G.B. Mangioni Hospital / 20 dicembre 2021

Disturbi della digestione: da cosa sono provocati

Disturbi della digestione: da cosa sono provocati

La dispepsia viene favorita dal fumo

Esiste un forte legame tra fumo di sigaretta e dispepsia o sindrome da distress post prandiale: il disturbo della digestione che si manifesta con senso di fastidio, sazietà precoce e pienezza in occasione dei pasti.

“I forti fumatori - spiega il dottor Sergio Brunati, della Gastroenterologia di G.B. Mangioni Hospital di Lecco -  hanno un rischio doppio di sviluppare dispepsia funzionale. La nicotina in particolare è  in grado di aumentare le secrezioni acide dello stomaco, fa­vorire il reflusso biliare dal duodeno allo stomaco e peggiorare la salute gastrointestinale”.

C'è un legame anche con la cervicalgia?

“I di­sturbi dell'apparato digerente - specifica sempre il dottore - possono aumenta­re le tensioni muscolari e il dolore in strutture del corpo, anche distanti tra loro, innervate dal corrispon­dente livello spinale. Spesso non viene considerata la possibile origine viscerale del dolore al collo, mentre un'eventuale valutazione me­dica potrebbe essere utile in molti casi”.

Le emozioni negative possono avere conseguenze sui disturbi allo stomaco

Anche problemi sentimentali e difficoltà economiche possono diventare frequenti cause di dispepsia funzionale. “Può succedere infatti - chiarisce Brunati - che le emozioni negative non producano direttamente sintomi psicologici come ansia, panico e depressione ma “si scarichino” per così dire sulla pancia, che subisce i diversi stati d’animo e li elabora mandando segnali come gonfiore, borbottii o dolori”.

Quanto incide la regolarità dei pasti

Per favorire l’attività dello stomaco, i pasti dovrebbero essere consumati il più possibile a orari regolari e comunque mai di notte: rivoluzionare il ritmo di sonno e veglia può causare problemi. Chi svolge attività lavorative in orari notturni o a turni rischia di avere problemi di cattiva digestione.

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La pennichella pomeridiana, è utile?

Dormire subito dopo il pasto rende più difficile e a volte anche dolorosa la digestione. Se assumiamo una posizione sdraiata o semi-sdraiata, facilitiamo anche la risalita di acido dallo stomaco all’esofago, favorendo il reflusso. “Al contrario - specifica il dottore - una pennichella di dieci minuti e comunque non oltre i trenta ripristina la veglia e favorisce le performance cerebrali”.

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Revisione medica a cura di: Brunati Sergio
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