ICLAS - Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità

Diabete: le complicanze più frequenti

28 gennaio 2020
Il diabete mellito, questo il suo nome completo, è una patologia metabolica cronica evolutiva in cui si verifica un aumento dei livelli di zucchero nel sangue che l’organismo non è in grado di riportare e mantenere alla normalità. Questa condizione può essere provocata da una ridotta produzione di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas, indispensabile per l’utilizzazione dello zucchero, per la produzione di energia all’interno delle cellule (condizione tipica del Diabete di Tipo 1), oppure dalla ridotta sensibilità dell’organismo all’azione dell’ormone insulinico (Resistenza Insulinica), o infine, ad entrambe le cause (condizione tipica del Diabete di tipo 2).

Le complicanze del diabete mellito interessano sostanzialmente tutto il sistema vascolare circolatorio. Quando è interessata la microcircolazione capillare (microangiopatia) gli organi maggiormente colpiti sono la retina, i reni ed il sistema nervoso periferico. Se invece sono le grandi arterie ad essere lesionate (macroangiopatia) le patologie prevalenti riguardano il cuore, il cervello e gli arti inferiori.

Analizziamo singolarmente le patologie correlate a questi distretti con l’aiuto del Professor Marco Comaschi, specialista in Diabetologia, Endocrinologia e Medicina Interna a ICLAS – Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità di Rapallo.

La retinopatia diabetica, complicanza a livello dell’occhio causata dal diabete, è caratterizzata da una  degenerazione della fitta rete di piccoli vasi sanguigni che irrorano la retina, con conseguente riduzione di apporto di sangue. Si manifesta con:
  • alterazioni del campo visivo;
  • difficoltà nella percezione dei colori;
  • riduzione della visione notturna.
L’insorgenza di complicanze ,a livello della retina, è tanto più elevata quanto meno la glicemia viene tenuta sotto controllo e aumenta col trascorrere del tempo, - spiega il Professore - infatti la retinopatia è assente immediatamente dopo la diagnosi di diabete, ma l’incidenza aumenta già dopo alcuni anni. A 7 anni dalla diagnosi si riscontra nel 50% dei casi e  dopo 15-20 anni, la percentuale sale fino al 90% dei casi. Colpisce entrambi gli occhi e, nelle fasi iniziali, è asintomatica; per questo è fondamentale la diagnosi precoce così come la prevenzione, per l’adozione di un piano terapeutico appropriato, che tenga sotto controllo la glicemia, evitando la compromissione irreversibile della funzione visiva. Il semplice esame del fondo dell’occhio, eseguito da uno specialista oculista, è in grado di diagnosticare ,con precisione, la retinopatia ed il grado di interessamento e di gravità della patologia. Dopo 5 anni dalla diagnosi la valutazione specialistica è obbligatoria e va ripetuta una volta all’anno. La tecnica utilizzata per rallentare o fermare l’evoluzione della patologia è la fotocoagulazione retinica con laser”.

Il diabete è correlato anche a patologie che colpiscono i reni: la nefropatia diabetica, ad esempio. Questa condizione indica la compromissione della funzionalità del reticolo vascolare del glomerulo e dei tubuli renali, strutture che filtrano le sostanze di rifiuto dell’organismo e le eliminano con le urine, impedendo al rene di svolgere la funzione di depurazione del sangue. Più a lungo la persona è affetta da diabete non controllato e da elevati valori di pressione, maggiore è il rischio di sviluppare questa patologia.

Allo stadio iniziale - afferma il Professor Comaschi - la nefropatia diabetica è silente; l’unico indicatore precoce della sua presenza è l’albumina, proteina presente nel sangue che passa nelle urine. Con la progressione della patologia si riscontra un aumento della frequenza della minzione, confusione mentale, inappetenza, malessere generale. Pertanto i soggetti a rischio, che intendono prevenire o rallentare la comparsa della nefropatia diabetica e non sviluppare un’insufficienza renale, devono tenere, costantemente, sotto controllo il livello di glicemia nel sangue e i valori della pressione arteriosa, utilizzando soprattutto particolari famiglie di farmaci anti ipertensivi che hanno dimostrato azioni benefiche (ACE inibitori e ARBs)”.

Le complicanze del diabete possono riguardare anche gli arti, come conseguenza di patologie come la neuropatia. I nervi, soprattutto nelle zone più distanti dal cervello, come piedi e gambe, perdono la sensibilità favorendo lesioni che, se non vengono curate, possono degenerare in importanti infezioni a carico degli arti inferiori come nel caso del piede diabetico. Questa affezione è caratterizzata dalla comparsa  di alterazioni circolatorie come le vasculopatie periferiche che creano le condizioni per la comparsa di ulcerazioni cutanee frequentemente infette. Con questo termine si indicano delle modificazioni a livello delle arterie periferiche, in particolare delle gambe, che vanno dalla stenosi all’occlusione. Ciò provoca una riduzione della quantità di sangue in grado di raggiungere i piedi; una condizione che può rendere difficile la guarigione di una ferita o di un’infezione. Nel peggiore dei casi, la ferita non guarisce e può evolvere fino alla cancrena (necrosi o morte dei tessuti).

I pazienti diabetici – conclude il Professor Comaschi - dovrebbero osservare tutte le indicazioni fornite dal medico per attuare un efficace programma di prevenzione in grado di limitare il rischio di lesioni ai piedi, come pure calli e infezioni. Tale programma dovrebbe comprendere:
  • l’identificazione del piede a rischio: è fondamentale la valutazione da parte di un diabetologo che, a seconda dei casi, potrà programmare controlli mensili, trimestrali oppure annuali;
  • controlli periodici per accertare non solo lo stato d’igiene e di salute del piede, la comparsa di ferite, ulcere (anche pregresse), deformità, ma anche l’uso di calzature adeguate.
Qualora si notassero dolori, formicolii, alterazioni della sensibilità del piede o piccole lesioni che faticano a guarire è opportuno recarsi in un centro diabetologico specializzato”.
 
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