Ospedale Cortina / 19 ottobre 2020

Arresto respiratorio: quali sono le cause che lo provocano

Arresto respiratorio: quali sono le cause che lo provocano
Durante la respirazione gli scambi gassosi avvengono nel polmone, l’ossigeno proveniente dall’aria introdotta dalla bocca o dal naso, passa nel sangue arterioso e l’anidride carbonica, proveniente dal sangue venoso, viene eliminata sempre attraverso il respiro. Quando i polmoni non riescono più a svolgere queste funzioni, si verifica un arresto respiratorio.

L’arresto respiratorio è l’assenza di respiro - spiega il Dottor Massimo Vota specialista in Allergologia, Immunologia Clinica, Tisiologia e patologie dell’apparato respiratorio presso l’Ospedale Cortina - la cessazione dell’attività respiratoria può essere preceduta da respiro affannoso, con una severa diminuzione della frequenza dei movimenti respiratori fino alla loro completa interruzione, e se supera i 5 minuti, può danneggiare in modo irreversibile organi vitali”.

Quali sono le cause che lo provocano
L’arresto respiratorio può essere provocato da ostruzione delle vie aeree superiori per:
  • presenza di vomito, muco o sangue;
  • momentanea perdita di coscienza con scivolamento della lingua nel retrobocca che ostacola il passaggio dell’aria;
  • inalazione di corpi estranei che possono occludere le vie respiratorie;
  • laringospasmo (spasmo alle corde vocali) per infiammazioni, infezioni e allergie.
A ostruire le vie aree possono essere anche:
  • neoplasie del collo riguardanti diverse zone come laringe, faringe, bocca, gengive, tiroide, ghiandole salivari ecc
  • traumi facciali che presentino spostamento dei denti, del collo, per rottura della trachea;
  • disturbi congeniti dello sviluppo con anomalie delle vie aeree superiori.
Nei bambini di età inferiore ai 3 mesi può essere possibile questo tipo di ostruzione per blocco nasale, perché in questa fase il neonato respira prettamente attraverso il naso.

L’ostruzione delle vie aeree inferiori può essere provocata sempre da vomito, muco o sangue oppure broncospasmo per una contrattura spastica dei bronchi con riduzione del calibro provocata da infiammazioni, iperattività bronchiale o secondaria ad attività fisica, annegamento, polmonite, edema polmonare.

L’arresto respiratorio può essere dovuto anche a patologie del sistema nervoso centrale quali ad esempio:
  • infezioni come encefalite o meningite;
  • episodi cerebrovascolari quali ictus, emorragie cerebrali;
  • di nuovo neoplasie;
  • traumi del rachide cervicale;
  • inefficienza dei muscoli respiratori per patologie neuromuscolari dovute a traumi con lesione del midollo spinale oppure organiche come miastenia gravis, poliomielite, botulismo, sindrome di Guillain Barrè (polineuropatia acquisita che danneggia i nervi periferici provocando debolezza muscolare progressiva e successivamente paralisi).
Anche i curari, farmaci che bloccano la fascia neuromuscolare e i gas nervini che disattivano l’azione dell’enzima acetilcolina, provocano danni al sistema nervoso fino all’arresto respiratorio, così come l’assunzione di sostanze che causano depressione dei centri di controllo della respirazione: benzodiazepine, oppiacei barbiturici, sostanze stupefacenti e alcol. Quest’ultimo oltre a deprimere il sistema nervoso centrale compresi i centri del respiro, può causare nausea e vomito e ostruire le vie aeree per la mancanza di riflessi del soggetto.

“Per finire un'ulteriore causa che può portare all’arresto respiratorio - spiega sempre il Dottore - può essere l’acidosi metabolica, condizione in cui vi è un incremento di acidità nel sangue per cui il soggetto emette frequenti atti respiratori (iperventilazione) per eliminare l’anidride carbonica nel sangue, ipossiemia, un’anomala riduzione di ossigeno nel sangue che il paziente cerca di riportare a livelli normali con l’iperventilazione. Lo stesso può manifestarsi in presenza di disordini metabolici:
  • ipoglicemia, il cervello usa, come fonte di energia, il glucosio e in caso di ipoglicemia persistente l’attività del sistema nervosi centrale può interrompersi e causare un arresto respiratorio;
  • ipotensione, ossia una pressione sanguigna tanto bassa da provocare un calo del flusso ematico al cervello e di conseguenza di ossigeno, condizione che può portare a una depressione del sistema nervoso centrale fino all’arresto respiratorio”.
Come si interviene
“Bisogna sempre chiedere, tempestivamente, l’intervento degli operatori del Pronto Soccorso - precisa il Dottore - in quanto l’arresto respiratorio può essere provocato da diverse cause, che richiedono, pertanto, approcci diversi e soprattutto di Personale competente nella gestione dell'emergenza.
L’attenta valutazione dei sintomi, delle condizioni del paziente e la descrizione precisa del contesto permettono ai Soccorritori di fare una corretta diagnosi e di adottare l’approccio terapeutico più appropriato al caso.

Per altre informazioni scrivi all'Ospedale Cortina.
 
Revisione medica a cura di: Vota Massimo
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