ICC - Istituto Clinico Cardiologico

Sintomi ed esami per diagnosticare la Cardiopatia ischemica

07 dicembre 2018
Sintomi ed esami per diagnosticare la Cardiopatia ischemica
Un nemico insidioso, spesso asintomatico, eppure capace di causare il 35% dei decessi dovuti a malattie cardiovascolari. Parliamo della cardiopatia ischemica, patologia legata a infarto del miocardio e angina pectoris, che sono le sue principali manifestazioni.

È possibile tenerla sotto controllo e scoprirla in tempo per evitare patologie più gravi?

Familiarità, fumo e diabete i fattori di rischio

“La cardiopatia ischemica è una patologia cardiaca a origine multifattoriale – spiega il dott. Vasileios Tsiopoulos, cardiochirurgo presso l'Istituto Clinico Cardiologico di Roma – ragion per cui occorre controllare i fattori di rischio, rappresentati da familiarità, diabete, ipertensione arteriosa, obesità e fumo”.

Fondamentale, dunque, tenere sotto controllo per questa patologia i fattori di rischio , che nasce da una sorta di squilibrio tra richiesta e apporto di ossigeno nel muscolo cardiaco. “Tutto ciò avviene a causa di un'occlusione o un restringimento di una o più arterie coronarie (le arterie che portano il sangue al cuore) provocato dall'aterosclerosi coronarica, cioè la presenza e lo sviluppo di placche aterosclerotiche stenosanti” continua Tsiopoulos.

Sintomi da non sottovalutare, importante la prevenzione

Il principale sintomo è un senso di oppressione retrosternale (angina) spesso irradiato all'emitorace e al braccio sinistro. È però fondamentale sottolineare come in un grande numero di pazienti tale patologia risulti totalmente asintomatica: viene scoperta in modo del tutto casuale o in seguito a un infarto più o meno esteso. Per questo motivo la prevenzione assume un'importanza vitale, insieme con l'esecuzione di esami strumentali specifici per poter fare una diagnosi tempestiva.

Gli esami per diagnosticarla: la coronarografia

Esistono diverse opzioni per diagnosticare la presenza di una cardiopatia ischemica: Test da sforzo, Scintigrafia miocardica, Ecocardiogramma, Angio TC coronarica e Coronarografia. Anche l'ecocardiogramma può rivelarsi utile, soprattutto per evidenziare alterazioni più o meno importanti della cinetica del ventricolo sinistro, riconducibili ad un pregresso danno ischemico.

L'esame d’elezione, comunque, è la coronarografia, che permette la visualizzazione precisa dell'anatomia delle coronarie e l'individuazione di eventuali lesioni.  

By pass coronarico

Il trattamento preferenziale della cardiopatia ischemica resta il by-pass aortocoronarico, ossia una specie di ponte che riporta sangue a valle della lesione stenosante in corrispondenza del cuore. L'utilizzo di condotti arteriosi (arteria mammaria interna e arteria radiale) assicura i migliori risultati in termini di prognosi a distanza.

Di grande aiuto anche l'utilizzo della
flussimetria intraoperatoria, che permette il controllo real time dei by-pass in sala operatoria subito dopo essere stati eseguiti, confermando il loro corretto funzionamento. Un cenno, infine, meritano la rivascolarizzazione miocardica ibrida e mininvasiva. Si tratta di interventi cardiochirurgici eseguiti in stretta collaborazione con il Cardiologo interventista, che permettono attraverso un approccio mininvasivo, una riduzione del trauma chirurgico, della permanenza in terapia intensiva ospedaliera e una più rapida ripresa da parte del paziente.


Per info e prenotazioni telefonare allo 06.50173411, oppure compilare l’apposito form

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