Clinica Privata Villalba

Patologie del colon: quali sono le più comuni e come prevenirle

05 dicembre 2019
Sensibile e delicato, l’intestino è definito da molti un secondo cervello, che digerisce non solo cibo ma anche emozioni e informazioni, con funzionalità che si riflettono sull’intero organismo. È molto importante quindi prendersene cura sempre, con un corretto stile di vita e di alimentazione e con azioni di prevenzione che permettono di individuare precocemente patologie diffuse e pericolose, come il Morbo di Crohn, la colite ulcerosa, sindrome del colon irritabile, poliposi, diverticolosi e il tumore del colon.
 
“Il colon - spiega il dott. Andrea Calafiore, specialista in gastroenterologia in Clinica Privata Villalba di Bologna - è l’ultima porzione del nostro tubo digerente, che origina nella parte inferiore destra dell’addome, e forma, insieme al tenue, il nostro intestino. Si divide in tre segmenti: il primo, colon ascendente, risale verso l’alto, il secondo, colon traverso, attraversa la parte superiore dell’addome da destra a sinistra e il terzo, colon discendente, scende verso la parte inferiore dell’addome.
Attraverso l’esofago gli alimenti che ingeriamo passano nello stomaco, dove ha inizio il processo della digestione, e arrivano fino al colon, che assolve funzioni essenziali per l’organismo: l’assorbimento dell’acqua e dei sali e la sintesi di alcune vitamine liposolubili”.
 
“Il Morbo di Crohn è un infiammazione cronica che può interessare qualsiasi parte del canale alimentare, può colpire il colon ma anche lo stomaco, il tenue, persino la bocca. La sua localizzazione più frequente però è l’ileo, la parte finale dell'intestino tenue. Si presenta con dolori nella parte destra inferiore dell’addome, ripetute evacuazioni quotidiane con feci semiliquide, inappetenza, leggera febbre, dimagrimento. La colite ulcerosa, è un infiammazione cronica che ha origine nell’ano e si estende fino al colon. E’ spesso caratterizzata da ulcere (lesioni della parete). Si manifesta con diarrea e muco nelle feci, a volte le feci possono essere macchiate di sangue. Entrambe queste patologie possono avere periodi di latenza dei sintomi e periodi di riacutizzazione. Possono essere di forma lieve, moderata e severa. Hanno natura idiopatica , ossia non si conosce con precisione la causa che le provoca. L’ipotesi è quella di un’abnorme risposta immunitaria contro i batteri che popolano l’intestino, non sono più riconosciuti e il sistema immunitario li attacca danneggiando le mucose. Possono insorgere anche per fattori genetici e ambientali”.

“La diverticolosi, presenza di piccole tasche che si formano nella porzione finale dell’intestino, non curata, può evolvere in diverticolite e portare, nei casi più problematici, alla perforazione dell’intestino.
La sindrome del colon irritabile, non è una vera e propria patologia spesso è presente in soggetti molto sensibili o sotto stress, si presenta con dolore addominale e un’alterata attività intestinale senza che sia stata riscontrata una specifica causa”.

“La poliposi del colon consiste in neoformazioni benigne che sviluppano tipicamente sulle pareti intestinali. Possono provocare ostruzioni del tubo digerente o degenerare e trasformarsi in tumori maligni. Il disturbo non ha sintomi evidenti nella maggior parte dei casi. In presenza di polipi di grandi dimensioni può manifestarsi dolore addominale localizzato o diffuso, oppure occlusione dell’intestino con conseguenti coliche addominali. Il tumore del Colon-retto, la più grave delle affezioni del colon, può essere di diversi tipi più o meno aggressivi. Il più frequente è l’adenocarcinoma. Si manifesta con sanguinamento rettale, stipsi e diarrea alternate, dimagrimento, anemia e dolore addominale. Le cause dei tumori non sono ancora completamente accertate,, sono considerati fattori di rischio la familiarità, patologie tumorali pregresse a retto, utero, ovaio, seno, la presenza di polipi nel colon e alcune patologie dell’apparato digerente”.

“Ci sono alcune semplici regole da seguire per agire di prevenzione, consigliate da gastroenterologi e oncologi:
  • Assumere la giusta quantità di fibre e, a digiuno, mix di ceppi di probiotici (lattobacilli e bifidobatteri) e prebiotici o yogurt e latti fermentati che li contengano, che nutrono il microbiota, un vero e proprio organo composto da miliardi di cellule batteriche. Quando il microbiota è danneggiato o carente le funzioni intestinali si deteriorano.
  • Ridurre l’assunzione di grassi animali.
  • Consumare frutta e verdura ogni giorno, meglio se variata e di stagione.
  • Limitare al massimo il consumo di cibi in scatola, insaccati, salumi, bevande alcoliche, zuccheri semplici e farine raffinate preferendo le integrali.
  • Dimagrire se si è in sovrappeso.
  • Fare attività fisica regolare.
  • Bere molta acqua.
  • Ridurre i livelli di stress. 
  • Evitare i lassativi.
  • Limitare, allo stretto necessario, le cure antibiotiche che distruggono la flora batterica intestinale.
  • In caso di familiarità o meno dopo i 50 anni, a cadenza biennale, l’esame delle feci per la ricerca di sangue occulto e la colonscopia.

Per prenotazioni e maggiori informazioni chiama il numero 051.6443011 oppure scrivici tramite il form contatti.

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