Clinica Privata Villalba / 21 ottobre 2020

Intestino: il “secondo cervello” che influenza fisico e psiche

Intestino: il “secondo cervello” che influenza fisico e psiche
Negli ultimi anni si è arrivati a capire che il ruolo dell’intestino nell’organismo umano è molto più importante di quanto inizialmente si pensava. Ecco allora che si sente sempre più spesso parlare di questo organo come di un secondo cervello. Infatti, che la sfera emotiva e gli organi dell’addome siano connessi, è noto. Il prof. Massimo Campieri, responsabile dell’Unità Operativa di Gastroenterologia di Clinica Privata Villalba di Bologna,  parla di due cervelli, che si influenzano a vicenda.
 
“Il cervello – spiega il prof. Campieri –  si avvale dell’intestino quale alleato prezioso per svolgere le sue funzioni ed è molto importante capire che il benessere intestinale, così come quello mentale, si ripercuote anche sul resto del corpo. L’intestino contiene milioni di cellule e fibre neuronali che costituiscono un vero e proprio sistema nervoso autonomo, è in grado d’integrare ed elaborare stimoli esterni e interni ricevuti dal corpo, interagendo con il sistema nervoso centrale attraverso uno scambio di informazioni mediato dal sistema psiconeuroimmunoendocrino (PNEI). Ciò significa che i due cervelli si influenzano reciprocamente, determinando il nostro stato di benessere psico-fisico”.
 
“Un intestino in disordine può provocare problematiche anche a distanza. Il lavoro di noi specialisti è quello di affrontare le patologie dell’apparato digerente, lungo un intero percorso che include prevenzione, diagnosi e terapia ma, data la stretta correlazione tra i due organi, è imprescindibile adottare un approccio in cui il paziente è al centro. Oggi il medico ha sempre più impegni e meno tempo per ascoltare il paziente, tuttavia non bisogna dimenticare che non c’è solo la dimensione fisica, ma anche quella personale da prendere in considerazione. Infatti, lasciare al paziente il massimo tempo a disposizione per raccontare sia i sintomi, sia la sua vita quotidiana e tanti elementi vissuti che in un colloquio affrettato verrebbero persi, guida il medico nella diagnosi. Questo vale in special misura nella sintomatologia dell’apparato digerente”.
 
 “Le somatizzazioni di stati ansiosi o depressivi e di disagi si ripercuotono di frequente in alterazioni della motilità e delle secrezioni intestinali, con dolori, coliche, diarrea, vomito ecc. In effetti l’apparato digerente è stimolato dal sistema nervoso simpatico, che funge tra via preferenziale per trasportare i messaggi dal cervello alla parete addominale. Viceversa però, le patologie intestinali e dell’addome, con la loro sintomatologia e i disagi che generano, agiscono sulle aree limbiche del cervello, quelle che presiedono alle emozioni e attivano l’ansia peggiorando i sintomi. Innescando un circolo vizioso”.
 
“Uno dei rischi in questo caso – continua il prof. Campieri –  è quello di sottovalutare le alterazioni intestinali, banalizzandole come somatizzazioni, senza approfondire le indagini. Mettere il paziente al centro, ascoltarne la storia e i disagi che riferisce, permette invece di rintracciare con più sicurezza gli indizi utili per una giusta diagnosi. La sintomatologia gastrointestinale non va mai sottovalutata e in qualsiasi caso bisogna mettersi in moto per capire se può esserci una patologia importante da scongiurare. Se le manifestazioni risultano essere associate all’ansia o a stati emotivi, vanno comunque trattate farmacologicamente per ridurre i sintomi del disagio”.
 
“Come distinguere, però, una patologia fisica da una somatizzazione? Sono gli esami diagnostici a permettere di escludere forme patologiche più o meno severe. Clinica Privata Villalba dispone della strumentazione necessaria per le indagini diagnostiche di riferimento per la gastroenterologia.
Gli esami che vengono prescritti più di frequente sono l’eco-addome, le endoscopie (gastroscopie e colonscopie) e più raramente, nei casi necessari, la TAC e la Risonanza Magnetica”.
 
“Il percorso che mette la persona al centro, parte dunque da un attento colloquio con il paziente, al quale viene dedicato tutto il tempo necessario per una corretta anamnesi. Prosegue, poi, con l’iter diagnostico volto a escludere o a individuare le forme patologiche riferibili ai sintomi che il paziente lamenta. L’ultimo passaggio è quello del trattamento. Clinica Privata Villalba non vanta solo un’équipe di gastroenterologi di eccellenza, ma anche la possibilità di collaborare con gli specialisti di altre branche mediche che lavorano presso la struttura, qualora necessario. Il paziente viene quindi accompagnato lungo un intero percorso che lo mette al centro, al fine di trovare le soluzioni e le terapie più indicate e personalizzate per il suo specifico caso”.
 
 
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Revisionato da: Campieri Massimo
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