Ospedale San Carlo di Nancy

Stipsi, fistole e ragadi: l'approccio alle patologie e i trattamenti

30 novembre 2018
Stipsi, fistole e ragadi: l'approccio alle patologie e i trattamenti
Ne parliamo con il Dott. Bruno Masci, specialista in Proctologia dell'Unità Operativa di Chirurgia Generale dell'Ospedale San Carlo di Nancy
 
 
Quali sono le patologie proctologiche più diffuse?

In Italia circa 3 milioni di pazienti si rivolgono allo specialista proctologo. Di questi il 30% presenta dei disturbi emorroidari correlati a una stipsi, un 30% lamenta problemi legati a fistole, un altro 30% soffre di ragadi anali, con bruciore, dolore e sanguinamento. Il restante 10% rientra tra le patologie minori associate a queste.

Quali sono i sintomi della stipsi e come si cura?

La stitichezza è uno dei sintomi più frequenti ma meno dichiarati dai pazienti. Questo perché si pensa che sia una condizione naturale dell'individuo a una certa età. In realtà la stitichezza è una condizione di alterazione anatomica e funzionale che porta all'incapacità evacuativa. A questa si associa spesso il disturbo emorroidario. Il trattamento della stitichezza associata a emorroidi oggi consta di particolari tecnologie associate, quando necessario, a una chirurgia correttiva della patologia rettale. Di fronte a un prolasso, ad esempio, si riduce quest'ultimo con una tecnica transanale molto semplice e poco invasiva: in questo modo si risolve il problema della stitichezza e di conseguenza anche il disturbo emorroidario.

Cosa sono invece le fistole e come vengono trattate?

Molto frequenti nei pazienti proctologici, le fistole sono sempre dovute a un'infiammazione/infezione del canale anale, che crea un ascesso, e di conseguenza una fistola. Ciò capita perché troppo spesso anche sintomi lievi legati alla zona ano/rettale vengono sottovalutati. È importante invece sottoporsi a visite specialistiche quando i disturbi sono cronici. Le cure per le fistole prevedono un trattamento demolitivo nel tempo. Oggi, per fortuna, abbiamo a disposizione delle tecniche di approccio mininvasivo, che consentono di conservare la struttura anatomica degli sfinteri e impedire che subentri l'incontinenza.

Altra patologia: la ragade anale. Di cosa si tratta?

La ragade è il “primo movens” dell'ascesso. Si tratta di una ferita della mucosa anale che si infetta e se trascurata può approfondirsi nelle strutture muscolari e sfinteriali dando origine alle fistole. Per cui curare una ragade significa anche prevenire l'insorgenza di una fistola e di un ascesso.

Qual è la cura per la ragade?

Anche il trattamento per la ragade è mininvasivo. Oggi, al San Carlo di Nancy, riusciamo a risolvere l'80% delle ragadi solo con trattamento medico. Il restante 20% viene interessato da una chirurgia mininvasiva che risparmia lo sfintere, attraverso la cosiddetta anoplastica.

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