posteriore. Rara è l’endoftalmite in seguito a trabulectomia.
  • intervento al glaucoma con laser, in genere effettuato in regime di day hospital e con l’utilizzo di un collirio anestetico. Si può procedere con una trabeculoplastica per aumentare il drenaggio nei casi di glaucoma ad angolo aperto, mentre l’iridotomia periferica consente di realizzare un’apertura nell’iride dei soggetti con glaucoma ad angolo chiuso. Con questo intervento al glaucoma fra i rischi più diffusi si ha un aumento provvisorio della pressione oculare, a cui si risponde con apposito collirio. Più di rado, si può presentare un’ustione della cornea, che in genere hanno rapidi tempi di guarigione
  • la sclerectomia profonda, in pazienti che presentano già gravi alterazioni del campo visivo.
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