Il
bruxismo? Un nemico notturno che può danneggiare i denti. Ne parliamo con la
dottoressa Carmen Corrado, odontoiatra presso
Villa Lucia Hospital a Conversano.
Cos'è il bruxismo?
"È un disturbo involontario che di notte generalmente colpisce i nostri denti e si tratta di un involontario riflessomovimento digrignatorio, una pessima abitudine. E le conseguenze non sono affatto piacevoli. La prima è che la qualità del sonno non risulta buona e basterebbe questo. Ma poi causa rigidità a collo e mandibole e, la cosa maggiormente severa, danneggia i denti".
"Quel continuo digrignare e stridere, spesso persino battere, produce traumi continui sulle superfici dentali e le indebolisce, ne riduce la sensibilità e spesso determina microtraumi e fessure nelle quali i batteri, se il nostro sistema immunitario è debole, vanno a nozze causando carie".
Il bruxismo determina le carie?
"Certamente. Talvolta ci domandiamo: ma se io curo al massimo la mia igiene orale, come mai ho
carie? Una delle possibili cause è, appunto, il bruxismo e non lo sappiamo".
Da che cosa dipende?
"Una relazione stretta con altre patologie ancora non è chiara. Tuttavia si pensa che possa essere causato da stati di
ansia e di stress che di notte determinano il battere dei denti. Oggi non è pensabile debellare del tutto il bruxismo, ma almeno è possibile limitarne le conseguenze. Una maniera è l'uso del bite, una specie di custodia dei denti che serve a proteggerli di notte dalle scosse e dagli urti. Ma poi abbiamo anche un accesso multidisciplinare con psicologi e psichiatri per eliminare la causa sottostante, lo stato di ansia che lo causa. Un'altra causa è la rigidità posturale".
Cos'è l'ascesso dentale?
"L'ascesso dentale è in genere una necrosi della polpa e del nervo dovuta ad una carie non curata o trascurata ed è la conseguenza finale, di solito, di un granuloma. L'ascesso è generalmente molto doloroso, con fuoriuscita di pus nella maggior parte dei casi e febbre, gonfiore della gengiva e guancia. Bisogna fare attenzione agli ascessi e non sottovalutarli neanche quando sono silenti o privi di sintomi perché, a lungo andare, quel pus può entrare in circolo e creare processi di setticemia".
Come si cura il dente colpito da ascesso?
"Si cerca, per quanto possibile, di pulire il suo interno, devitalizzare se la carie è profonda, però nei casi di necrosi o se ha intaccato profondamente la radice e l'osso, occorre estrarre il dente malato. Questo se l'ascesso è molto esteso".
Come si cura l'ascesso?
"Premesso che esso è un sintomo, ma non la causa, che invece deve essere rimossa, si cura con antibiotici ed antinfiammatori oltre che antidolorifici e antipiretici. Generalmente per ridurre un ascesso ci vuole una settimana".
Come si prepara l'estrazione di un dente?
"Oggi senza particolari problemi. Se il paziente usa cardioaspirina e anticoagulanti, meglio sospenderli tre - quattro giorni prima, eventualmente se il soggetto è cardiopatico fare una visita dal cardiologo e soprattutto antibiotico tre giorni prima dell'intervento ed ovviamente dopo antinfiammatorio. Ricordo che, sia pur non rigorosamente ospedaliero, questo è un intervento e richiede anestesia locale, in alcune circostanze, se il paziente è fobico o non quieto, persino blanda sedazione previa".