22 aprile 2022

Ernia iatale, cuore e tachicardia

Ernia iatale, cuore e tachicardia
L’ernia iatale consiste nella protrusione di una parte dello stomaco attraverso il diaframma. Questa condizione può essere agevolata da vari fattori di rischio, ma ancora non sono state riconosciute cause certe. La sua localizzazione e alcune modalità di manifestazione la rendono però difficile da individuare e da comprendere. Molti pazienti associano infatti l’ernia iatale e i suoi sintomi al cuore.
 
Ernia iatale e sintomi legati al cuore
In base alla sua tipologia, l’ernia iatale può presentarsi in vari modi, come ad esempio: difficoltà digestive, reflusso gastroesofageo, dolore alla schiena e dietro lo sterno, principalmente causato dal reflusso. Il paziente li avverte soprattutto se si distende poco dopo i pasti, specialmente se ha consumato cibi molto grassi, bevande alcoliche o ricche di caffeina.

Ma perché ernia iatale e cuore sembrano così strettamente legati? Perché il dolore alla bocca dello stomaco si trasmette attraverso le vie nervose coinvolte anche nell’insufficienza coronarica. In realtà, l’ernia iatale non ha sul cuore alcuna influenza negativa e un esame specialistico può rivelare un muscolo cardiaco perfettamente sano. Eppure, l’ernia iatale può manifestarsi con sintomi secondari come la tachicardia notturna.
 
Ernia iatale e tachicardia
L’ernia iatale causa un allungamento e una chiusura incompleta del cardias, l’apertura che congiunge esofago e stomaco. I succhi gastrici prodotti dallo stomaco dopo il pasto così risalgono, provocando un’irritazione della parete dell’esofago che causa dolore retrosternale il quale viene spesso associato al dolore tipico di un principio di infarto. Nei soggetti ansiosi può quindi aumentare il ritmo cardiaco innescando una situazione che si autoalimenta, soprattutto quando il paziente è già coricato.

Ecco perché con l’ernia iatale la tachicardia si presenta più comunemente di notte. Il dolore in una zona anatomica comunemente associata al cuore contribuisce a creare nel paziente, specialmente se molto sensibile, uno stato d’ansia, a sua volta responsabile della tachicardia. Si può quindi instaurare un circolo vizioso per la persona, che, dopo il primo episodio, vede ripresentarsi la stessa sintomatologia notte dopo notte. Questa dinamica può a sua volta generare complicanze e danneggiare nel corso del tempo la parete dell’esofago. La prima azione da intraprendere è quindi sottoporsi a un esame diagnostico specifico per escludere disturbi al cuore e tranquillizzarsi. In seguito, una volta accertata l’assenza di problematiche, è necessario eseguire altri accertamenti per verificare la presenza di un’ernia iatale.
 
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